Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Cattivissimo me (Despicable Me, Pierre Coffin, Chris Renaud)

Devo essere sincero, prima di tutto. Ho visto questo film in compagnia di Delizia e delle cognate e dopo l’avvio mi son addormentato per un cinque minuti buoni, per cui m’è mancata un po’ la questione di fondo del film, per cause estranee a film. Premessa fatta, e accuse disciolte, devo dire che l’alternativa animazione Universal ai colossi Pixar e Dreamworks (e Sony) non è che abbia proprio fatto i botti, anche se regge la botta.
Mi spiego: il film non è affatto male, ma il suo volersi rincattucciare volutamente in una dimensione low profile, la totale dismissione di ogni azzardo feroce e autentico e originale mi ha un po’ infastidito. Poi certo va detto che tecnicamente – e specie considerando il budget assai più ridotto dei Mostri succitati – lo spettacolo che viene fuori è una rocambolesca avventura che non ha difetti (specie dal punto di vista tecnico il film è davvero ottimo), se non quello di sapere appunto di già visto. Okay i cosettini-aiutanti gialli sono simpatici, ma dopo un po’ inizi a sospettare che ti parevano più divertenti su uno dei tre miliardi di cartelloni pubblicitari sparsi per il suolo partenopeo. Okay, i bimbi sono teneri e superpucci, ma non avete avuto anche voi l’impressione che le bimbe, specie la più piccina, fossero in realtà dei calchi di Boo.
E poi basta con questo 3D. Ti spennano via dieci euri e cinquanta (che tra l’altro s’è dovuti sobbarcare pure Delizia che causa la mia capa distratta m’ero scordato il portafoglio – siamo veramente ai massimi livelli di scordanza!) per vedere una scampagnata a effetto sulle montagne russe? Pochino.
Ovviamente il film non fa schifo, da come sembra ne parli. E c’è sempre che ho dormito un po’ (anche se volendo fare i cagacazzi, il fatto che mi sono addormentato durante il film, non depone a favore del film stesso. Vi pare? Il sillogismo non fa una grinza).
Insomma andateci pure, non vi annoierete di certo e i bimbi si divertiranno. Ma a me l’ennesima fiaba del cattivissimo che poi in fondo non lo è è solo un ex bambino poco amato dalla madre, ecc. (aggiungere stereotipi freudiani un tanto al chilo) ha un po’ deluso.
Son stato più cattivo e acido perché quando non so che scrivere mi sprono diventando cattivo e acido e divertendomi a scrivere cattivamente e acidamente, cattivissimamente, e infattamente e tral’altramente alla fine cazzo cazzo mi son divertito assai a scrivere la recensione e quindi ntoculo all’obiettività.
Ciao, obiettività, ciao. Il blog è mio e me lo gestisco io.

p.s. mi scrive il dottor Freud: «le citazioni volontarissime dell’ultimo paragrafo sono una chiara manifestazione psicopatologica del paziente in astinenza dal monologatore che sappiamo, proprietario del famoso Minchionaire».

p.p.s. rimandate Giusti tra i pacchi se no glieli tiriamo noi appresso se continua a doppiare.

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