Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

L’arte di vincere (Moneyball, Bennett Miller, 2011)

Mi aspettavo molto da questo film ma non posso dire di essere uscito dalla sala soddisfatto. Forse il problema è che Moneyball è troppo smaccatamente statunitense; non solo nella struttura, anzi non tanto visto che il sogno americano ne esce fuori un po’ acciaccato (ed è uno degli elementi interessanti), ma soprattutto nel tema. Tutto concentrato sui retroscena dello sport, in particolare sulle logiche della composizione di una squadra, nella parte centrale il film tende a fermarsi e ripetersi un po’ troppo. Miller evita di propinarci le solite lunghe sequenze sportive col fiato in gola, preferendo gli spogliatoi e le stanze manageriali, ma proprio quando si addentra negli aspetti logistici rischia di perdere l’attenzione dello spettatore. Confesso che il 70% dei dialoghi sul baseball neanche li capivo.

L’inserimento della figlia del protagonista dovrebbe comporre meglio la psicologia di Billy Beane, ma risulta solo un’interferenza familiare che mal si sposa col resto del film, sia da un punto di vista narrativo che di ritmo. Brad Pitt resta comunque interprete di rara bravura e accanto a lui la conferma di Jonah Hill, che convince anche in un ruolo diverso rispetto a quelli per cui l’abbiamo conosciuto e apprezzato. Ecco forse togliendo loro due (e Pitt in particolare) dall’equazione, il film perde molto del suo già sbiadito mordente.

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