Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Chuck (S04, NBC)

Era abbastanza facile prevedere (si può dire sin dalle prime stagioni) che Chuck rischiava di ingolfarsi: è la classica serie comedy-drama che si muove su determinati binari molto riusciti, ma anche a forte rischio di logoramento.

L‘anno scorso ero in dubbio sulla strada che avrebbe potuto prendere il serial, specie dopo una serie di mutamenti nella terza stagione che mi avevano fatto un po’ storcere il naso. Quest’anno abbiamo visti confermati alcuni difetti che stanno prendendo sempre più campo. Il primo è la ripetitività. Il secondo l’inverosimiglianza. Problema, questo, che non vale da un punto di vista assoluto, visto che Chuck ha sempre giocato su situazioni poco credibili ma imbastite secondo un ritmo comedy perfettamente accettabile. Il problema nasce nel momento in cui queste inverosimiglianze non vengano più utilizzate coscientemente, secondo una linea stilistica precisa, ma come svogliati tappabuchi per risolvere situazioni che avrebbero richiesto ben altra risoluzione.

Il season finale è un po’ tutto così. Più che un episodio un’accozzaglia di scene diverse, in cui il problema cambia di volta in volta. Ogni cinque minuti se ne aggiunge uno mentre si risolve un altro con la sensazione di star assistendo non a un episodio, ma alla somma di tanti mini-episodi-finali, con la risultante che i quaranta minuti e passa sembrano interminabili e risibili. E una scena finale che sembra voler riattivare daccapo l’intera questione Intersect (eh no, eh).

Il resto della stagione ha avuto alti e bassi, con alcuni episodi però – va detto – davvero carini, specie con l’introduzione di Mamma Burtowski, alias Linda Hamilton (che esordisce citando-rubando la battuta a uno dei suoi ex compagni di lavoro in un film storico: «Come with me if you want to live»), la partecipazione in alcuni episodi dell’onnipresente Ray Wise,  un gustoso Timothy Dalton as bad guy.

La serie è stata comunque rinnovata. Per come stanno andando le cose, però, sarebbe meglio fosse anche quella conclusiva: meglio non tirare troppo la corda.

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2 risposte a “Chuck (S04, NBC)

  1. Alessandra 30 maggio 2011 alle 18:40

    A me con quel cazzo di matrimonio mi hanno letteralmente stracciato i maroni per tutta la serie. Comunque sono d’accordissimo. Per me potevano anche concludere con questa quarta stagione, tanto credo che sia quasi impossibile risalire la china. Comunque vedremo con questa novità di Morgan che non mi sconfiffera moltissimo, più che altro perché mi sembra una pedissequa ripetizione di ciò che era Chuck all’inizio: l’imbranato con l’intersect. Ormai Chuck non è più un imbranato, e questa mi sembra anche la più palese snaturazione del telefilm.

  2. noodles 3 giugno 2011 alle 16:14

    “Ormai Chuck non è più un imbranato, e questa mi sembra anche la più palese snaturazione del telefilm” esattamente, è proprio quello il punto. Hai voglia a tirar fuori cilindri dal cappello, ma il meccanismo di Chuck valeva solo con la sua imbranataggine. Poi era chiaro sin dall’inizio che questo elemento non poteva avere lunga durata, a meno di non fare del personaggio un imbecille (cosa che non è).

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