Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Departures (Okuribito, Yôjirô Takita, 2008)


Vincitore del premio Oscar per il miglior film straniero nel 2009, battendo a sorpresa La classe di Cantet, arriva anche da noi (stranamente) il film di Yôjirô Takita, che si regge – specie nella prima parte – su un’antinomia abbastanza curiosa che però trova subito il suo equilibrio. Il tema è di quelli “scomodi”: il trattamento dei defunti di per sé tabù, lo è ancor più in una cultura rigidamente tradizionale come quella giapponese. Yojiro Takita alterna uno stemperamento ironico – senza mai sfociare nell’irrisione – a un racconto rispettoso e senza melodrammi, rappresenta con sobrietà senza calcare la mano, grazie anche all’interpretazione sommessa e laconica di Yamazaki Tsutomu. Ne emerge un film che ha il suo fascino, nonostante – o forse proprio perché – racconta certi aspetti di una cultura difficile da comprendere per gli occidentali. Nella seconda parte tradizione ed evoluzione privata del protagonista si intrecciano con qualche lungaggine e qualche simbolismo troppo scoperto, che cozza un po’ con la sobria liturgia laica che impronta il resto della pellicola, ma l’opera non manca di affascinare raffigurandosi, al di là delle apparenze, come un inno alla vita attraverso la visione pacificata di una regia che rinuncia a facili virtuosismi evitando al contempo l’anonimia stilistica.

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5 risposte a “Departures (Okuribito, Yôjirô Takita, 2008)

  1. latendarossa 12 aprile 2010 alle 15:29

    Finalmente scrivi!Sul film…dovevo andare a vederlo questo week end. Appuntamento solo rimandato però. Tu l'hai visto Il piccolo Nicolas e i suoi genitori?

  2. NoodlesD 12 aprile 2010 alle 16:48

    No, quello non l'ho visto e mi sa che me lo perdo che devo ancora recuperare un po' di titoli… mercoledì sarà la volta di Polanski

  3. iosif 13 aprile 2010 alle 11:44

    visto un po' di tempo fa, m'è parso un po' un distillato di giapponesità ad uso dei festival occidentali. sono d'accordo sui simbolismi un po' troppo scoperti. nel complesso se pò guarda'.

  4. ipitagorici 16 maggio 2010 alle 16:47

    Un film molto interessante, visto quasi per caso (sono arrivato nel cinema senza sapere la programmazione) e devo dire che mi ha soddisfatto appieno, regala parecchi filoni di riflessione !

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