Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Benvenuti a Zombieland (Zombieland, Ruben Fleischer, 2009)

«It’s amazing how fast the world can go from bad to total shit storm».

L’aspetto che colpisce per primo del film di Fleischer è il sostanziale, voluto, ridimensionamento del ruolo degli zombi. I mostri più politici del cinema horror diventano l’arredo apocalittico di una commedia su una famiglia disfunzionale, unico e ormai tradizionale approdo d’affetti in un mondo in preda al caos e alla morte (letteralmente). Così, dunque, se Zombieland non è certo la prima horcom, è senza dubbio quella che relega i morti in un vero e proprio mcguffin cimiteriale, rinnegando persino la tensione e l’orrore gratuito. Ponendo invece l’accento sui vivi e sui loro rapporti, scava nelle psicologie dei personaggi e presenta un quartetto tanto mal assortito quanto – alla fine – perfetto e funzionale. E lo fa strizzando l’occhio al cinema stesso, anche contemporaneo: Jesse Eisenberg sbuca fuori da un angolo dell’universo parallelo di Adventureland, Woody Harrelson nei panni del guerrigliero tutto azione con un passato da dimenticare e una propensione all’ironia tratteggia forse il suo personaggio più bello, Emma Stone è una conferma-rivelazione, tosta, hot, ma soprattutto estranea (almeno sino al finale) a una raffigurazione della donna come perenne principessa da salvare. Semmai il contrario. E come se non bastasse c’è quell’incursione nella villa di Bill Murray interpretato da Bill Murray che è una cosa talmente folle e cretina al tempo stesso che sei ancora lì a ridere mezz’ora dopo e a ringraziare il cielo per un attore come Bill Murray, perché davvero è un pezzo unico (senza qualche pezzo).
E infine… l’inizio. I titoli di testa di Zombieland sono talmente belli e geniali che sarebbero una roba da incorniciare, da museo moderno, anche presi a se stante. Una rilettura ironica ed enciclopedica (con tanto di regole che tanto piacciono agli autori horror postmoderni) che non è solo (o non tanto) un piccolo film nel film quanto una vera introduzione all’atmosfera dell’ora e venti successiva.

Il film esce in Italia il 4 giugno. Ma se ne consiglia vivamente la visione in originale.

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2 risposte a “Benvenuti a Zombieland (Zombieland, Ruben Fleischer, 2009)

  1. iosif 13 aprile 2010 alle 11:39

    la parte con murray ha una marcia in più. per il resto, qualche buona idea, ma anche tanta azione spicciola di riempimento.

  2. steutd 14 aprile 2010 alle 21:03

    fico davvero. l'ho visto anch'io e sto preparando il post

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