Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Mad Men (AMC, S04).

In genere non scrivo recensioni di Mad Men perché la sua perfezione renderebbe inutile qualsiasi chiacchiera, finiremmo per ripetere sempre le stesse cose (lodi sperticate).
Perché dunque rompiamo il silenzio? Per fare due critiche. Oh, perché insomma, anche a un serial di razza (uno dei, se non il migliore della moderna tv ammeregana) ogni tanto è bene che si prenda qualche piccola strizzata d’orecchio. In realtà più per tirarmela un po’, rompere un tantino la monotonia che per reali accuse.
Nel senso: la creatura di Matthew Weiner rimane sempre una roba che ti fa ululare alla luna dal godimento estetico e che anche quest’anno azzecca forse uno degli episodi più belli ever – si lo so, lo sapete tutti, l’abbiamo ripetuto e scritto tutti sul web, quindi un’altra volta non fa male: The Suitcase.
La piccola cosuccia che non m’è andata giù è stata la stasi di Don. Capiamoci: mi è piaciuto da morire come il personaggio – servito con la “solita” sobria grandezza da Jon Hamm – sia stato ribaltato, svuotato, fatto precipitare, portato sul baratro, ma in stile Mad Men, ossia senza melodrammi eccessivi. Eppure secondo me la cosa è andata avanti un po’ troppo, nel senso che non si capiva dove stesse andando a parare Don: salto finale nel baratro o ripresa? Una cosa un po’ logorante (e credo voluta, magari sono io che ho l’allergia alla cosa).
L’altro elemento, come scrive anche tieffemme, per me da eliminare alla fonte è il personaggio di Betty: a parte che ormai credo stia sulle palle a tutti, okay che la caratterizzazione è perfetta, da madre frustrata che tenta la rivalsa sulla figlia (ma – al solito – con l’originalità e la leggerezza antistereotipo del serial), però insomma in questa stagione alzi la mano chi non è stato tentato di andare avanti quando appariva lei. (Vi ho visti lì dietro, non mentite, su quelle mani!)
Il finale certo ci ha travolto. Specie perché Don s’è rivoluzionato. Lo stallo, certo ha portato i suoi frutti e il nostro pubblicitario preferito diventa azzardato, confessa l’inconfessabile, cede, si spezza piange e alla fine fa una cosa che nessuno lì si aspettava. Noi meno ancora. Eppure, eppure… secondo me altro pur quel gesto – apparentemente o meno – impulsivo secondo me nasconde un’altra trovata alla Don.
Plauso, standing ovation, oscar, tutto quello che volete per le due stelle – in tutti i sensi – del firmamento di Madison Avenue: Peggy Olsen e Joan Halloway. Thank you, girls.

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3 risposte a “Mad Men (AMC, S04).

  1. utente anonimo 3 novembre 2010 alle 16:07

    non sono tanto d'accordo, sai? il finale con l'improvviso innamoramento di Don salta fuori talmente immotivato e psicologicamente implausibile da far pensare che gli sceneggiatori, nel panico per il fatto di non saper chiudere episodio e serie, non abbiano trovato di meglio che ripescare la segretaria Megan, già sua amante occasionale (e null'altro) qualche puntata prima: voilà, come un coniglio dal cappello.
    notare: non c'è stato assolutamente nessun indizio che segnalasse un particolare legame di Don con Megan.
    e quando, in una situazione simile, Roger Sterling si era sposato con la giovane segretaria, Draper gli aveva fatto notare apertamente quanto fosse ridicolo.
    nella fretta, si sono dimenticati di sciogliere il nodo principale, quello della vera identità di Don. o forse se lo sono tenuti per la prossima serie.
    se il finale mi ha deluso, il resto della serie mi è piaciuto molto – proprio perché ha descritto bene il cedimento e la trasformazione in essere umano normale di quella specie di James Bond senza gadget da spia e Aston Martin che era il Draper delle prime serie.

    ernestoA

  2. NoodlesD 3 novembre 2010 alle 19:38

    io nvece trovo che l forza di quel finale, di quella scelta di Don sia perfetta proprio per i motivi che tu reputi "deboli". Nel senso, secondo me o rappresenta una nuova mossa di Don – che fa, come al solito, entrare il suo lavoro, il suo modo di vendere e vendersi anche nella vita privata. Secondo me Don sta preparando qualcosa.
    O anche al contrario, se pure fosse un vero salto azzardato credo sia motivato dal fatto che Don voglia ritrovare una stabilità in qualche modo, un doppio di Betty (o meglio di ciò che lei rappresentava e che la nuova fiamma bionda proprio non poteva perché all'opposto). Don ha trovato il suo nuovo cantuccio per ripartire.

  3. ipitagorici 17 dicembre 2010 alle 23:44

    Sono molto più indietro, ho appena finito di vedere la prima serie. Che dire ? Un telefilm fantastico, mi sono immerso in questa atmosfera Usa 1960, mi segno tutti i riferimenti a libri, film, politici, attori, fatti, tanto per approfondire un po'.
    Bellissimo.

    Fra l'altro sono ritornato sul tuo blog, colpevolmente dimenticato negli ultimi mesi, proprio perchè sapevo del tuo interesse verso le serie. 2 piccioni con una fava 😉

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