Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Il padrino ridoppiato di sta minchia

Erano settimane che io e Delizia aspettavamo questa serata, la serata in cui avremmo visto uno dei nostri film del cuore in pellicola, al cinema, in sala (nella retrospettiva goduriosa che The Space Cinema sta mettendo in atto). Senza tirarla troppo per le lunghe: si è rivelata una tortura cinese, visto che i distributori hanno pensato bene di piazzare una copia col nuovo doppiaggio (quello fatto a posta per la seconda edizione in dvd e quella in Bluray).

Anche quei pochi personaggi che si salvano sono comunque affossati dal fatto che – come ho già detto tante di quelle volte che mi stufo anche solo a ripensarci – non possono competere con gli ascolti sedimentati di anni e anni di visioni, ascolti che ci hanno fatto conoscere letteralmente i film, prima dei dvd e della possibilità dell’audio originale (figuriamoci ormai io spesso storco il naso pure quando ascolto nel loro doppiaggio originario film che ormai grazie ai dvd guardo sempre nella lingua in cui sono stati girati). E invece ti arrivano questi imbecilli del cazzo e ti rovinano un film e un ricordo. Don Vito/Brando è doppiato da Stefano De Sando che rispetto molto, ma che ultimamente sta mettendo a seria prova la mia pazienza. Ha fatto un lavoro egregio con Tony Soprano/James Gandolfini e coi nuovi doppiaggi di De Niro, ma già s’era macchiato dell’affronto più grande per questo blog (ridoppiare De Niro per l’edizione in dvd di C”era una volta in America) mo si mette a ridoppiare pure il lavoro di Rinaldi… è troppo.

La figura peggiore la fanno le donne. Kay sembra una mentecatta (doppiata dalla Pellini che prestava pure la voce a Deborah nella riedizione in dvd di cui sopra – a questo punto inizio a sospettare un complotto – o comunque non si spiega com’è che ci sono alcuni doppiatori, anche bravi, che ce la stanno mettendo tutta per rovinarmi tutti i ricordi sonoro-cinefili). Su Carmela Corleone non saprei che dire, tranne che ogni volta che apriva bocca io e Delizia scoppiavamo a ridere. Possibile che nessuno si rendesse conto del ridicolo cui hanno esposto quel personaggio con quella voce?

Siamo rimasti in sala giusto perché eravamo in compagnia della sorella di Delizia e cognato. Altrimenti… Io meditavo di scappare già al primo secondo, quando ancora su schermo nero ho ascoltato le prime sillabe dell’apertura (Io credo nell’America…) e mi sono reso conto che stavo per sorbirmi quasi tre ore di sputtanamento sonoro. Volevo proprio svignarmela. Una serata che attendevo tanto si era appena trasformata in un incubo. Potrà sembrare eccessivo, ma pensateci un attimo. Se uno va al cinema a vedere un proprio film del cuore, o comunque un film che ama molto e che ha visto più volte, ricordandone battute, pause, inflessioni della voce, modi di dire una determinata frase… che succede quando si siede e tutto questo è svanito? quando le battute sono quelle (e neanche tutte) ma recitate in modo del tutto diverso? Semplice: sta guardando un altro film.

E allora la prossima volta io pretendo che me lo si scriva sul fottuto biglietto che compro alla cazzo di cassa: il film che state per vedere non è quello che ricordate, ma una vagonata di merda che i nostri cari produttori-distributori-affini vi hanno appena scodellato dinanzi. Io veramente non sopporto più questa mancanza di rispetto (leggetela pure col tono di Don Vito-Rinaldi) nei confronti degli spettatori, una piaga che ormai in Italia si estende come una peste inarrestabile. Abbiamo capito che viviamo in un Paese dove la cultura e il rispetto di essa, e del lavoro che artisti del passato hanno fatto, viene calpestato senza preoccupazione, dove i diritti sacrosanti di uno spettatore vengono usati come carta igienica, ma c’è un limite a tutto.

Un sentito vaffanculo alla Dubbing Brothers International Italia, autrice di questo scempio.

Fortuna che ho l’edizione vecchia in dvd con il doppiaggio storico (nel senso artistico e filologico). Fortuna che – a quanto pare – anche quello di C’era una volta in America verrà ripristinato presto. Mi piacerebbe pensare che sia un segno dei tempi che cambiano, ma poi vai al cinema e ti servono questa melma irrispettosa e torni di nuovo al punto di partenza.

Oggi comunque era una giornata no, dovevo capirlo: uscendo dal garage per una distrazione di niente, in una manovra che avrò fatto mille volte e passa, mi son stretto troppo al cancello e ho fracassato uno dei fari della macchina, lasciando un ricordino del brusco incontro anche sulla carrozzeria del lato del muso.

Fortuna che Delizia arriva sempre in soccorso. Stavolta con un graditissimo regalo. The Great Gatsby, uno dei miei libri del cuore, nell’edizione originale della Penguin. Così potrò leggere finalmente Fitzgerald nelle sua lingua. Qui, di sicuro, non ci saranno problemi di… adattamento (senza nulla togliere alla meravigliosa traduzione della Pivano che ho letto tre volte).

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6 risposte a “Il padrino ridoppiato di sta minchia

  1. Weltall 20 aprile 2011 alle 6:35

    E io che volevo andarlo a vedere…anche se mi aspettavo che la versione proiettata sarebbe stata quella utilizzata per il bluray…che tristezza…

  2. Delizia 20 aprile 2011 alle 9:44

    Sottoscrivo appieno ogni minima parola (soprattutto nella parte dove ne esco eroina soccorritrice).
    Kay fa la mesta figura di una bimbominchia tutta phard e rossetti.
    Mamma Corleone poverella pareva essere incappata nel doppiaggio goliardico di quelli del Nido del Cuculo (ossia uomo che parla in farsetto stridente) Connie non riesco manco a definirla.
    Poi qualcuno mi spieghi perchè a quel poverino di Paulie la frase detta al matrimonio pare una filastrocca forzatamente in dialetto mi piacerebbe mettere un video a suffragio di questa annotazione ma non l’ho trovato. Tanta tristezza 😥

  3. noodles 21 aprile 2011 alle 12:24

    Weltall, te lo sconsiglio fortemente.

    Delizia, Ecco, a proposito di Kay e Mamma Corleone. Al di là del ricordo del doppiaggio originale il problema è proprio come sottolineai anche tu: l’interpretazione del doppiatore snatura il senso del personaggio!

  4. Delizia 21 aprile 2011 alle 14:25

    ovvio che puoi solo essere d’accordo con me … IO HO SEMPRE RAGIONE!
    dovrei firmarmi Lucy van Pelt su questo post ma rimango pur sempre una delizia (al limone)

    p.s. prometto che non interverrò mai più su questo blog

  5. steutd 25 aprile 2011 alle 17:35

    sottoscrivo ogni parola compresi i vaffanculo. io me ne sono tenuto allalarga perchè ero certo che mi avrebbero propinato questa versione, che ormai da anni passa anche su Sky. Mortacci loro (se po dì? io lo dico)

  6. noodles 27 aprile 2011 alle 20:06

    non solo si può dire, ma SI DEVE dire!

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