Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Drag me to hell (Sam Raimi, 2009)


Il ritorno di Raimi all’horror a basso costo, bastardo e privato pure dell’ironia che spesso addolciva i suoi primi film, è un vero spasso. Ci siamo veramente cagati addosso: mio cugino, che è un pauroso peggio di me ma che si ostina – peggio di me – a guardarseli al cinema questi film, faceva dei salti dalla poltroncina da antologia. A un certo momento stavo meditando di guardare le sue reazioni invece che il film.
Drag me to hell farà impazzire i fanatici: è una vera girandola di tortura per lo spettatore, una pura operazione di sadismo da parte del regista che per novanta minuti ti tiene inchiodato alla poltrona giocando con i rumori, le ombre, le improvvise apparizioni, tutto il catalogo horror gestito con tale sapienza da risultare irresistibile (a volte anche ironicamente – vedi alla voce vecchia sdentata che tenta di mordicchiare il mento della Lohman).
Compito arduo, certo, quello di prevenire lo spettatore, specie in un genere come l’horror, che ha più degli altri, il limite di una codificazione abbastanza rigida. Infatti, se la struttura lineare dell’intreccio è proprio il gancio su cui Raimi costruisce gli effetti della sua casa delle streghe, è anche l’anello “debole” del suo finale. O meglio, non del finale in sé, ma della volontà del regista di ingannarci, vanificata da un pugno di scene topiche nell’apparente scioglimento dell’intreccio, che in realtà non ingannano nessuno. Tanto che credo sia abbastanza chiaro che Raimi non vuole distrarti, ma solo farti attendere la prossima svolta terrorizzante. Drag me to hell diventa insomma un puro meccanismo horror, che si fa beffe di trama e personaggi (pure un po’ stronzi, a cominciare dalla Lohman), al solo scopo di inchiodare il suo spettatore.
Ah, la Lohman è evidentemente doppiata dalla capra.

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5 risposte a “Drag me to hell (Sam Raimi, 2009)

  1. iosif 19 settembre 2009 alle 15:35

    sì, credo anche io che non ci sia reale volontà di inganno, nel finale. forse più la volontà sadica di lasciarti lì a guardare la protagonista, senza poterla avvisare che sta facendo una stronzata.

  2. utente anonimo 19 settembre 2009 alle 16:12

    Solo pareri positivi (compreso il mio) per il gran ritorno all’horror di Raimi. Non può che far piacere vedere che non ha perso lo smalto.
    Da antologia la tua nota finale sul doppiaggio… 🙂

    Un saluto,
    Mr. Hamlin

  3. steutd 20 settembre 2009 alle 18:29

    a me non è piaciuto: ombre, porte che sbattono, demoni che possiedono corpi umani. boh, tutto visto e sentito

  4. MonsierVerdoux 22 settembre 2009 alle 8:35

    raimi ha perso in generale un pò del fascino che aveva agli esordi (secondo me per colpa di spiderman) però credo che cmq andrò a vederlo appena posso!

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