Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Dexter (Showtime, S05)


È risaputo. Sono da sempre tra quelli schierati, pronti a prendersi un fendente letterariamente acuminato per difendere Dexter. Ammetto che il mio amore per la serie e il personaggio mi portano spesso a essere fin troppo indulgente sui (molti) difetti che spuntano quasi sempre nei finali, angariati dalle solite debolezze, che si chiamano fretta, contraddizioni, inverosimiglianze. E se è vero che a ogni giro li possiamo camuffare con il soddisfacente andamento generale e l’appassionante evoluzione personale di un mostro che tenta di umanizzarsi, resta pur vero che di stagione in stagione, diventa sempre più difficile non ammettere i passi falsi.
Ma su un punto preliminare vorrei essere chiaro: a me la stagione è piaciuta, con tutti i suoi difetti.
Eppure, si può forse ignorare che la prima parte è stata troppo lenta? Troppo povera di eventi? Si può negare che il filone Santa Muerte è andato a finire Dio solo sa dove e che non se ne capisce il legame col resto? E neanche possiamo negare che l’affaire omicidio di Rita/accuse su Dexter viene polverizzato in un nanosecondo, riavvolgendo la serie su uno dei suoi – soliti – tasti dolenti: ogni stagione soffre di tendenza alla conclusione autistica, e quando pure semina qualche indizio lo risolve nella successiva nel battito di un ciak. A lungo andare la cosa sta compromettendo la serietà della continuity, affossata spesso da storyline parallele che dalla seconda stagione in poi premono per un posto al sole, ma poi alla fine si accontentano di uno spicchio di luce, subito adombrato (Laguerta/Batista – quello che ci ha rimesso più le penne nel corso delle season, Debra e il suo manzo di turno, Masuka, ora Quinn, più le varie new entries di stagione).
Potremmo dire: il problema è la prevedibilità. Dexter è minacciato su tutti i fronti, ma ormai abbiamo capito che nell’ultimo episodio, grazie a un triplo – e sempre più inverosimile – salto carpiato, la sfanga. Possiamo accettarlo una, due volte, tre. Alla quarta la cosa diventa sospetta.
È questione di messa in scena, perché nella sostanza la quinta stagione ha apportato dei passi avanti, ha indagato nell’evoluzione dell’animo di Dexter – incapace di far lo stesso con gli altri personaggi. Il rapporto con Lumen è stato interessante, persino Julia Stiles è stata bravissima; quando seppi che avrebbe fatto parte della quinta stagione mi dissi, ecco come finisce Dexter, nelle secche di una cagna. E invece, no. La sua Lumen è forse l’unico personaggio, insieme a Dexter, a ricevere il riflettore, grazie anche all’interpretazione dell’attrice. Il tutto però è parzialmente rovinato dalla sua uscita di scena, frettolosa, incongruente, poco credibile: questa si alza la mattina e dice mio lavoro finito, mio passeggero oscuro svanito, io vado, io libera.
I miei dubbi restano sul come ciò ci viene posto. Nel battito di due inquadrature! Perché che Lumen non fosse come Dexter lo sapevamo, lo avevamo intuito. Di più: l’umanizzazione e l’empatia nei confronti del nostro serial killer d’elezione sta proprio nel fatto che noi spettatori intuiamo come finiranno le cose, ma ci commuove “l’ingenuità” del mostro, che ancora spera di trovare condivisione. Se all’uscita di scena di Lumen fosse stata dedicata un po’ più di attenzione, forse il finale ne avrebbe risentito meno. Anche perché, opinione personale, la solita cerimonia che chiude ogni stagione (stavolta il compleanno di Harrison) e da il gancio a Dexter di tirare le fila e salutarci è come al solito azzeccatissima. Dexter guarda dentro di sé, si guarda intorno, attorniato da amici e parenti, ma il suo ultimo sguardo è per noi, carico della presa di coscienza: è solo e lo sarà sempre. La sua mostruosità non ammette duplicati.
Certo poi c’è un aspetto davvero indifendibile di questo finale ed è l’irruzione di Debra nel covo dei nostri due vigilantes. Debra che guarda caso entra e loro sono schermati da un telo di polietilene, e lei che prima fa sto pippone del tipo sono poliziotta bla bla mio dovere arrestare voi bla bla ma poi niente vi lascio fuggire. Eeeh?? E non getta neanche un’occhiata? E poi mentre lei va a chiamare rinforzi fuori (basta una telefonata) i nostri come diavolo fanno a smembrare e portarsi fuori un cadavere? Una scena del tutto inutile, e per di più ridicola. Ma vorrei subito chiarire il mio parere sull’annosa questione della scoperta di Debra sul mestiere di Dex. Unica voce fuori dal coro. Per carità! Come pure un finale in cui Dexter finisce in carcere.
Debra e gli altri non devono sapere, è questo il punto. La mostruosità continua a celarsi nella luce, è quello che inquieta. E questo non porta affatto a un happy end. Al contrario. La mia idea del finale di Dexter assomiglia molto al finale di questa stagione (parlo dell’ultima sequenza proprio) – motivo per cui m’è andata parecchio a genio. La condanna legale per il nostro sarebbe una chiosa telefonatissima, dove invece la risposta è nella continuità emozionale: la maledizione di Dexter è scoprire che la propria parziale umanizzazione porta a un vicolo cieco. Lo sguardo finale triste, solo, servito da un carrello in avanti fino a un primissimo piano che sfonda la quarta parete è da brividi, realizza e fa realizzare al personaggio la sua condanna alla solitudine, evoluzione o meno della personalità. È per questo che mi secca dover ammettere tutti gli altri difetti, i buchi, la raffigurazione di una polizia di Miami come un calderone di imbecilli, lo scagionamento di Quinn, Lumen che dalla mattina alla sera è guarita, sono tutte frecce che avvelenano un’idea di fondo eccellente. Specie l’ultima. È la gestione che ha depotenziato in realtà una risposta interessante: Lumen va via perché non è come Dexter ed è questo il punto nodale; Dexter fallisce ancora, non trova l’anima gemella perché non c’è per un mostro come lui, i mostri non hanno doppi, sono costretti a vagare all’infinito nei corridoi oscuri delle loro pulsioni. Questa è l’unica risposta.
Il resto sono desideri. Wishes.

«But wishes, of course, are for children».

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2 risposte a “Dexter (Showtime, S05)

  1. Ale55andra 20 dicembre 2010 alle 17:53

    D'accordissimo su tutti. Però quello sguardo finale ragazzi. Che brividi!

  2. utente anonimo 17 gennaio 2011 alle 17:35

    Secondo me tutte le stagioni di Dexter sono stupende non dico altro!

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