Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Due per una

Cercasi amore per la fine del mondo (Seeking a friend for the end of the world, Lorene Scafaria, 2012)
Come al solito il titolo italiano cerca di infilare la parole amore ovunque, anche a sproposito, quando nella storia della Scafaria, è l’amicizia il sentimento principe – e come cita anche il titolo originale. Film interessante che fonde l’elemento catastrofico – usato però secondo le coordinate tracciate dal von Trier di Melancholia – con la commedia sentimentale agrodolce, affiancando due caratteri – e due attori e due stili di recitazione – opposti. Da un lato un comedian come Carrell asciugato di ogni eccesso comico per raffigurare la grigia solitudine di un uomo medio e dall’altro la recitazione più effervescente (anche troppo a dire il vero) della Knightley. Non tutto funziona perfettamente, a cominciare dalla chimica tra i due, ma anche con le sue mancanze, è un film che con lo scorrere dei minuti e l’accumularsi di comparsate di attori noti, genera una certa simpatia. Anche se a titoli di coda scorsi, non resta molto nella memoria.

Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild, Ben Zeitlin, 2012)
Piccolo film costato poco (in senso relativo, son sempre quasi due milioni, di dollari), con uno sguardo sospeso tra documentario e lirismo, adorato in tutto il mondo, ha fatto incetta di premi ed è candidato pure a 4 Oscar (incluso miglior film). Non per fare quello scocciante, ma mi sembra che i critici abbiano caricato un po’ troppo un film in realtà più modesto, che tenta la carta delle riprese malickiane con commento poetico e non gli va sempre bene. Senza eccedere nell’eccesso opposto, nel tentativo di smontare il clamore che gli è sorto intorno (qualità ce le ha – le nevi e i ghiacciai che si spaccano, una comunità che vive in un bayou sospeso tra reale e fiabesco, gli aurochs – gliele hanno gonfiate un po’; e non gli si perdona un certo sentimentalismo ricattatorio, eh sì l’ho visto, lì in agguato hai voglia a nasconderlo). Ma Beasts of the southern wild ha pure una fiamma piccola ma luminosissima, Quvenzhané Wallis, che all’epoca delle riprese aveva appena 5 anni, e si fatica a crederlo visto che con la sua bravura da istrione regge mezzo film.

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