Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

La prima cosa bella (Paolo Virzì, 2010)

Fate presto, correte al cinema, prima che sparisca dalle sale. State ancora qua a leggere? E non v’ho detto di correre? Vabbè dai, leggete e poi uscite. Promesso eh?
No seriamente, non per essere ripetitivo ma La prima cosa bella è davvero uno dei pezzi più intensi e riusciti dell’ultimo cinema nostrano, magnifica sintesi e insieme rilancio del suo più puro genoma (commovente e divertito l’omaggio a Risi, rapido, ammiccante, scevro da qualsiasi falso salamelecco e per questo anche più incisivo). Lacrime e risate, complicità e familiarità. La scrittura di Virzì, Bruni e Piccolo si muove alternativamente tra passato e presente, mescolando i piani e le facce sull’onda del ricordo di Bruno-Mastandrea senza che si avverta la minima sfasatura. La Sandrelli e la Ramazzotti recitano in modo talmente simile da sembrare davvero la stessa Anna a due età diverse e non due attrici che fingono e si può parlare di un sandrellismo che ispira e impregna l’intero film. Ma senza nulla togliere alla bravura dei singoli interpreti (Mastandrea e Pandolfi straordinari, più un inedito – serio – Paolo Ruffini che se ne esce sul finale con una battuta – involontaria – eccezionale) è proprio la gestione dell’intero cast da parte di Virzì, la perla del film, perfetta nel rilanciare al meglio una sceneggiatura che predilige persone e non figure, inserite in uno spaccato che mescola il riso al pianto con la stessa naturalezza del Giordana della Meglio gioventù. Una regia che è anche un omaggio sentito a una città, autobiografica eppure universale che non ha timore di sfociare nella commozione – e vi sfido a uscire dalla sala senza asciugarvi gli occhi – complice un uso della colonna sonora non originale piazzata in modo così preciso che le canzoni (conosciutissime, cantatissime) sembrano scritte apposta per la storia.
Baària non l’ho visto perché mi son girati i maroni a furia di gente in tv (con Peppuccio affianco, pardon, con il Maestro affianco) che mi dicevano proprio che dovevo andare al cinema a ogni ora, giorno, a ogni pasto. E poi agli Oscar ci han trombato. Secondo me se ci andava Virzì invece no. Due ritorni alle origini, ma pregiudizialmente, senza aver visto Baàrìa, io dico che il sentimento e l’autobiografismo di La prima cosa bella è meglio.

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9 risposte a “La prima cosa bella (Paolo Virzì, 2010)

  1. pilloledicinema 31 gennaio 2010 alle 13:30

    Ho continuato a leggere solo perché il film l’ho già visto 😉
    D’accordo su tutto, davvero.
    Aggiungo che io Baarìa l’ho visto e per la verità mi è pure piaciuto. Ma con il film di Virzì non c’è porprio storia, La prima cosa bella è uno di quei film che non vorresti mai smettere di vedere Baarìa non so neppure quando lo rivedrò in dvd.
    Ciao

  2. iosif 1 febbraio 2010 alle 17:04

     finisce che mi fai venire voglia di vederlo. e io sono contrario a virzì.

  3. Ale55andra 2 febbraio 2010 alle 0:20

    Come ben sai, su questo si concorda alla grande. Io poi adoro Mastrandrea.

  4. steutd 2 febbraio 2010 alle 12:51

    odio Virzì ma questo lo vorrei vedere. Mia moglie adora la sua vena grottesca, per cui questo non lo vuole andare a vedere… Come faccio?

  5. utente anonimo 2 febbraio 2010 alle 16:19

    Fortuna che almeno tu me lo chiami MaSTAndrea 🙂
    Adele

  6. NoodlesD 2 febbraio 2010 alle 19:43

    pillole, diciamo che la mia filippica pregiudiziale derivava proprio da un bombardamento assai indigesto subito durante la promozione di Baària.

    iosif, secondo me qui ti ricredi. o forse lo odi pure peggio ahaha.

    ale55andra, Mastandrea ormai non sbaglia mai.

    steutd, bel dilemma. Non saprei come risolverlo…

    adele, perchè altri come lo chiamano?

  7. utente anonimo 2 febbraio 2010 alle 20:24

    mastrandea, con la r.

  8. utente anonimo 2 febbraio 2010 alle 20:26

    oh, scusa: mastrandrea.

  9. medea85 1 marzo 2010 alle 17:56

    un film veramente "bello"…termine banale che ne racchiude tutta l’intensità…ironico, commovente, spiritoso…trasmette una indescrivibile gioia nel vivere ogni attimo che ci è stato concesso…lasciando un amaro in bocca per i crudi danni che il mero pregiudizio può arrecare…

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