Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Better off Ted – Breaking bad


Immaginate una situazione da ufficio alla Mad Men, con un Jay Harrington che somiglia non poco a Jon Hamm, ma in versione cazzona e ironica, che parla direttamente agli spettatori, commenta le scene, concede gli a parte. C’è la classica storia – non storia con la subalterna, due scienziati ricercatori che aggiornano meravigliosamente la buddy-comedy, ma il gioiello è il personaggio di Portia De Rossi, boss della compagnia, fredda, calcolatrice, insensibile. Più che una stronza è proprio un’automa d’ufficio. Fantastica con le sue freddure, la sua incalcolabile impassibilità a tutto, foderata in questi tailleur stilizzati, fasciata nei suoi chignon da donna in carriera. Veronica Palmer è uno dei personaggi (e va da sé, una delle interpretazioni) più geniali dell’appena passata stagione televisiva americana. Dateci un’altra stagione, subito!


A un certo punto ti finiscono le parole, diventi monotono, sembri falso, ma davvero non riesco a capire come la televisione americana riesca a inanellare negli ultimi anni un gioiello dopo l’altro con ritmi così forsennati. Le prime due stagioni di Breaking Bad come molti altri serial vanno oltre la categorizzazione, fonde comedy e drama, parte con l’uno per poi addentrarsi sempre più nell’altro, con un coraggio invidiabile, un personaggio che lentamente si tuffa in un baratro sempre più tremendo, agendo nell’illegalità sull’onda di una necessità che ben presto si trasforma in scelta volontaria e gusto irresistibile per quella nuova vita, per il nuovo sé, quell’Heisenberg spacciatore di droga in incognito che è molto meglio del Mr. White professore annoiato e insoddisfatto alle superiori con famiglia a carico e cancro inoperabile. Il finale della seconda stagione porta il personaggio al limite, mescolando l’ineluttabilità delle conseguenze delle proprie azioni (criminose) con la trasmutazione in una sorta di mostro necessario cui lo spettatore non riesce più a garantire del tutto la propria approvazione. Coraggio, audacia, morale flessibile, sono i pilastri originalissimi su cui Breaking Bad si fonda, con una narrazione che manipola le immagini, gioca coi flashforward e la morale e obbliga lo spettatore ad assistere e in un certo senso condividere le scelte riprovevoli del protagonista: c’è quella lunga sequenza davanti a quel letto, con l’inquadratura fissa, immobile e distaccata di fronte a ciò che succede che mi ha messo i brividi. Scena interminabile, segnata sì dall’emozione del protagonista ma anche dalla sua inappellabile colpevolezza, segno di una scelta davvero criminale (e non solo a livello legale) che non mancherà di provocare terribili conseguenze. Le azioni degli uomini, specie quelle sbagliate, lasciano sempre un segno. Spesso un segno di sangue.

Annunci

Una risposta a “Better off Ted – Breaking bad

  1. Ale55andra 27 agosto 2009 alle 21:53

    Non riesco a starti dietro con le serie televisive!! La prima non la conoscevo assolutamente, quindi grazie per avermela fatta conoscere, sembrerebbe proprio nelle mie corde. La seconda la conoscevo ma non ho ancora trovato il tempo e il modo di inserirla tra le mille cose che guardo, televisivamente e cinematograficamente parlando.
    Ora per esempio sono arrivata alla seconda serie di The big bang theory, una sit-com irresistibile, tu l’hai vista per caso?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: