Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Classificone serie tv 2011: I Peggio

La classifica ufficiale dell’intera redazione di Serialmente la trovate qui (con anche la mia personale). Qui un elenco per sparlare brevemente della monnezza televisiva di questo 2011. Ovviamente di quella monnezza che ho avuto l’occasione di guardare, sperando in qualcosa di buono. Poi è chiaro che ci sarà un mare anche peggiore, oltre ai titoli qui presentati (anche se trovo difficile pensare ci sia qualcosa di peggio di Terra nova).

1. Terra Nova
Ne ho già sparlato qua e . Un breve riassunto: la preistoria senza i dinosauri, popolata dalla famiglia più Mulino Bianco mai vista in tv. Abbiamo sperato fino all’ultimo che almeno un carnosauro entrasse in scena per magnarseli tutti, bimbi compresi, ma niente.

2. V
Per dire la vecchia serie non era granché, rivista oggi è pure troppo ingenua, ma almeno le resta quel fascino retrò e lo stile anni 80. Questa cagata immonda odierna è un pastrocchio insalvabile persino per Elizabeth Mitchell. Anzi, sono contento che l’abbiano cancellata proprio per non continuare a vedere un talento di quella risma sprecato in questa merda. Qui.

3. Ringer
Mollato credo al quarto episodio, dopo una valanga di insensatezze, episodi da telenovela di decimo ordine e fondali digitali di cartapesta. Mai stato un fan di Buffy né della Gellar, quindi posso essere del tutto obiettivo sullo schifo che mi ha fatto quel poco che ho visto (e da quello che ho letto il seguito è pure peggio. Non voglio saperne nulla).

4. United Stetes of Tara
Ancora non mi spiego come diavolo abbia fatto ad arrivare alla terza stagione (ma dopo quattro episodi non ho retto più) di questa puttanata scritta da Diablo Cody, che ha pure l’aggravante di usare (male) un’attrice di rango come Toni Colette. Qui, qui  e qui.

5. Enlightened
Mi ero pure preso l’onere di recensire il pilot per Serialmente, riservando grossa fiducia in Laura Dern, che era anche produttrice della cosa. Fatica sprecata. Al secondo episodio già smaniavo (non sono andato oltre infatti). Il personaggio è una delle donne più insopportabili viste in tv quest’anno, una stracciacazzi di livelli olimpici, una che a confronto Carrie di Homeland è la sorella che tutti vorremmo.

6. The Borgias
Medesimo meccanismo che aveva fatto la fortuna, sempre in casa Showtime, di The Tudors. La fetta cospicua di culi e tette per onorare il canale che ospita Hank Moody (vedi più soltto), la Storia con i personaggi importanti al centro di intrighi, sollazzi, omicidi e potere… ma non funziona niente. Raffazzonato e pure troppo lascivo. Jeremy Irons cercava parcheggio in tv ma ha trovato uno sgabuzzino.

7. The Cape
Esperimento fallito di portare in tv il racconto-fumetto, nonostante avessero sulla carta una buona storia – quasi un archetipo dell’eroe mascherato. Non si salva nulla. Pure il canale che l’ha prodotto alla fine non voleva toccarla neanche con un bastone lungo tre metri: l’episodio finale è andato in onda solo via web. Neanche la pucciness di Summer Glau e la presenza di James Frain come villain riescono a salvare questa roba cassata alla prima stagione.

8. The Playboy Club
Soppresso dalla NBC dopo quattro episodi, questo serial sulle conigliette con in giro la versione scrausa di Don Draper è una noia che levati. Tutto sa di già visto, senza contare, come scrive Rei, l’assurdità dell’assunto: “Come è possibile fare una serie femminista con protagoniste i più grandi simboli istituzionalizzati della mercificazione femminile?” Ce lo stiamo ancora chiedendo. Anzi no, abbiamo archiviato già tutto. Playboy who?

9. Californication
Parliamoci chiaro: è dal finale della prima stagione che Californication si è fottuto da solo. Da allora è stato solo un processo all’indietro. Neanche più Hank Moody riesce a starci simpatico. Ha rotto i maroni pure lui con la sua aria perennemente svagata, da tipo che gli scivola tutto addosso. A noi è il serial in sé che ormai ci scivola addosso da anni. In certi casi bisognerebbe staccare la spina e basta.

10. True Blood
Vampiri badass regrediti a cicciobelli da salotto e porno soft dominati da una bionda sciapa, faide fallocentriche tra licantropi metallari e mutaforma anonimi che corrono di notte nel bosco, trasferte nel mondo parallelo delle fate e un Jason troppo serio e troppo poco uccello-dipendente, la strega più nerd mai vista in tv: la bottiglietta di True blood è rimasta aperta troppo tempo e i batteri hanno proliferato. La quarta stagione è sprofondata in una tale melma di trash e lol involontario che forse neanche il promettente cliffhanger finale riuscirà a salvare.

Ebbene sì, non c’è Lui. Ma temo che se l’avessi stilata dopo il season finale le cose non starebbero così. Il mio alter ego del cuore ha forse definitivamente svaccato. Era da stagioni, sin dopo la prima certo, che accumulava incongruenze ma tutto sommato le cose reggevano sempre, o quanto meno le cazzate erano riequilibrate dal buono che c’era dentro. Ormai neanche più Michael C. Hall può fare nulla contro la valanga che ha investito il cervello degli autori. No per dire durante il season finale mi sono addormentato 4 volte! Io che mi addormento, e per 4 volte, davanti a un episodio di Dexter! Deus ex machina tirati fuori dal culo, un villain che non ne ha la faccia né la sostanza né il carisma (ehi salve figlio di Tom Hanks, lascia perdere che non ci convinci neanche per un minuto che sei un cattivone, ti direi di andare a lezione da Arthur Mitchell, ma la classe luciferina non si insegna), quasi tutti i personaggi secondari sballottati in subplot inutili e noiosi (o ridicoli, vedi Batista&Quinn). E come se non bastasse idee ridicole come l’innamoramento da parte di Deborah del fratellastro e Deborah che scopre nel finale il secondo… officio di Dexter. La mia esclamazione allo scorrere dei titoli di coda è stata un’espressione partenopea che corrisponde più o meno a un vaffanculo rassegnato (una cosa tipo quella di Troisi qui), a metà tra nervatura e scoppio ilare di fronte alla vaccata epica. E poi io su questa cosa non transigo. Era l’elemento che tutti invocavano e io non capisco proprio perché. Ossia, è necessario che Debra scopra il darkpassenger? No. Come non è necessario che il serial finisca con Dexter dietro le sbarre. Si possono compiere queste scelte, ma tanto vale mettere anche che non c’è più la mezza stagione e che si stava meglio quando si stava peggio. Non è mai stata questa la mia idea di Dexter. Che poi non si può più parlare di Dexter, ciò che è rimasto su schermo è una massa amorfa, pallido ricordo all’1% del personaggio che avevamo amato.

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Una risposta a “Classificone serie tv 2011: I Peggio

  1. Il Bollalmanacco di Cinema 27 dicembre 2011 alle 18:29

    Di tutte queste serie ne ho guardata per ora solo una, Ringer.
    Sarà che sono affezionata a Sarah Michelle Gellar, ma mi ha “presa” e adesso aspetto ricominci a gennaio/febbraio!
    Saluti!

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