Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

True blood (HBO, S04)

True blood, o delle montagne russe. Più che una recensione seria ho pensato di dare qui un semplice elenco di cose che non ci son andate giù – contemperate dai lati positivi. Per un’analisi più approfondita rimando ai lidi di Serialmente, cui ho contribuito recensendo il sesto episodio. E se lo scrivo è solo per non ripetere più o meno le stesse cose che avevo scritto lì e che in buona sostanza sono le stesse critiche che mi sento di muovere a fine stagione.

Ma prima di iniziare l’elenco, è bene chiarire un punto: True blood resta un guilty pleasure irrinunciabile e se ci si accanisce nei confronti dei suoi difetti è solo perché è evidente quanto potenziale vada sprecato per motivi di fretta, superficialità, svogliatezza. E la cosa potrebbe anche essere accettabile se non fosse che questo serial è firmato da Alan Ball!

Ma veniamo ai punti.  (Spoiler alert).

  • Troppi personaggi. Troppi freak. La folla di Bon Temps si sta moltiplicando troppo vorticosamente perché gli autori riescano a stare dietro a tutte le storyline. E quando pure lo fanno, vengono poi fuori episodi – molti in questa stagione – troppo dispersivi: per dare spazio a tutti si finisce per non darne a nessuno.
  • Per esempio gente come i Bellefleur e famiglia, che potrebbero rivelarsi interessanti (almeno sono gli unici normali).
  • Il proliferare indiscriminato delle storyline porta allo spiacevole risultato di tronconi narrativi che si perdono dio solo sa dove: la maledizione su Pam svanita chissà come, le pantere mannare sparite pure loro dopo che sembravano voler cagare il cazzo per tutta la stagione, la relazione lesbo di Tara e  la di lei compagna che spariscono in un poof da un minuto all’altro, Nan che improvvisamente annuncia un ammutinamento, che cerca nuove alleanze e viene fatta fuori senza darci neanche il tempo di capire che diavolo sta succedendo.
  • Sookie Stackhouse è insopportabile. Una vera piaga. Non si capisce ancora che diavolo ci trovino due vampiri fighi e seri come Bill e (soprattutto) Eric. E il suo sogno erotico del ménage a trois coi due vegliardi con zanne credo sia stato uno dei punti più bassi raggiunti dal serial in fatto di trash. Poi sta cosa che è una fata e il primo episodio (orèèèndo) che ci mostra il mondo delle fate… poi sparite (quasi) del tutto per il resto della stagione, dimenticate, insieme al loro mondo, come molte altre cose a Bon Temps.
  • Gravissimo sacrilegio lasciare Eric Northman per (quasi) l’intera stagione nella versione cicciobello ingenuo (ma che due palle! quando è ritornato se stesso, è bastato uno sguardo a quel genio di Alexander Skarsgård per farci capire che era tornato il figlio di buona donna di prima).
  • Pam. Pam. Pam. Datele più spazio santiddio!!! Le sue battute sono le migliori, roba da incorniciarle in bacheca. E poi – come noi – non sopporta Sookie. E ci ha tutte le ragioni. (Perle tipo questa del finale ce la fanno amare senza remore).
  • Jessica Hamby. Ovvero cutest teen-vampire in the whole world. In questa stagione, inoltre, abbiamo scoperto che è ricoperta di quella immacolata pelle diafana su tutto il corpo. Per non parlare della sua versione Cappuccetto Rosso sexy.
  • Sempre a proposito di Jessica. Finalmente lei e Jason son finiti insieme, ma non si poteva scegliere un modo più tirato via per mostrarcelo.
  • Jason in questa stagione ha fatto i passi del gigante, diventando un personaggio a tutto tondo. Ha perso un po’ della sua dabbenaggine (anche se ha offerto comunque alcune battute spettacolari), è cresciuto, è diventato più ponderato. Sta mettendo la testa a posto, diciamo. Anche se continua ad avere quell’atavica fame di sesso, a dipendere – come gli dice Hoyt – dal suo dick. Ma di fronte a una come Deborah Ann Woll vi vorrei vedere a fare gli indifferenti.
  • Alcide non piace a molti, ma io lo trovo un personaggio serio, posato. Uno dei pochi con la testa a posto a Bon Temps. Un licantropo con dei sani principi virili. E a me piace(va) anche molto Debbie Pelt, la di lui compagna. Oltre alla gnocchitudine, ci aggiungeva un pizzico di femminilità instabile. Qualcuno l’ha ingiuriata, ma insomma mettetevi nei panni di questa povera crista che si vede portar via il proprio manzo da una sciacquetta farfallina fair come Sookie.
  • Seriamente, il problema più grosso di True blood è Sookie. Facciamola fuori, vedrete che poi tutto funzionerà meglio. (Che poi già non m’è stata mai molto simpatica, figuriamoci ora che ha ucciso Debbie).
  • Tara forse è morta pure lei. La scena – per niente commovente o toccante – viene semplicemente a stabilire biologicamente una morte narrativa che ormai si trascinava da anni.
  • Villain 1/3. Ecco un altro annoso problema di True blood. Russell Edgington, a parte, qui hanno sempre fatto fetecchia. Stavolta una witch sfigatissima, la cui unica volontà di scontro è determinata da una previdibilissima e giàvistissima sensazione di rivalsa, dopo anni di esclusione dal gruppo sociale (anche se – come scriveva qualcuno su Serialmente – qualcuno ci dovrebbe poi spiegare per qualche motivo a farne le spese dovrebbero essere i vampiri, e solo loro).
  • Villain 2/3. Buone notizie. Il finalone ci lancia un bel cliffangher (un po’ ce l’aspettavamo, anche se non così in fretta): il ritorno di Russell Edgington – anche se (non per fare quello che trova sempre il negativo) siamo sicuri che una seconda stagione non rischierebbe di rendere ripetitivo il personaggio e dunque vanificare anche l’unico villain come si deve di True blood? Ma siamo disposti a correre il rischio pur di rivedere di nuovo Dennis O’Hare fare cose geniali tipo strappare la colonna vertebrale a un annunciatore tv, in diretta tv!
  • Villain 3/3. Pare sia tornato anche il Reverendo Steve Newlin della Fellowship of the Sun church. Ed ora è diventato un vampiro! Yeeee!
  • Il finale è stato un ecatombe. Pure il compagno di Lafayette se n’è andato, e nel peggiore dei modi. Anche se, ribadisco, per quanto mi stessero molto simpatici quei due, il loro rapporto a un certo punto s’era arenato, erano un po’ rinsecchiti narrativamente parlando.
  • Qualcuno presagisce una quinta stagione con gli zombie… uuuuh.
  • E basta così, jà, se no uno si stufa di leggere.
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3 risposte a “True blood (HBO, S04)

  1. Alessandra 16 settembre 2011 alle 13:49

    Per me sta quarta stagione ha fatto totalmente cagare, Bill, Jason e Pam a parte.

  2. Souffle 17 settembre 2011 alle 21:15

    Lo ammetto, l’ho abbandonata. La serie 4 nemmeno l’ho seguita. Un peccato perché mandare in vacca una serie subito è difficile. Forse andava chiusa prima. Un saluto.

  3. steutd 26 settembre 2011 alle 21:18

    sottoscrivo tutto. morte a Sookie

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