Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Dollhouse (Fox, Season 2)

Comincio ad avere un dubbio. Ma Ray Wise (il grande Ray Wise) portasse sfiga in tv? Dove appare lui, prima o poi chiudono i battenti. Seguitemi: ha preso parte a Twin Peaks, che alla seconda stagione fu cassato. Era un diavolo eccezionale in Reaper, decapitato dopo neanche una stagione… ora appare in Dollhouse e il serial chiude!
No ma torniamo seri. È un vero dispiacere che la nuova creatura di Joss Whedon sia stata liquidata, specie ora, in questa seconda stagione che aveva corretto i problemi e si avviava verso un discorso molto più interessante, oscuro, tremendamente attuale. La prima stagione m’era sembrata un po’ troppo episodica, senza un centro vero, perdeva tempo girando sulla questione escort invece di premere più decisamente sulla questione morale e terroristica di un’umanità sotto la minaccia di essere privata di ciò che è più prezioso per un uomo, ciò che fa un uomo: la sua identità. Gli episodi di questo secondo anno procedono con incalzante ritmo verso quella voragine (fanta)storica che avevamo intravisto in Epitaph One, facendo salire la pressione e la posta in gioca di settimana in settimana, tanto che pur di fronte a un’evidente accelerata a imbuto dell’intreccio – per necessità di chiusura – fornisce una chiosa eccellente. Non me la sento infatti di accusare Whedon per quei colpi di scena che definire pretestuosi è un eufemismo o di aver trascurato alcuni personaggi e le loro motivazioni per riallacciarsi direttamente al futuro prefigurato da Epitah One. E questo perché la cosa ha del miracoloso. Non sono un gran fan di Whedon, Buffy e Angel mi son sempre sembrati delle variazioni fanta-horror su basi da telefilm per adolescenti, un po’ troppo sempliciotti ed esplicativi, ma miseriaccia con Dollhouse – soprattutto con questa stagione – Whedon ci aveva preso in pieno, aveva raccontato con la fantascienza la perdita di certezza (d’identità), le macchinazioni delle multinazionali, la costante sensazione di essere un bersaglio/pupazzo di esperimenti che finiscono frankensteinamente per sfuggire al controllo dei loro creatori, prefigurando un futuro i cui segni sono ben visibile già oggi. Ed era riuscito pure a rendere digeribile una cagna d’attrice come Eliza Dushku, che ovviamente spariva del tutto agli occhi di chi vi scrive davanti a personcine come Amy Acker e Summer Glau, portatrici sane di “pucciness”.

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3 risposte a “Dollhouse (Fox, Season 2)

  1. steutd 6 febbraio 2010 alle 10:36

    la prima serie vale solo per la dushku in calze a rete e autoreggenti

  2. mucchiodossa 28 marzo 2010 alle 16:37

    Dimentichi di citare un serial di Whedon, Firefly, anch'esso bellissimo, anch'esso cassato alla 14 puntata della prima stagione, lasciando un vuoto nel cuore di tutti i suoi fans.Se non l'hai visto, fallo…. Merita tantissimo, i personaggi sono quasi tutti azzeccati e l'affresco futuristico che dipinge è (secondo me) impressionante.Alla fine delle 14 puntate vediti (o rivediti) Serenity, film voluto a furor di popolo per concludere la serie, passato in questa Italietta ovviamente come un "semplice" film di fantascienza.ciao..

  3. NoodlesD 29 marzo 2010 alle 0:24

    Non lo dimenticavo è che non l'ho (ancora visto, con relativo film conclusivo). Ne ho sempre letto bene però. Lo recupererò sicuramente.

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