Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Nymphomaniac volume 2, Lars von Trier (2014)

Il primo capitolo era stata un’inaspettata sorpresa, anche perché, lo ammetto, non sono proprio un appassionato del regista danese. Ma il completamento dell’opera riporta tutto ai vontrierismi più integrali, a quelle tirate teoretiche, filosofiche e moraleggianti gettate in faccia allo spettatore come pesci al mercato, senza un’idea chiara di cinema a sostenerle. Alla lunga – no, quasi subito – l’operazione è diventata insopportabile, una fatica arrivare fino all’utimo minuto, che ci lascia con un finale insieme prevedibile e ridicolo.
La sensazione finale è che von Trier sia proprio l’ultimo regista possibile che possa riuscire a comunicare qualcosa sulla sessualità e la sensualità, freddo com’è. La risposta si risolve sempre in un eccesso di chiacchiere affossate da una presunzione filosofica insopportabile.
Von Trier è forse l’unico regista che si fa pagare per farci ascoltare una sua seduta di terapia psicologica. Una seduta che neanche vale la pena di ascoltare, il più delle volte.

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