Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Serial finales

Se credevamo che i tempi di Twin Peaks, in cui un serial d’alto livello estetico, potesse sparire per mancanza d’ascolti fossero passati… be’, dobbiamo ricrederci. Il fatto che Pushing daisies sia stato cancellato ancora non me lo spiego. Originalissimo ma al contempo dotato di tutti gli ingredienti per il successo – compresa la storia d’amore e gli intrecci amorosi tra personaggi diversi, l’ironia, uno stile visivo superbo. Mah. E dire che gli ultimi tre episodi sono tra i più belli delle due stagioni – il che ci fa rodere ancora di più per la cancellazione. Per tacere poi dell’ultimo, e del suo finale, in cui in un minuto scarso si risolvono tutti i misteri giusto perché bisognava dare al pubblico una risoluzione prima di salutarlo. Mi ha fatto venire in mente l’episodio in cui Homer da la voce al nuovo personaggio di Grattachecca e Fighetto, e alla sua brusca uscita di scena.


Vi dico la verità, la terza stagione dei Tudors – che dai dieci episodi canonici scende a otto, tra un po’ diventa una miniserie – mi ha convinto meno. E, sia chiaro, non per motivi tecnici. La realizzazione è sempre d’alta scuola, gli intrecci tra realtà storica e parziale reinvenzione, anche, gli attori tutti bravi. Più che convinto, dovrei dire coinvolto. Probabilmente perché i fatti – presi dalla Storia – iniziano a essere ripetitivi, a cominciare da tutte le spose di Henry VIII, forse perché le stagioni iniziano a somigliarsi un po’ troppo. Intendiamoci, è un pelo nell’uovo. Lungi da me nello sconfessare l’amore e il rispetto per il serial e per Hirst, solo che ho sentito un minimo distacco rispetto alle altre due stagioni.
Vabbè che con la prossima si chiude pure. Restano solo due mogli, ahah.


Quando nella scorsa stagione Grissom fece i bagagli, tremai di brutto: CSI senza di lui non avrebbe avuto più senso. Mi son dovuto ricredere. Non solo Fishburne da vita a un bel personaggio – anche se all’inizio un po’ troppo “spaesato” – ma anche gli episodi contano alcune perle interessanti (l’episodio 9×16, “Turn, turn, turn” con Nick Stokes protagonista e un tempo che va avanti e indietro collegando due indagini, episodio in cui il pathos ammalia la materia in genere “fredda” del serial). Poi, insomma, cos’è sta storia che zia Catherine, anche se diventata il capoccia, si vede sempre meno??? Ho capito ti sei scocciata pure te, ma mancano due stagioni (ormai una), fallo sto sforzo e se ci devi stare presenzia bene! Se non altro appunto, l’anno prossimo si chiude. Ed è un bene, perché nonostante abbia accusato bene il colpo “via Grissom” al tempo stesso la stanchezza inizia a farsi sentire. Per ora è solo un sussurro. Che già potrebbe essere un rischio per la decima stagione.


E terminano pure le avventure di JD & soci (almeno così pare). Le ultime due stagioni hanno risentito un po’ della stanchezza e – soprattutto – degli scioperi degli sceneggiatori, ma tutto sommato il serial è rimasto godibilissimo, le divagazioni mentali di JD pure. Poi insomma si sa, io JD lo adoro, mi son sempre identificato in quell’atteggiamento perennemente infantile, con la sua tendenza al sogno ad occhi aperti. Dovesse venirmi un giorno un concreto desiderio gay, JD sarebbe il compagno ideale!
Certo l’ultimo episodio è molto tradizionale, specie nella sua specularità col primissimo della prima stagone – con tanto di flashback – ma il flashforward finale lo trovo riuscitissimo, anche perché sfrutta un topos di Scrubs rileggendolo però sull’onda della commozione anziché della risata (fino a un certo punto, ovviamente, perché funziona proprio perché in quel pathos ci infila le solite assurdità à la JD – gli svenimenti continui a me hanno fatto ammazzare dal ridere).


«You can’t take a picture of this. It’s already gone».
Eh sì, ho riguardato pure l’ultima di Six feet under. In inglese, stavolta, grazie ai dvd. Inutile stare qui a fare i ripetitivi: praticamente un fiume di lacrime inarrestabile, specie sul finale vero e proprio, con la mia Claire che si allontana e viaggia nel tempo e nello spazio (futuro, ed è proprio il futuro? o è il futuro che Claire immagina? O entrambi?) accompagnata dalla note di Sia. Potrei dire quante volte ho riascoltato in questi giorni Breath me ma poi finisce che mi ricoverano.
Best season finale ever! E questo fotogramma lo adoro!

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5 risposte a “Serial finales

  1. Ale55andra 4 giugno 2009 alle 14:05

    Di Pushing daiesis mi mancano proprio gli ultimi tre episodi della terza serie.

    Con Tudors sono ferma ai primi due della seconda, ma conto di finirlo quest’estate.

    CSI non l’ho mai visto.

    Six feet under è un capolavoro fatto e finito. Insieme a Twin peaks il mio telefilm preferito in assoluto. I minuti finali poi sono davvero da brividi in ogni dove. Ah, il gotogramma è meraviglioso ^^

  2. UnoDiPassaggio 6 giugno 2009 alle 0:54

    Quello di Six Feet Under è the best season finale ever nei secoli dei secoli e come lui nessuno mai. Che se ne facciano tutti una ragione.

  3. Ale55andra 6 giugno 2009 alle 9:57

    Uno, ma infatti non ci sono cazzi. Nessun finale secondo me può batterlo.

    Ah con Scrubs sono ferma alla settima stagione, è l’unico telefilm al mondo che non riesco a vedere in lingua originale, non so perchè…

  4. MrDAVIS 7 giugno 2009 alle 13:00

    Il season finale di SIX FEET UNDER è IL FINALE per eccellenza: un giorno l ho fatto vedere in ufficio ad una mia collega e son dovuto correre in bagno a piangere!e lo stavo guardando da youtube fuori dal contesto!!!

    I Tudors li sto finendo ma ho i tuoi stessi dubbi: questa terza sreie mi sta prendendo molto meno rispetto alle prime due. Sarà che senza la Bolena non è più la stessa cosa, ma comincio a essere infastidito da Enrico VIII!

  5. NoodlesD 8 giugno 2009 alle 14:09

    Ale & UdP, ovviamente concordo. E sposo tranquillamente l’apparente esagerazione di Uno: non ci sarà niente di simile nei secoli a venire! Six feet under regnerà incontrastato.

    Davis, si anche io ho il terrore di guardarlo in compagnia SFU. Potrei diventare una fontana in pubblico.
    Mi rallegro di non essere il solo ad aver notato questo scarto nei Tudors. Poi se lo dice un fan come te, mi sento anche più tranquillo.

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