Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Source Code (Duncan Jones, 2011)

Può un finale posticcio rovinare un film che per i suoi buoni tre quarti conferma la propensione di Duncan Jones a una fantascienza calda e umana, che predilige le domande e le angosce dell’uomo alle solfe tecnologiche? No, non può, e se inevitabilmente lo azzoppa, d’altro canto conferma l’abilità della regia, vera forza di un film la cui struttura ripetitiva poteva rasentare la noia. Invece Jones, riduce al massimo i tempi (la pellicola dura poco più di 90 minuti), rimastica Hitchcock, Ricomincio da capo e i platform dei videogiochi narrando più volte la stessa sequenza dribblando la noia del dejà vu e trova in Jake Gyllenhaal un interprete perfetto per esprimere tormento e paranoia “dickiani”.

La claustrofobia e l’esiguo numero di personaggi di Moon tentano di ibridarsi con le logiche del blockbuster, ma l’operazione riesce sino a tre quarti del film: sarebbe stato davvero inattaccabile se si fosse cristallizzato in quel geniale fermo immagine. Invece Jones cede alle regole del popcorn movie e appiccica un finale in netta contraddizione con le regole (fantascientifiche) snocciolate nei settanta minuti precedenti.

Ma se insieme al contentino finale togliamo l’inconsistenza del personaggio della Monaghan (cui la doppiatrice italiana fornisce pure l’ultima zappata) ci resta un film comunque riuscito, che torneresti a vedere in sala anche il giorno dopo. Non mi pare poco.

Annunci

5 risposte a “Source Code (Duncan Jones, 2011)

  1. emmeggì 18 maggio 2011 alle 16:02

    non leggo il tuo post perchè non voglio sapere nulla di trama e finale 🙄 …però adorando dick non posso non vederlo…e moon era un buon film

  2. Weltall 18 maggio 2011 alle 16:14

    Mi trovi perfettamente d’ accordo con te.
    Anche a me il finale ha fatto storcere un po’ il naso ma probabilmente la responsabilità non è tutta del regista. Trattandosi di una produzione un po’ più “ingombrante” rispetto a Moon, sicuramente non ha avuto pieno controllo sul film.
    Alla fine funziona bene comunque probabilmente perchè Duncan Jones ha trovato nel soggetto di Ben Ripley parecchie affinità con la sua “visione fantascientifica” ^^

  3. noodles 18 maggio 2011 alle 17:23

    emmeggì, ok fammi sapere che ne pensi allora

    wetall, non c’è dubbio che la colpa non graviti troppo sul regista. anzi è uno dei motivi per cui alla fine si vuole bene comunque a Source code, perché il meglio è tutta farina di Jones.

  4. Giulio 19 maggio 2011 alle 20:14

    Il doppiaggio della Monaghan? Ma perché, l’hai sentita Vera Farmiga? Bhè, a parte la solita questione del doppiaggio (mi diverto troppo a cercare per il tubo spezzoni doppiati di HIMYM e TBBT giusto per leggere cosa scrivono i detrattori delle versioni originali) a me è il film è piaciuto molto. E’ molto più immediato di Moon, ma meno complesso di un Sam Rockwell sulla luna da solo. Non perfetto – odio tutti quei film che tirano fuori cose impossibili e le spiegano SEMPRE con la fisica quantistica – ma veramente bello, Jake Gyllenhaal strabiliante as usual.

    Un saluto.

  5. noodles 24 maggio 2011 alle 20:05

    Be’ che sia bello non c’è dubbio eh. anche a me è piaciuto proprio molto. anzi proprio perché m’è piaciuto molto mi secca quel finale un po’ posticcio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: