Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Recensioni seriali

C’era una certa attesa nei confronti di The Killing (AMC) ma dopo i primi episodi la faccenda s’era raffreddata abbastanza. Raffreddata è il termine adatto per un serial che ha i suoi momenti, che anzi potenzialmente potrebbe rivelarsi una gran bella novità, ma che si ostina a rimestare nel nulla. Se infatti all’inizio ci poteva affascinare l’idea di un realismo tedioso delle indagini (alla Zodiac), alla lunga la tendenza si è appantanata su se stessa. I motivi sono semplici: i personaggi non hanno molto spessore e quando si cerca di approfondirli finisce che non fanno altro che ripetere sempre le stesse azioni fino all’ossessione (da mamma Larsen che piagne solamente a Linden che ci ha sfrantumato i cosiddetti sul suo parto/non parto che tanto poi s’era capito benissimo perché non partisse, sin dal pilot); altro problema – il più grave – è non dare spessore alla ragazza uccisa. Di Rosie (cavolo a momenti mi scordo pure come si chiama, per dire) non sappiamo nulla, è un’immagine, un cadavere. E poi via con tutta la comunità di Seattle, tutta potenzialmente sospettata. E qui viene l’altro grande problema del serial: l’incapacità di portare avanti un’indagine meno isterica (pur nella piattezza emozionale) che si riflette paradossalmente (ma solo all’apparenza) in uno spostamento continuo dei sospettati. Ogni episodio in pratica ne indica uno per scagionarlo alla fine dell’episodio stesso. Metodo talmente abusato che ci hanno costruito su anche il finale di stagione (prevedibile) con una coda che dovrebbe farci saltare dalla sedia ma che risulta del tutto fuori testo. L’atmosfera generale comunque tiene tanto da farci essere fiduciosi sulla seconda stagione (ma con meno pioggia, basta, porca miseria, è un’esagerazione – ma possibile che i mericani abbiano sta fissazione assurda per camminare sotto la pioggia? Tema che ho affrontato più ampiamente di là).

Di Game of thrones credo fossi uno dei pochi a non sapere nulla fino a poco prima della sua messa in onda, e l’ho saputo poco prima solo perché essendo stato investito del regale ruolo di recensore di Serialmente, spulciando tra le discussioni più o meno amministrative del forum non facevo che leggere hype entusiastici, gente che si strappava i capelli, fan del barbuto George R. R. Martin, fino ad allora per me perfetto sconosciuto. E dunque mi sono messo a guardarlo. Lo confesso, all’inizio ero un po’ smarrito. Troppi nomi, personaggi, luoghi, troppi intrecci di casate, di rapporti incestuosi… rischiavo seriamente di perdermi e non riuscire a capire chi fosse chi e a chi appartenesse; ma anche in quei primi episodi la mano, l’eleganza, la fattura della HBO erano incontestabili. Finché poi, ingranata la marcia non sono stato conquistato da questo Medioevo parallelo, da questo mondo fantasy narrato però secondo una linea che privilegia gli uomini e i giochi di potere e lascia a lato lo spirito di un passato favoloso con draghi e mostri indefiniti, ormai completamente estinti (i primi di certo). Scordate comunque la cavalleria, i sentimenti d’orgoglio, lo spirito nobile degli antieroi tolkeniani. Qui siamo gettati nella più perversa forma di realpolitik, tra aggiramenti e tradimenti; ognuno interessato al proprio accrescimento di potere, al desiderio di sedersi su quel famoso trono a scapito degli altri. A voler proprio fare i sottili, ecco Joffrey è davvero una pigna in culo. Che cazzo, è antipatico fino all’eccesso. Ti vien l’idea che lo si renda così insopportabile solo per farti godere di quando – se avverrà – quattro cavalli lo tireranno per le membra fino a squartarlo. Ad ogni modo c’è grossa attesa per la seconda stagione e il fatto che ci voglia tutto sto tempo mi fa balzare in mente l’idea di leggermi i romanzi. Ma poi dico anche no. Non esageriamo. Anche perché non voglio togliermi il piacere di scoprire insieme al serial gli eventi.

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3 risposte a “Recensioni seriali

  1. iosif 28 giugno 2011 alle 19:21

    ho finito TUTTE le serie stupide (cioè quelle per ridere). ed è un dramma perché io le serie le vedo prima di dormire, e vorrei dormire tranquillo. ho cominciato anche io a vedere thrones, però stento a comprendere perché sia una produzione tanto acclamata.

  2. noodles 28 giugno 2011 alle 21:55

    dagli un po’ di fiducia. non so quanti episodi tu abbia visto, ma superato lo scoglio del neofita, vale assai.

  3. Alessandra 29 giugno 2011 alle 17:27

    The Killing a me è piaciuto, anche se come te non ho apprezzato moltissimo il cliffhanger finale. Però la roba di Holden si…non me l’aspettavo proprio. Di The game of thrones ho visto solo il pilot e devo dire che non vedo l’ora di recuperare tutti gli altri perché mi ha colpito moltissimo.

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