Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Bruce Springsteen (Piazza del Plebiscito, 23 maggio 2013)

Questo è solo un post di servizio. Non credo che riuscirei comunque a mettere per iscritto le emozioni di ieri sera, l’attesa, l’arrivo, ascoltare e vedere dal vivo uno degli artisti più importanti per me. Ecco, finiremmo a scrivere le solite cose trite e melense, che è meglio invece restino taciute.

La gente mi diceva sempre (o lo leggevo ovunque) che un concerto di Bruce Springsteen è un’esperienza indimenticabile. Non c’è alcun dubbio: per tre ore e passa ieri sera Piazza del Plebiscito è stata una festa rutilante, un’esplosione di energia e di rock allo stato puro. Springsteen dialoga col pubblico, scherza, lo coinvolge (letteralmente, anche sul palco), in una messa laica, un rito ancestrale e moderno che ti fa sentire parte di una famiglia (per tutto il tempo non facevo che gettare occhiate a Steve Van Zandt: la sola espressione, la sola presenza sul palco è uno spettacolo nello spettacolo).

Varie cose emozionanti: dal Boss che appare sul palco verso le sei e ci offre un’anticipazione acustica (Growing up e This hard land), forse anche per risollevarci del maltempo che ha segnato un po’ tutta la giornata, ma per fortuna senza arrivare a picchi catastrofici; il Boss che dice di essere un uomo del sud, la dedica alla terra dei nonni, Vico Equense, seguita da un’esecuzione da brivid di My Hometown; ovviamente The River, che, col palco al buio, quando ho sentito l’attacco con l’armonica quasi piangevo, poi invece al contrario di quello che temevo sono riuscito a cantarla tutta senza piangere e senza farmi bloccare da groppi in gola vari; l’immediata successione, nel finale, in una combinazione esplosiva, di Born in the USA e Born to run, con l’intera piazza che cantava, ballava e saltava…

Lasciamo perdere, che è meglio, anche perché non credo di riuscire comunque a sintetizzare a parole. Diciamo solo che è di quegli spettacoli da raccontare ai figli, di quelle esperienze che dopo puoi dire “io c’ero”. E visto che il concerto l’ho vissuto in compagnia di quella che sarà la madre dei miei figli, le emozioni vanno triplicate. Avremo di che raccontare, io e Delizia.

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