Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Breaking Bad (AMC, S04)

Walter White ha toccato il punto di non ritorno. O forse l’aveva già passato da prima. Ma non confondiamola con una facile discesa agli inferi, del padre di famiglia che si lascia attrarre dal mondo del crimine: Walter White è sempre stato Heisenberg. Le metanfetamine gli hanno solo permesso di emergere. E il finale di questa stagione incide una nuova, spaventosa tacca sulla cintura morale del personaggio. Un uomo sgradevole, insensibile, incapace di calore ed empatia, pronto a tutto pur di salvare se stesso e la propria famiglia. Il finale di questa stagione ha tutta l’aria di un happy end, e lo è, da un punto di vista strutturale, se insomma riduciamo all’osso il contenzioso della stagione e ragioniamo sui chi ha vinto e chi ha perso. Ma, pure, quel «I won» di Walter suona proprio male, e l’ultima inquadratura, l’immagine finale di quel carrello in avvicinamento decreta ormai senza appello non una semplice vittoria ma una sostituzione. Walter si è sostituito a Gus, perché ha completato la sua trasformazione, ha abbandonato gli ultimi residui di umanità per tramutarsi in un signore del crimine che ragiona con spregiudicatezza in termini di costi e ricavati, trattando la vita umana come un semplice elemento dell’equazione.

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