Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Yatterman, Takashi Miike, 2009

Come molti altri della mia generazione nutro una passione nostalgica per l’anime giapponese. Ci sono cresciuto davanti e Miss Dronio / Doronjo che coi suoi abiti succinti  faceva parte di quella venerata trinità – insieme a Margot/Fujiko e Lamù – che in età prepuberale già iniziava a metterci in testa e altrove che l’altra metà del cielo fosse molto interessante. Il piacere durante la visione del film di Miike (che mea culpa conosco ancora poco) è stato quello di ritrovare nella versione live action, intatta, quell’aria baracconesca, quel misto di simpatia, assurdità e mazzate che mi aveva tenuto incollato tanti pomeriggi davanti alla tv.
Miike propende per una raffigurazione iperrealistica, tutto si svolge in un mondo moderno ma laccato e coloratissimo, come se volesse racchiudere la scena sotto un vetro smerigliato. Nonostante la lunghezza e un intreccio fin troppo esile, il film funziona a meraviglia proprio perché trova la sua raison d’etre nella raffigurazione plastica, nelle danze, canzoni, momenti wtf (vedi alla voce amplesso tra Yattacan e la Piovra), con un rispetto quasi filologico della serie originale – con tanto di gustosissimo finale a rilancio che trasforma l’intero film in un enorme episodio – tra cui si innestano alcune ossessioni del regista, come la sospensione di una sequenza. La sfida tra gli Yattaman e il trio Drombo è solo un mcguffin per lanciare la creatività kitsch a briglia sciolta e far tornare bambini gli spettatori, con un’operazione che però non è mai autisticamente nostalgica ma anzi modernissima senza tradimento dell’originale. Un equilibrio quasi perfetto che rimarca ancora una volta – ieri come oggi – la nostra passione per il Trio di cattivi più scalcagnati e scalognati della terra, cui è sempre andato il nostro incondizionato supporto, merito anche di Kyōko Fukada: è attorno alla sua Miss Doronjo e a una performance divertente e divertita che ruota tutto il film.

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5 risposte a “Yatterman, Takashi Miike, 2009

  1. Weltall 2 febbraio 2011 alle 8:21

    Eh si, cacchio! La cosa straordinaria di Yatterman sta proprio nella maniera in cui Miike è riuscito a metabolizzare il linguaggio e le dinamiche tipiche dell’ anime e a tirarne fuori un live action fedele alla serie animata (e che, ci tengo a sottolinearlo, non delude i nostalgici) e allo stesso tempo un film personalissimo, ricco di quelle ossessioni che citi anche tu nella recensione (mi viene in mente adesso, e le mie sono reminiscenze della indimenticabile visione festivaliera al FEFF 2009, quella sorta di “parto” quasi sul finale).

  2. iosif 4 febbraio 2011 alle 10:29

    è uno spasso, niente da dire.

  3. Chimy 4 febbraio 2011 alle 11:26

    Concordo con te, mi fa piacere che anche altri abbiano avuto l’opportunità di vederlo 🙂

    Approfitto anche per complimentarmi di questo nuovo restyling 🙂

    Un saluto 🙂

  4. noodles 4 febbraio 2011 alle 13:54

    Weltall, be’ magari i film live action tratti dagli anime fossero tutti così!

    iosif, concordo.

    chimy, grazie chimy. il passaggio ci voleva, non sopportavo più splinder. (Comunque il film è stato distribuito a cazzo eh!).

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