Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Winesburg, Ohio (Sherwood Anderson, 1919)

Winesburg, Ohio è il corrispettivo in prosa di Spoon River, è una raccolta di racconti che al tempo stesso non lo è; è un romanzo fatto di tante storie, tutte collegate dalla cittadina, da un alter ego-scrittore-testimone e soprattutto dall’intrecciarsi dei personaggi che compaiono in quel racconto per poi spuntare nell’altro e così via. Un’idea di raccolta di racconti che mi piace molto, che ha la complessità e l’unità romanzesca pur raccontando diverse storie.

A dispetto della data di pubblicazione (1919), questa è una raccolta “ottocentesca”, che però conserva in nuce i geni della scrittura di Hemingway e degli altri scrittori del primo Novecento. Anderson però è ancora chiuso alla modernità, rinchiuso, rivolto verso la nostalgia del passato rurale, ormai sorpassato. Ma la concretezza della sua scrittura reca in sé la memoria delle pietre e della polvere della provincia. Ogni racconto è un mondo, un’epopea, il talismano di un’intera vita, proprio come in Masters quasi sempre in declino, che prevede la sconfitta o la partenza dal borgo.

Il prezzo dell’edizione Einaudi è davvero esoso, visto che parliamo di un libro che ha quasi un secolo. L’introduzione di Capossela, spiace dirlo, è inutile e bruttarella. E qui a Capossela gli vogliamo un sacco di bene. Tant’è che la prefazione migliore al mondo di Anderson l’ha fatta col suo mezzo più naturale.

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