Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

X-Men – Giorni di un futuro passato (X-Men – Days of Future Past, Bryan Singer, 2014)

Qualche passaggio confuso tra i salti temporali c’è, un paio di spiegoni un tantino didascalici, pure; ma la saga degli X-Men (cui voglio da sempre molto bene), trova qui un capitolo saldissimo pur tra gli innegabili difettucci. Singer riprende in mano la macchina con un 3D molto presente, specie nell’incipit, tirato fino al massimo possibile e poi sapientemente anestetizzato per impedire i conati di vomito agli spettatori. Un incipit cupo, forse non riuscitissimo ma che segna un paio di sequenze davvero violente per un film Marvel (anche se poi del tutto “bilanciate” nel finale – chi ha visto penso/spero capisca cosa intendo). Forse si cerca un po’ troppo di trasformare il ruolo di Mystica nella chiave di volta, ma a interpretarla c’è sempre la Lawrence, e insomma, basta dire questo. Peter Dinklage nel ruolo del fetentone ci sta benissimo, senza che nemmeno una volta, leggevo nella recensione dei 400 calci (credo), si faccia riferimento alla questione statura, anche perché totalmente oscurata dalla statura istrionica dell’attore (però, va detto, vederlo doppiato frena parecchio il giudizio, specie se ce l’hai nella testa con l’eloquio di Tyrion Lannister).

C’è un po’ di stagnazione nella parte “futura”, e se non fosse per l’azione violenta la sconfitta col passato sarebbe una debacle, invece di un KO tecnico. Ma è anche un film da godere al cinema, pieno di spettacolo nel senso più vero del termine, nella più sacra versione da sala, con un passaggio di testimone tra vecchia e nuova generazione d’attori, e – fatto curioso – inversamente proporzionale dal punto di vista temporale. Ma c’è poco da preoccuparsi: uno perché Wolverine dovrebbe essere la nostra costante (Jackman è ormai fantastico e totalmente a suo agio col personaggio – anche se ho letto da qualche parte che questa potrebbe essere l’ultima volta che sfodera gli artigli, seppure di legno), e soprattutto i due Sir lasciano i loro ruoli a due giovani leoni dal ruggito potentissimo.

Tuttavia, non si offenda tutto il cast, novizio e veterano, Fassbender se li mangia tutti: col suo sguardo a metà tra sprezzo luciferino e lucida volontà di vendetta ci ha veramente le palle (tre) d’acciaio.

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