Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Il Grinta (True Grit, Joel & Ethan Coen, 2010)

Dopo Non è un paese per vecchi i Coen tornano ai sentieri del West, abbandonando la contemporaneità per un viaggio nel vecchio West e nel western classico. La pellicola non è il remake del film con Wayne, ma si rifà direttamente al racconto di Charles Portis. Il confronto è con uno dei temi classici non solo del western, ma dell’intero cinema hollywoodiano: la vendetta. Una quattordicenne, in seguito all’omicidio del padre, chiede aiuto a uno sceriffo, detto “True Grit” (“Vera Grinta”), per acciuffarne l’assassino.

Il protagonista, però, è assai lontano dalla monumentalità granitica di Wayne. Jeff Bridges ce lo presenta con un biascichio linguistico che in originale rende quasi ostico capire di cosa stia blaterando ed è soprattutto la marca metaforica che definisce la ritrosia, l’inadeguatezza del personaggio. Il ranger dei Coen è un nuovo tassello della loro demitizzazione del West. Non siamo però dalle parti de Gli spietati: Il Grinta si potrebbe definire, infatti, un western abbastanza canonico, e per molti versi lo è. È il contorno a trasformarlo in un’opera non meglio definita e abbastanza inclassificabile, e che, va detto, corre il rischio di rendere l’operazione un po’ fredda.

La recensione completa qui.

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