Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

True blood (HBO, S02)

A differenza della maggior parte delle recensioni lette devo ammettere che per me questa seconda stagione di True Blood ha segnato un leggero passo indietro. Ma prima di scrivere qualsiasi cosa vorrei premettere che il prodotto è sempre di classe, sopraffino, che insomma è sempre un piacere tornare, una volta alla settimana, a Bon Temps e ai suoi abitanti.
Il problema quest’anno è stato strutturale: una delle forze del serial era la sua ambientazione da paesotto del profondo Sud statunitense; spostandosi nella grande città, tra la chiesa fondamentalista e dunque in un contesto – politicamente e socialmente – più ampio ha perso anche un po’ del suo smalto più autentico, facendo leva troppo facilmente sugli elementi razzisti e integralisti che dovrebbero piazzare lo show, a suon di metafore, all’interno dei problemi della società attuale. Ma i due tronconi narrativi restano separati per troppo tempo, al punto che l’intera stagione sembra nient’altro che un immenso prologo a quella fusione che quando pure arriva non è poi così eclatante.
Di fianco, un nugolo di personaggi che sembrano essere lì solo per svolgere una funzione e poi mollare, come se dovessero correre, avvicinare Sookie o Jason e poi levarsi dalle balle. Persino Maryann che doveva essere la vera villain e che in effetti si prepara il terreno – e il sacrificio – per 11 episodi, poi viene archiviata in un nanosecondo all’inizio del season finale che poi scorre un po’ anonimamente fino al cliffangher finale che però non m’ha stupito più di tanto.
Il guaio sono anche Sookie e Bill. Seriamente, c’è qualcuno che trova credibile o almeno interessante e sentita la loro relazione? E in ciò gran parte del demerito va a una Anna Paquin istrionicamente tanto imbarazzante da poter competere con le veline delle nostre fiction. Se a ciò si aggiunge che il mio personaggio preferito – Tara – in questa stagione ha vegetato al punto da diventare insopportabilmente manipolata e stupida, il gioco è fatto.
Fortuna che a fronte di ciò c’è stata l’avanzata di nuovi personaggi, che son diventati poi la vera attrazione (sì, anche a livello ormonale): parliamo della bellissima Deborah Ann Woll e di quel gran pezzo di figliolo nordico che sta frullando (a ragione) gli ormoni della platea femminile. I loro personaggi sono la vera ciliegina di questa nuova stagione: una vampire-teen con la cui insicurezza, rabbia, paura è facile empatizzare e un vampiro che sembrava o’ fetent della situazione che si rivela in realtà complesso, sensibile, che piange vere lacrime di sangue per un legame secolare che si spegne al sole.
E comunque posso mai rinnegare un serial che mi chiude con la mOsica del Menestrello?

Oh well, I love you pretty baby
You’re the only love I’ve ever known
Just as long as you stay with me
The whole world is my throne
Beyond here lies nothin’
Nothin’ we can call our own

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2 risposte a “True blood (HBO, S02)

  1. Ale55andra 27 settembre 2009 alle 14:01

    La scena in cui Eirc piange lacrime di sangue per la morte di Godric sotto il sole, mi ha fatto piangere veramente ed è raro che io pianga di fronte allo schermo. Cioè secondo me quello è stato forse il momento più alto della seconda stagione di True Blood, che è vero, è inferiore alla prima, ma pur sempre superiore a moltissimi altri telefilm.

  2. NoodlesD 27 settembre 2009 alle 18:52

    Superiore senza dubbio, è sempre la HBO e c’è sempre Alan Ball. Diciamo che proprio perchè gli standard sono elevatissimi che divento ancora più pignolo.

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