Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Dexter – 8×12 – Remember The Monster?

Alla fine è stato meno peggio di quanto la stagione e gli ultimi anni lasciassero presagire. È il tipo di finale che m’ero sempre immaginato per Dexter e ancora non ci credo che gli autori – questi autori – mi abbiano “dato ragione”.

Mi sono pure piaciute tutta una serie di trovate. Tipo il modo ingegnoso in cui Dexter si para il culo e al contempo si vendica, memore dell’esecutore chirurgico e furbo che fu un tempo.

Il problema è che per ogni aspetto positivo, c’è un risvolto contrario, non si fa a tempo a esultare per una buon i perché da qui a dire che Remember The Monster? salvi la serie… ma neanche da lontano! Un dolce andato a male non si salva con una spennellata di cannella.

Anche perché mi rendo conto di essermi espresso male. Questo finale è degno figlio della stagione, ne conserva tutte le fesserie, le contraddizioni, le evidenti infrazioni al realismo investigativo al realismo tout court, o meglio alla credibilità narrativa, che è altra cosa (vogliamo parlare di Dexter che col cadavere di Debra attraversa un intero ospedale, lo porta via in barca senza che nessuno dica nulla? Lì ho riso parecchio. E come fa a sopravvivere alla tempesta di mare che sfascia la sua barca? Ve lo immaginate Dexter col gommone che torna indietro con delle onde di chissà quanti metri alle spalle? Immaginatevelo!). Senza contare che, pur essendo gli ultimi cinquanta minuti di una serie, la tensione non esisteva e incombeva invece una noia che chiedeva soltanto l’avanzamento veloce (non è proprio un bel complimento, lo capite).

Ciò che mi ha stupito, in positivo, sono stati gli ultimi quindici minuti, più o meno dalla sequenza da cui ho scelto il fotogramma qui sopra, che recuperano alcune delle vecchie (buone) idee e forniscono forse la chiusura migliore e – per quanto mi meraviglio a scriverlo dopo quattro stagioni di cacca – coerente.

Dexter resta solo. Capisce che chi gli sta intorno subisce i danni collaterali prodotti dal suo dark passenger. L’unica soluzione allora è il ritiro, entrare nell’ombra definitivamente, rinunciare alla doppia vita e scegliere un eremitaggio in anonimato, totale, perdendo tutto, la sorella e il figlio e l’amore (poi vabbè tutta la questione su Dexter innamorato di Hannah e dell’amore che lo guarisce dal desiderio di uccidere, lasciamola stare che è una fesseria col botto). È un po’ il discorso che portava la quarta stagione – quella di Trinity – non a caso l’ultima vera fiammata del serial.

Ecco perché, anche di fronte a questo paragrafo di elogi, il saldo risulta comunque negativo. Dopo aver zigzagato per mezzo percorso, a danno dei personaggi e del protagonista, ricodificati tante di quelle volte da risultare vuoti simulacri senza senso narrativo, dopo questo scempio anche raggiungendo la meta giusta si arriva ormai fuori tempo massimo.

Bye bye Dexter, vorrei dire che ci mancherai, ma sarebbe una balla.

p.s. Il fotogramma che volevo scegliere è un altro, l’ultimo, ma non volevo rischiare spoiler. Ma, per chi l’ha già visto, ci siamo capiti, ecco quella è l’immagine che – chiudendo gli occhi – immagino qui.

p.p.s. Qui un mio commento alle dichiarazioni ad alto tasso di paraculaggine di Scott Buck.

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