Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

The Help (Tate Taylor, 2012)

The Help è la classica operazione hollywoodiana tesa alla conquista dell’Oscar, di cui è probabile che farà incetta. Nel bene e nel male, il film di Taylor mostra fin troppo il suo essere prodotto, oscillando tra scelte indovinate e altre (la maggior parte) annegate in una visione semplicistica, che trova la sua coronazione nella divisione manichea – troppo bianco e nero è il caso di dirlo – dei personaggi. Il “messaggio” dirompente è inscatolato in una medietà tipica dell’Oscar movie per soddisfare un po’ tutti senza accusare nessuno. Quindi le donne bianche sono insopportabili e meschine a priori, per cui alla fine viene a mancare anche l’elemento fondante del film: non sono neanche razziste, o meglio quello è un minimo riflesso, di una negatività genetica. Le cameriere di colore invece conservano tutte un’indole buona e giusta, anche se agiscono in modi diversi. In mezzo il personaggio di Emma Stone, che rappresenta l’anello (inesistente) e si autopropone tedofora della liberazione sociale.

The Help sconta una lunghezza eccessiva, con momenti in cui il ritmo cala – mi sono addormentato un paio di volte e questo potrebbe influire sul giudizio, ma anche Delizia (che ha dormito assai meno di me) concordava sul responso finale.

Ci sono però anche i pregi, che sono l’altra faccia della medaglia hollywoodiana, a partire dalla perfetta ricostruzione ambientale, fondamentale tassello di quella cura della confezione che, quando funziona, ha pochi eguali. Ma soprattutto le attrici. L’intero cast è una sinfonia di emozioni, a parte qualcuna un po’ troppo sopra le righe – ma pure bravissima come la Howard – e la Stone forse più adatta a calcare set contemporanei, c’è il perfetto understatement di Viola Davis contrappuntato dall’interpretazione più pepata (spesso un po’ troppo) della Spencer. Nessuna però regge il confronto con Jessica Chastain che rivela un volto completamente diverso dalla madre e moglie di The tree of life e a ogni apparizione illumina il film con la sua svampita fuori dal tempo  ma dotata di una sua purezza: la sua interpretazione riesce a stemperare anche qualche ingenuità del personaggio.

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Una risposta a “The Help (Tate Taylor, 2012)

  1. iosif 12 febbraio 2012 alle 12:46

    concordo. e però mi ero anche dimenticato di averlo visto. ed è vero che la migliore è jessica chastain: il fare pragmatico con cui tira il collo alla gallina regala i cinque secondi più genuini del film.

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