Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Gamer – Crazy Heart

Gamer (id., Mark Neveldine, Brian Taylor, 2009).


Sarò breve: ho visto questo film solo perché c’era Michael C. Hall nel cast*. Crank l’avevo apprezzato molto, ma Gamer è l’estremizzazione di quella poetica senza la sua ironia fracassona e soprattutto, col di più di una pretestuosissima tela filosofica che dovrebbe reggere l’impianto narrativo del film, risaputissimo, moraleggiante e del tutto prevedibile. Una parabola sulla mente controllata, sugli intrecci fantascientifici e futurologici di un mondo in cui altri possono governare la tua testa… che poi so tutte fuffe per lasciare a Neveldine e Taylor il pretesto per sfasciare tutto, sparare a tutto e far esplodere tutto. Wow. Con quel cavolo di montaggio da videoclip action che ormai va molto di moda e che io – a parte rarissimi casi – reggo come una fustigazione alle parti basse. Pratica contro cui non ho nulla a che dire fintanto che non mi coinvolga.

E come se tutto questo non bastasse: la prova di Michael C. Hall è narcisistica, involontariamente ridicola, il burattinaio cattivo che vuole governo di mondo e bla bla bla in una recitazione che è un’accozzaglia di stereotipi… a Michael, è mejo quando er cortello lo tieni tu in mano…

*indi per cui me lo son pappato in originale.

Crazy Heart (id., Scott Cooper, 2009).


E non è che qui siamo messi molto meglio eh. No, per dire mi scoccio pure di scriverne. Non vanta neanche la migliore interpretazione di Jeff Bridges* – e questo già ce l’aspettavamo pure – ma è quel classico film paraculo costruito per far vincere l’Oscar all’attore protagonista. Anche perché ormai si aspettava da tanto che uno come Bridges venisse premiato… tanto valeva cuocere secondo le istruzioni la sceneggiatura giusta, registrare l’attore sulla corda migliore del fallito che fa i conti con la vita, girare la chiavetta e mandare tutto in automatico. Crazy Heart è il classico film che non prende una cazzo di decisione. Vuole essere ruvido, non darti l’happy end ma poi comunque te lo da, anche se non sbraca del tutto con la melassa; vuole dipingere il suo protagonista senza remore ma all’ultimo se la fa sotto e ci appiccica il contentino. E allora ditelo, e non fateci perdere tempo che tanto la versione seria dell’affare l’avevamo già vista poco tempo fa, realizzata coi cosiddetti controcazzi. Sì, sapete di quale film parlo. E, chiaramente, l’attore lì la statuetta mica l’ha vinta.

* ho visto la versione originale quindi niente che venite qui a dire eh ma se non hai sentito l’accento, il tono di Jeff non puoi lamentarti e via dicendo. Bridges non può essere non bravo, e su questo non ci piove. Che poi qui sia alla sua migliore prova è tutt’altro discorso.

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4 risposte a “Gamer – Crazy Heart

  1. Ale55andra 6 aprile 2010 alle 12:20

    No dai, a me Michael C. Hall è piaciuto molto anche qui. E poi quel balletto!!! Ah, il film a me è piaciuto pure, nel senso che mi piace l'action, mi piacciono i botti, le robe fracassone, ecc…Certo se hanno un minimo di stile e di coerenza. Sul sottotesto fin troppo moraleggiante comunque siamo d'accordo. Anche perchè poi predicano bene e razzolano male, visto che il film è tutto fatto in quella forma lì…videoclippara, da reality e quant'altro.

  2. NoodlesD 7 aprile 2010 alle 13:07

    Esatto! E' come dire che schifo questa tv-reality-videoclip e poi ne mutuano intatto lo stile. Non so che dire su Michael… si sa quanto lo adori ma proprio non m'è sembrata una genialata la sua interpretazione (e in parte lo imputo anche a uno script non proprio eccelso).

  3. souffle 11 aprile 2010 alle 8:53

    Anche io trovo indigeribile il montaggio da videoclip. E lo trovo anche pericoloso, perchè se il cervello si abitua a quel tipo di informazione poi non è più in grado di accogliere comunicazioni di altro tipo.Detto in parole povere, i ragazzini che si esaltano per queste cose non sono in grado di ricevere alcuna comunicazione che non sia declinata in quelle modalità da "non riflettere, non pensare, consuma".Cosa che fa anche la fortuna di chi vende porcherie alimentari precotte.

  4. NoodlesD 12 aprile 2010 alle 16:49

    Non so se il videoclipparismo porti a tali eventi catastrofici. se così fosse ancora peggio. dal mio canto continuo semplicemente a pensare che non mi piace per niente, non ci si capisce un tubo, quindi non ne trovo nessuna valenza narrativa.

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