Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Lupercalia, Patrick Wolf

Qualche anno fa avevo ascoltato – un po’ distrattamente, devo ammetterlo – The magic position che non mi aveva lasciato molto per chissà quale motivo.

Dopo continui e sfrenati ascolti di Lupercalia, dopo un colpo di fulmine così abbagliante che ti fa canticchiare in macchina a pieni polmoni sarà il caso di riascoltare il vecchio album. Non sono un grande esperto musicale né quindi mi arrischierò a recensire di argomenti che conosco troppo poco (nell’indie mi sento sempre un neofita, uno che accoglie le influenza di sponda, dagli altri – blogger e non solo). Di Lupercalia mi piace proprio questa commistione di spudoratezza pop ed eleganza leggerezza, tra gioiose esaltazioni della vita ed estati amorose, tra il crescendo di Slow motion e l’irresistibile melodia di Time of my life (dove l’entrata dei violini alla fine del ritornello è proprio una brezza di classica meraviglia). E poi The city, Together, Bermondsay street o quella pillola brevissima e lievissima di William…

No dai mi fermo se no faccio come quelli che si mettono a citare ogni titolo senza dire niente di capitale su nessuno di essi. Non che pensi di aver scritto chissà cosa sull’album. Da ignorante mOsicale (specie nella penna critica) dico so che solo che probabilmente lo consumerò questo cd. Mentre riascolto con nuovo impegno The magic position – che già sta rivelando perle sfuggite al primo ascolto di qualche anno fa.


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