Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

L’ho riascoltata ieri e mi son subito venuti i brividi e gli occhi lucidi alle prime note in entrata. C’è dentro un sapore, un profumo, un ritmo che è collegato direttamente alla sacca dei miei ricordi. Una musica che sa di anni Ottanta, che ha una bellezza così carica, una magia ancestrale capace di evocare perfettamente un tempo (tuo e dell’artista), un modo di fare musica che purtroppo Pino pare abbia abbandonato per sempre e da tanti di quegli anni che ormai non speriamo più in un ritorno. Possiamo solo cullarci con le vecchie melodie e fare finta che dopo non ci sia altro, che Pino Daniele abbia smesso di comporre dopo i primissimi anni Novanta (anche perché poi bisogna ammetterlo, come dice lui stesso, quella musica quei versi erano legati a un momento storico-culturale che non è più quello attuale). Ma è bello tornare a questi pezzi, ogni tanto, sentire un respiro che è stato ed è il tuo, legato, intrecciato a una manciata di note indissolubilmente. E il bello è che lo sarà sempre, profondendo ogni ascolto di una nostalgia che per chi vi scrive è uno dei sentimenti più affascinanti che si possano attraversare.

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