Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Fringe (S03, Fox)

Davvero curioso il percorso di questa terza stagione di Fringe: partita col botto aveva poi accusato un brusco calo nella parte centrale-finale (più o meno corrisponde al momento del passaggio di programmazione dal giovedì al venerdì – hai voglia a dire che non avrebbe influito, ha influito e come!), quando cioè sono venuti fuori alcuni degli episodi più vergognosamente brutti del serial, e in particolare la ridicola questione del cattura-anima e di Bellivia: momento di incresciosissima vergogna per un’attrice brava come la Torv, costretta a scimmiottare Leonard Nimoy in un obbrobbrio che ancora ci perseguita nei sogni.

Poi, però, inaspettatamente, la resurrezione. Negli ultimi tre episodi le cose si son fatte serie, le linee narrative dei due universi hanno iniziato a convergere (con gli universi stessi) e sono stati i cosiddetti amari cazzi. Idee fantastiche, paradossi (fanta)scientifici, un cliffangherone finale col botto, tutto il meglio di Fringe.

E quando diciamo tutto il meglio dobbiamo sempre prenderci un attimo per spargere lodi a manica larga su John Noble. John Noble che si supera dopo quello che aveva fatto precedentemente e che ritenevamo insuperabile. John Noble che da vita ai due Walter (il nostro Walter e Walternate) con una bravura da farti cristallizzare nell’ambra. Sembrano davvero due persone diverse, pur essendo la stessa. La magia di Noble sta nella postura, nella faccia. Lo notate anche voi che quando appare come Walternate ha davvero un’espressione completamente differente? una postura diversa: tanto Walter è curvo sul suo rimuginare continuo, quanto Walternate è rigidamente eretto, sempre impostato, ben vestito, tirato a lucido, tanto l’uno smarrito e bisognoso di aiuto come un passerotto, tanto l’altro freddo calcolatore: ci sono sequenze in cui Walternate mi faceva cagare sotto dalla paura con uno sguardo! John Noble cattura le due anime e offre un saggio pratico di recitazione: se non gli danno l’Emmy a questo giro li dobbiamo far collassare nell’ambra.

Ah. A proposito di serial (mollati, o quasi). Dopo quattro episodi (no forse tre), tirati avanti per dovere morale (nei confronti di chi poi? il mio giudizio?) ho mollato i Borgia della Showtime. Un’operazione che ricorda (troppo) I Tudors. Ora, che devo dirvi, a parte che qui le cose non andavano altrettanto bene, ma ci s’è messa pure la pregiudiziale: quando i mericani parlano di cose nostre, spesso mi girano un po’ le balle. Poi insomma non si può vedere un serial ambientato nell’Italia del Quattro/Cinquecento parlato in un inglese che storpia i nomi dei casati. E in più, il serial fa proprio un po’ acqua da tutte le parti.

La tentazione è di mollare anche United States of Tara. Anzi, la questione è un’altra: ma perché diavolo mi ostino ancora guardare questa schifezza?

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2 risposte a “Fringe (S03, Fox)

  1. Alessandra 21 maggio 2011 alle 19:37

    Anna Torv anche lei però in questa stagione ha dimostrato di essere molto brava. Detto questo John Nobole è monumentale. Il finale mi ha lasciato con la bocca aperta per tutta la giornata…

  2. noodles 24 maggio 2011 alle 20:05

    Anna Torv è sempre nei nostri cuori, motivo per cui la creazione del ruolo di “Bellivia” è ancora più orrido.

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