Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Argo Panoptes

La mia insicurezza mi ha fatto sviluppare, negli anni, una disfuzionale tendenza a osservare la realtà, e i miei sentimenti e atteggiamenti nei suoi confronti, attraverso una selva di punti di vista diversi. L’ansia di decidere, la paura di sbagliare mi hanno portato a considerare ogni volta varianti e opposizioni, a spingere – finché potessi – lo sguardo nel futuro, cercando di figurarmi lo scenario che ne sarebbe scaturito. Ho finito per pensare troppo, e il pensare troppo ha ucciso l’istinto, o comunque lo ha azzoppato a tal punto che riesco a stento a scorgerne gli occhi, e per farlo devo mettermi a scavare. E se mi metto a scavare la scelta istintiva è persa in partenza.

Vedere troppo equivale a non vedere nulla. Se un uomo non percepisse – mettiamo – le mura della propria casa o della propria stanza, finirebbe per sentirsi sempre esposto, mai al sicuro, non avrebbe angoli in cui riparare, in cui riflettere sul da farsi. Senza angoli è impossibile muoversi. Sarebbe osceno circondarci di un dedalo di rette e loro intersecazioni abdicando a ogni volontà di direzione, ma se non riuscissimo a inchiodare almeno qualche paletto legati a brevi serpentini di steccato in punti chiave da noi stessi stabiliti finiremmo col perderci. Vagheremmo nel reparto di un supermercato troppo fornito e alla fine non sapremmo deciderci su cosa prendere, ci dimenticheremmo di ciò che ci serviva prima di entrare, frastornati dalle migliaia di prodotti che ci adocchiano dagli scaffali.

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7 risposte a “Argo Panoptes

  1. FRANCO 3 marzo 2011 alle 7:15

    Ottima riflessione per quest’ora del mattino….
    Come immergersi in un labirinto asfissiante…
    Come un delirio di cerchi concentrici infinito…

    ….e i banchi del supermercato sembrano l’incubo
    piu’ “vicino” dove rischiare di perdersi….

    Ricordo, almeno “un ventennio fa” (ach…che parola!!….) un fumetto di “Superman” che in quella storia acquisiva un “nuovo superpotere”
    ed era costretto a sentire “TUTTI I PENSIERI DI TUTTA LA GENTE DEL MONDO” in contemporanea….

    Altro che il gigante che tutto vede….
    Il povero “Clark Kent” in versione “mantello rosso” stava accartocciato sulle ginocchia
    ed urlava dal dolore!!!…

    Oltre che, dopo aver sbaragliato l’istinto
    con un “fuoco di fila di pensieri” allucinante
    non riusciva a venire a capo assolutamente di nulla!!!!!…

    Buon proseguimento di giornata……FRANCO

  2. noodles 3 marzo 2011 alle 22:24

    L’esempio di Superman è perfetto. Mi piacerebbe leggere quel numero… E’ un modo geniale di dimostrare come il proliferare di (troppi) pensieri schiacci anche il supereroe per eccellenza.

  3. FRANCO 4 marzo 2011 alle 6:48

    Spiacente di non poterti aiutare per quel che
    riguarda l’album di Superman del quale ti accennavo, che ho realmente letto ma credo
    oramai almeno vent’anni fa….e quindi il titolo
    se l’è portato via il tempo, mentre la memoria
    ha trattenuto giusto quanto t’ho già detto!!!…

    Quindi, per “salutarti” e passando dai “DC COMICS”
    all’universo “MARVEL” (in campo cinematografico, giusto per “rientrare nei confini del BLOG”, piuttosto “maltrattato” tranne forse Sam Raimi ed il suo “Spider Man”…)
    ti citerei anche uno dei protagonisti degli “X-MAN”, il Prof.Xavier (al cinema con Brian Singer…)

    “….c’è il professor Charles Xavier è il fondatore della “scuola per giovani dotati” in cui raccoglie i mutanti, li aiuta a controllare i loro poteri e li trasforma in X-Men: supereroi al servizio dell’umanità. Il professor x è il più potente telepatie del mondo , riesce a leggere i pensieri di ogni singola persona e ad insinuarsi nelle menti modificando informazioni, ricordi e volontà: gli X-Men usano questa sua capacità per comunicare durante le azioni. Il suo unico punto debole è che sia costretto su una sedia a rotelle , ma il suo handicap più grande è la continua necessità di difendersi dai troppi pensieri captati dalla sua mente , che deve sottoporre ad un continuo filtro….”

    FRANCO

  4. c. 4 marzo 2011 alle 10:24

    Commento banale ma non troppo – facciamo che non è banale, dai, che semplificare serve: ecco a cosa servono le liste della spesa! So che sembrerebbe un’altra coltellata all’istinto ma, a volte, per risvegliarlo, è necessario utilizzare il suo contrario – ma in modo funzionale.
    (Bellissimo pezzo in cui, ovviamente, mi ritrovo. tanto).

  5. noodles 4 marzo 2011 alle 23:18

    Franco, sui fumetti sono abbastanza ignorante in effetti. Quello che so è tutto mediato dal comic-cinema. X-Men dici che è poco riuscito? a me piace devo dire. Non sarà ai livelli dei primi due Spider-Man, ma li trovo interessanti. Il capolavoro movie-fumettstico del nostro tempo è snza dubbio The Dark Knight.

    madame c., dici? a volte ho la sensazione che le liste siano un altro modo per frenarlo. Spesso servono per carità, ma in molti altri contesti forse alla fine non fanno che intrappolarci ancor più. e lo dice uno che adora fare liste!
    (grazie)

  6. Marcello 7 marzo 2011 alle 10:56

    Si tratta di compiere una selezione. Situandosi a metà strada tra il non vedere niente (perché si mette la testa sotto terra o ci si copre gli occhi con le mani) e il vedere troppo, tutto, sempre.

  7. noodles 7 marzo 2011 alle 11:58

    Spesso, ti dirò, in merito alla mia perenne contraddizione, sono anche uno struzzo perfetto.

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