Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Ma che diavolo è successo a questo Paese? Mi rendo conto che l’uscita è un po’ eccessiva, troppa retorica per un affaruccio in fondo da poco, però son queste piccole cose che registrano l’imperante scissione di un’Italia ormai sempre più diventata tutt’uno con la tv. Né questo mi sorprenderebbe più di tanto. Ma quando ho visto i musicisti gettare gli spartiti e il pubblico in sala fischiare sonoramente gli esclusi (e a ragione!) mi chiedo: ma allora chi cazzo è che vota??? Un’altra Italia? Perché non credo che in sala ci fossero tutti spettatori simili, o devo pensare che gli spettatori di Sanremo, in sala, non siano gli stessi che telefonano da casa? Cosa assai probabile in effetti: Scanu che sembrava che ce lo fossimo tolto subito dalle balle rientra e vince pure! Coi voti di quelle povere decerebrate i cui (pochi) neuroni sono ormai quotidianamente vampirizzati dalla Maria De Filippi s.r.c. (società a responsabilità catastrofica). Né questo mi stupirebbe più di tanto. Sanremo è ormai fenomeno tutto televisivo, di musica ce n’è rimasta davvero poca e quand’anche ci sono canzoni interessanti (perché secondo me negli ultimi anni, 2010 compreso, c’erano sempre un pugno di melodie più che buone) a vincere son sempre quelli che, con il valore musicale strictu sensu, hanno poco a che fare. O vinci perché sei il belloccio di Maria (Scanu, e prima di lui Carta – ma fosse un complotto tutto sardo? – e attenzione che vinca poi sempre il pupillo di maria più belloccio e meno dotato, non sia mai che venga premiata Karima che invece la voce ce l’ha, e fa pure belle canzoni – di sicuro relativamente parlando); oppure vai in finale/vinci perché hai scatenato il casino (Pupo e co., e l’altro anno Povia). Perché ormai qua in Italia ci piace proprio il polverone. Non ce ne frega un cazzo della musica: vogliamo il sangue, le grida, le mazzate. Moderni romani all’anfiteatro. Ci hanno tolto leoni e tigri che so protette, i gladiatori manco a parlarne al massimo di non essere leghista… e allora ci resta solo di sparare cazzate in totale disaccordo con il più evidente senso dell’estetica.
E poi questo cazzo di Emanuele Filiberto: ci dev’essere un modo per levarcelo dai coglioni. È da quando è tornato che cerca di essere ovunque, di presenziare, di farsi accettare. E più presenzia più si rende insopportabile. Prima la politica e poi la politica non va e allora mi metto a ballare e poi finito il ballo sai che ti faccio? annuncio che canterò con Pupo, ma prima di salire sul Palco di Sanremo, ma sì, affianco Pupo nella conduzione di un programma, faccio l’orpello inutile ma almeno la gente mi vede, mi continua a tenere davanti alle palle degli occhi… non si può fare, dico io, un emendamento straordinario, una modifica alla costituzione che impedisca agli eredi di casa Savoia di fare le zoccole in tv? Dai Silvio dopo tante leggi ad personam faccene una ad principem! Levacelo di torno!
Però quel pubblico che fischia sonoramente, unito agli orchestrali che fanno pallottole degli spartiti per poi gettarli sul palco… mi ha commosso. Eh si che è ho visto tutto oggi, da youtube. Anche in differita, la cosa è stata trionfante. O meglio, non so se gioire o sentirmi ancora più depresso. Finché ero solo io da casa a restare basito mi dicevo vabbè dai è Sanremo, il trionfo del populismo… non si può pretendere diversamente, magari so io che faccio troppo lo snob, il programma va inquadrato nella sua fascia culturale ecc. ecc. Ma vedere il pubblico in sala e gli orchestrali ribellarsi con un moto così spontaneo, con una rivoluzione che sa proprio di “e mo c’avete rotto il cazzo seriamente!” è stato come sentire un’ondata di calore nel cuore. Ti dici, ma allora non è tutto perduto, ma cavolo questo Paese ha ancora una coscienza. Minima, ma ce l’ha. C’è ancora chi si schifa di fronte all’ignoranza, non siamo del tutto affondati.
Resta la soddisfazione che questo Festival, forse eh, sarà ricordato come “il pacco”. La vittoria che non è vittoria. Il trionfo che è solo sulla carta (che l’altr’anno fosse un presagio?), ma a cui non crede nessuno. Se non altro il tempo ha sempre costruito tombe su queste vittorie scrause. Se scorriamo un po’ i vincitori dei Sanremo passati… vi sfido a canticchiare qualcuno dei motivi

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3 risposte a “

  1. latendarossa 21 febbraio 2010 alle 20:35

    Concordo su tutta la linea. Attentooo Noood, attentooo, noi sardi stiamo per invadere il continente stai attento a quel che dici…ih ih ih.

  2. Ale55andra 26 febbraio 2010 alle 0:25

    "A far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi", è una cosa che mi rimarrà impressa a vita. Purtroppo.

  3. iosif 28 febbraio 2010 alle 19:26

     vittorio emanuele di savoia secondo, televotato da milioni di persone, è una grande vittoria del revisionismo.

    il diciottenne scanu è un cantante così fresco che al bano al confronto è una scheggia d’avanguardia.

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