Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Up (id., Pete Docter, 2009)


A un certo punto poi diventa difficile. Scrivere dei film Pixar, intendo. Una factory artistica che riesce a sfornare a cadenza annuale capolavori tali che altri autori farebbero carte false per beccarne anche solo uno, è un miracolo creativo che va oltre qualsiasi chiacchiera. Up, nell’apparenza assai più tradizionale da un punto di vista narrativo dei precedenti, segna il crocevia dell’incontro più evidente tra le aspirazioni innovative di casa-Lasseter e il classicismo disneyano. Poche storie: la parte iniziale della storia, le ellissi temporali di quei quindici minuti che raccontano l’intero arco sentimentale di Carl ed Ellie si avviano a diventare la sequenza più indimenticabile di questo anno cinematografico. Lo stupore del racconto, l’uso perfetto della metonimia (anche dal punto strettamente visivo) lascia senza fiato – merito anche della colonna sonora di Michael Giaccino, delicata, mai invasiva, emotivamente perfetta. Rinunciando all’uso del dialogo, Docter spreme dal simbolismo del cinema muto un pathos da pelle d’oca e da occhi lucidi. E dopo questa delizia introduttiva il film si trasforma in un racconto d’avventura e di conoscenza, sfruttando un meccanismo anche non nuovo (l’accoppiata stramba), persino il – parziale – tormentone (scoiattolo!), eppure conservando il suo equilibrio, librandosi sulla testa degli spettatori, agile e leggero, coinvolgente e confidenziale come quella casa che Carl vuole strenuamente portarsi dietro, una home carica di ricordi e fotografie, un castello nel cielo che è anche il simbolo di un’avventura sentimentale di cui lo spettatore è parte fondante.

p.s. contrariamente alle altre volte, ho apprezzato il doppiaggio (specie quello di Giannini per Carl).
p.p.s. ho visto giorni fa anche District 9 che m’è piaciuto assai, ma per ora non so proprio che scrivere. La recensione forse tra qualche giorno. Forse.

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8 risposte a “Up (id., Pete Docter, 2009)

  1. pilloledicinema 23 ottobre 2009 alle 10:35

    Anche io ho trovato Up strepitoso. Ed effettivamente non si può rimanere indifferenti al fatto che in 3 anni la Pixar ha sfornato 3 film che dire strepitosi è poco, davvero non ci sono parole per definirli.
    Praticamente dopo Cars che è stato forse il loro film più ingenuo ci hanno regalato 3 capolavori.
    Ciao

  2. Cinemasema 23 ottobre 2009 alle 13:59

    Un altro grande film della Pixar! Non so perché lo stavo snobbando.

  3. parachimy 23 ottobre 2009 alle 17:45

    Non è difficile, ormai è impossibile scrivere sui film della Pixar 🙂 Altra meraviglia…

    Chimy

  4. Nonostantetutto 25 ottobre 2009 alle 20:01

    Personalmente ci ho visto due cose:

    Un inno alla leggerezza ed un altro alla Pixar stessa.

    Con stima.

    Rob.

  5. unonn 29 ottobre 2009 alle 17:37

    Speriamo però che l’identità Pixar non si annacqui nel sentimentalismo Disney: in Up alcune sequenze, a dire il vero, mi son sembrate un imperativo alla lacrimuccia…

  6. NoodlesD 29 ottobre 2009 alle 18:18

    unonn, non sono d’accordo. Un conto è il dato sentimentale e la giusta commozione che si cerca al cinema e che qui si celebra, tutt’altro il vieto sentimentalismo. Commuoversi non vuol dire per forza sbrodolamento ricattatorio.

  7. latendarossa 9 novembre 2009 alle 12:50

    Visto ieri. Bellissimo, delicato e divertente insieme. Pianto anche io, nonostante abbia tentato (vanamente) di resistere!

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