Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Recensioni episodiche. Prima parte

Chuck (S03, NBC).

“Gonfiato” a 19 episodi (dagli originali 13), il serial mi ha lasciato con un po’ di inquietudine. La stagione è stata piacevolissima, eppure ho il sospetto che c’è il rischio del ristagno, aggravato da un finale che per quanto interessante è anche un po’ telefonato (vedi l’uscita di scena di certi personaggi) e soprattutto dal fatto che ormai praticamente tutti sanno del secondo lavoro di Chuck! E no, dai! A parte che è poco credibile, ma non sarebbe questo il problema, visto che il serial gioca su tutt’altro campo, ma parliamoci chiaro: se tutti lo sanno viene a mancare una delle carte fondamentali, l’ironica abilità del nostro povero Zachary Levi di inventarsi delle balle per riuscire a tenere nascosta la propria vita. (In più qua dentro sembra che tutti prima o poi diventino delle spie! per forza che l’America poi subisce gli attentati…). In tutto questo però resta che Chuck & Sarah sono superpucci (anche se la loro storia rischia di diventare narrativamente ripetitiva) e il finale col nuovo dilemma e la nuova quest fa ben sperare. Insomma ciò che voglio dire è che i dubbi espressi riguardano la mia preoccupazione che questi cigolii potrebbero in futuro affossare l’intera baracca.

Fringe (S02, Fox).


L’impressione che più frequentemente mi salta agli occhi nel caso di Fringe è di avere di fronte uno scolaro eccellente ma che non si applica fino in fondo. Questo vale in particolare per i cosiddetti episodi standing alone, spesso debolucci quando non proprio copie carbone di altri universi telefilmici (vedi alla voce Chris Carter). Per quanto riguarda la trama orizzontale, invece, quest’anno è stata una vera pacchia: il dispiegarsi completo dell’affare universo alternativo ha contribuito a cementificare e innovare la mitologia del serial, confermando – qualore ce ne fosse bisogno – la superba prova d’attore di John Noble, talmente perfetto che non mi arrischio neanche a definirlo con (altri) stupidi aggettivi.

How I met your mother (S05, CBS).


Ho iniziato a guardarlo pochi mesi fa, sparandomi una di quelle ingozzate epiche per poi gustarmi gli episodi della quinta stagione in contemporanea, finendo spesso, causa una programmazione a singhiozzo dilazionato continuo, col dimenticarmi ciò che avessi visto precedentemente. Non che fosse un problema. HIMYM è quel tipo di comedy che si guarda – specie nelle ultime stagioni – con una nonchalance abbastanza tranquilla. Mancano un po’ le arditezze dei primi anni, è vero, e a voler essere sinceri dei cinque personaggi in gioco, quasi tutti – chi più chi meno – minacciati da qualche problema (insopportabile saccente, noiosamente pucci, sfracellosamente indecisi), emerge solo lui, l’unico, colui che sarebbe capace di tirarsi dietro (e spesso lo fa) un intero episodio: ladies & gentleman, Barney Stinson, alias Neil Patrick Harris. Vi sfido a non farvi coinvolgere dai suoi motti da wait for it… a suit-up, da le-gen-da-ry a awesome!

V (S01, ABC).


E qui iniziano le vere note dolenti. Ora, non per scomodare il ragioner Fantozzi, ma ci manca poco al fatto che V sia una cagata pazzesca. La serie originaria, vista oggi, è ingenuotta forte e le allusioni al nazismo un pochetto facili, ma la sua aura cheap una volta contestualizzata contribuisce anche al suo fascino retrò. Cosa inaccettabile per la nuova versione, coi suoi osceni fondali, i caratteri dei personaggi piegati di volta in volta a piacimento dagli autori in vista di un intreccio che non sa che direzione prendere sino alla fine. Gli attori non brillano più di tanto, se escludiamo la nostra Lizzie, che anzi ci piange anche di più il core vederla sprecata in questa zozzeria. La stessa Nemesi, Anna, la regia dei V è inconsistente. Morena Baccarin non è una ciofeca ma è proprio il suo fisico androgino, a mio parere, a renderla poco ambigua, poco minacciosa. Gli preferisco la Diana originaria, anche se somigliava a una pornostar anni 80. Ad ogni modo il serial è stato – miracolosamente, gli ascolti sono da piagnisteo – riconfermato. Vedremo se la prossima stagione aggiusterà il tiro o sarà solo il suo epicedio.

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5 risposte a “Recensioni episodiche. Prima parte

  1. iosif 5 giugno 2010 alle 18:47

    le prime quattro puntate di V non m'erano sembrate affatto male. anzi, m'erano proprio piaciute (e, devo dirlo, mi piace assai anche la Baccarin). dopo l'interruzione, il disastro. o si sono fatti di vinavil oppure all'inizio si erano nascosti davvero bene.

  2. Ale55andra 7 giugno 2010 alle 11:43

    A me Chuck è piaciuto veramente un botto. Cioè ci sono dei personaggi e delle avventure davvero straordinarie, se continua su questa falsariga per me non ci sono pericoli di vedere i difetti che paventavi tu.Fringe lo reputo davvero un telefilm dalla confezione straordinaria, recitato e sceneggiato alla grande secondo me e giustamente citi John Noble che è davvero mastodontico. A me piacciono persino gli episodi stand alone, proprio perchè comunque sono di qualità ottima.How I met your mother ha visto stagioni migliori ma è sempre una sit-come divertentissima e godibilissima. Io adoro tutti i protagonisti e se è vero che per le prime stagioni a troneggiare è stato indubbiamente Barney Stinson con i suoi motti, nella quinta devo dire che ha perso un pò di colpi per essere sostituito, secondo me, dall'esilarante Marshall Eriksson.V a me non è dispiaciuto per niente, effetti speciali e scenari scandalosi a parte. I primi episodi sono stati i migliori, è vero, nel mezzo c'è stata qualche cazzata di troppo, però l'episodio finale non l'ho trovato affatto male. Per me la Beccarin è bravissima e anche la nostra cara Mitchell. Pure il tizio che fa Hobbes per me spacca. Gli altri un pò così così…ma staremo a vedere con la seconda stagione.Per me la vera schifezza di questa stagione è stata indubbiamente Flash Forward…Ah, e la settimana prossima riprende True Blood finalmente!!!!

  3. ernestoA 9 giugno 2010 alle 17:07

    non c'entra la Baccarin, la sua Anna anzi è una delle poche cose decenti della serie. qua e là c'è qualche idea buona, come il fatto che i V sfruttino al massimo la potenza dei media e la fissazione del politicamente corretto. è la sceneggiatura che è un disastro: piena di tempi morti e di inverosimiglianze. anche gli attori, Baccarin a parte, sono pessimi.

  4. NoodlesD 9 giugno 2010 alle 17:53

    iosif, a dire il vero ricordo poco ora di cosa pensassi all'inizio, ma non m'aveva mai convinto troppo. anche se forse allora pensavo come dire a una freddezza mia di fronte a un prodotto nuovo.ale55andra, alcuni episodi singoli si son piaciuti anche a me, altri mi son sembrati un po' (troppo) derivativi. a Chuck voglio bene, ma ripeto temo per questa deriva del tutti sanno tutto. e per lui e sarah… temo che prima o poi pur di far procedere le cose ricominciano a farli lasciare e prendere.Marshall, non so, a parte rari casi, mi sta un po' indifferente.W i vampiri di bon temps!ernesto, così rispondo anche a iosif, non è che la Baccarin sia una cattiva attrice, è che trovo non abbia il physique du role. sulla questione sceneggiatura sono assolutamente d'accordo, come puoi ben leggere ^^

  5. Pingback:Chuck (S04, NBC) | Noodles Journal

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