Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Zack and Miri make a porno (Kevin Smith, 2008)


Se il pensiero che questo film non abbia avuto una distribuzione italiana ci rattrista, dall’altro consideriamo il vantaggio: l’averlo recuperato direttamente in originale e l’esserselo guardato spernacchiando la distribuzione bigotta italiana. Che poi bigotta di cosa? Okay il linguaggio colorito, specie nella prima parte, è puro Kevin Smith (e in certe sequenze fa sbudellare dal ridere), eppure incanalato nella storia talmente bene che anche l’evoluzione romantica e il finale scontato che ad altri potrebbe far storcere il naso io li ho trovati bellissimi. È un When Harry met Sally in salsa Smith, con più dialoghi su pussies e cocks. E sottolineo, dialoghi, perché ovviamente di porno effettivo, come di nudi, ce n’è poco e quando pure c’è non ha nulla di pruriginoso: la scena più bella del film è una sequenza d’amore. Sì avete letto bene, d’amore. Zack and Miri è una delle più riuscite commedie dell’anno scorso, tenera e realistica quando non te l’aspetteresti, con due protagonisti che più pucci non si può con le loro disavventure finanziarie e i dialoghi e la condivisione della quotidianità e i sentimenti che tacciono per paura che l’amicizia di anni vada in fumo. Motivo per cui ho empatizzato molto il film: capirai son stato per anni l’amico innamorato dell’amica (e m’è andata meno bene che a Zack… o, forse, dai, dovrei dire bene in modo diverso – che purtroppo quel diverso non prevede il cock e la pussy… si ma insomma stavamo parlando di cinema qua che cazzo!). Secondo, gli attori. A parte qualche faccia nota del mondo smithiano, Rogen e la Banks. Rogen che è il geniaccio della nuova commedia americana, che ha quel fisico da orso eppure non è affatto ingabbiato in ruoli stereotipati. E la Banks. Ricordo ancora la mia invidia verde per JD quando non solo se la spassava con lei, ma ci faceva pure un figlio! E poi che fa? La lascia per Elliot? Ok, capisco, i fan aspettavano, era impostato su quello e per dire a me Elliot piace assai, ma vuoi mettere Elizabeth Banks??? Io ci farei un figlio subito! O anche un porno, per dire. (Ma va?). Mi secca confermare che abbia delle preferenze sulle donne, un modello e via dicendo ma in effetti le bionde naziste, un po’ altere ed eleganti mi smontano il cervello.
In più ho scoperto una cosa che mi ha lasciato di stucco: sapete qual è il vero nome di Elizabeth Banks? È Elizabeth Mitchell. No seriamente, la cosa mi inquieta.

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7 risposte a “Zack and Miri make a porno (Kevin Smith, 2008)

  1. kekkoz 16 giugno 2009 alle 22:51

    Formiamo un esercito, io e te.
    Viva questo film.

  2. souffle 17 giugno 2009 alle 18:32

    mi spiace non essere d’accordo.

    Già ne scrissi di questo film.
    Trovo che Kevin Smith abbia fatto un’opera moralista che finge di non esserlo.

    La morale del film alla fine è: facciamolo normale.

    Diciamo mi hanno un po’ irritato:

    – la crociata contro i sex toys;
    – il moralismo bigotto che emerge a volte (un attore suggerisce una scena del film porno e viene apostrofato come “pervert”);
    – ancora una posizione di negatività sul sesso anale;
    – la facile battuta sul bello della classe (è gay ovviamente);
    – in questo senso il film è decisamente un film “maschile”;
    – il finale nel senso del no al porno come elemento di stimolazione della coppia sì al filmino casalingo che la coppia, e solo lei, si vede a casa.

    Cioè poteva uscire fuori anche una cosa come A qualcuno piace caldo (due personaggi costretti a fare una cosa che non avrebbero fatto) ma avrebbe giovato al film un po’ di ambiguità maggiore e sopratutto l’assenza di moralismo verso il mondo del porno e il fare sesso in modo diverso dal tradizionale.

  3. utente anonimo 18 giugno 2009 alle 0:10

    e bbasta co ste bionde.

  4. NoodlesD 18 giugno 2009 alle 14:33

    kekkoz, io sto già cercando di fare proseliti tra amici e blogger ^^
    Viva!

    souffle, si in un certo senso hai ragione solo che ciò che tu leggi come difetto a me non è spiaciuto devo dire. E’ vero, finale scontato, ma secondo me conta il come. In fondo quanti film americani finiscono così ma ce li godiamo nel loro excursus cmq. Gli elementi che citi non li ho visti come “spauracchi”, ma più semplicemente un modo per ridere di certi stereotipi (il che è tipico di Smith, dal sesso alla droga). Anche perché secondo me più che il porno, in fondo il film racconta di due amici che diventano altro e della difficoltà di fare quel salto.

  5. AlDirektor 22 giugno 2009 alle 15:22

    Cavolo!!! Devo riuscire a vedere questo film!!!! Sono secoli che lo aspetto ma vista la distribuzione italiana, mi sa che lo devo vedere coi sottotitoli!

  6. latendarossa 23 giugno 2009 alle 22:35

    Sulle tipologie femminili: ne discutevo oggi con un amico, anche lui è per le “bionde naziste” io invece (definizione sua) sono per le francesine col nasino all’insu.

  7. Cinemasema 24 giugno 2009 alle 18:35

    Mi hai incuriosito. Me lo segno nella lista dei film da vedere. Merci.

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