Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Star Trek (id., J.J. Abrams, 2009)


Non sono un fan di Star Trek, avrò seguito un po’ di episodi della serie classica anni fa, ma la dipendenza non è mai scattata. Probabilmente avrei perso qualche ammiccamento in sala se non fosse che avevamo intorno un po’ di trekkisti che facevano un po’ troppo nerd-ridicoli a dire il vero. Che poi magari io sarei nerd per loro che so con qualche altro film, tipo gente negli anni Settanta che indaga e viene incastrato alla grande da una minaccia più grande di lui ecc. ecc. Ma veniamo a noi. A me Cloverfield era sembrato una mega cazzata, e non ho cambiato parere. Ero entrato in sala stavolta supportato dai tanti commenti felici della connection, timoroso però che si riverificasse l’affaire Cloverfield. E invece no.
Star Trek è un nuovo inizio nel vero senso della parola. Si riparte letteralmente daccapo grazie alla geniale sceneggiatura e all’ossessione di JJ per il tempo, i salti temporali, le realtà parallele, che a quanto mi dicono erano pure i capisaldi del telefilm. Rifondare la trama di Star Trek è in fondo la risultante romanzesca di una tensione che è di tutto il cinema contemporaneo, da Tarantino a Nolan: rileggere il cinema che ci precede, ripensare il passato per creare un (nuovo) futuro cinematografico. Siamo dunque di fronte a un felice connubio, supportato da una regia orgogliosamente fracassona ma mai superficiale, una storia che costruisce i suoi personaggi caricandogli di quella patina cool che è tipica del cinema d’intrattenimento americano ma che al tempo stesso non rinuncia a delineare dei caratteri credibili, a giocare con flirt etero/omo, a gettare le basi per quello che si preannuncia un vero e proprio riavvio di saga, cinematografica. Abrams costruisce almeno un pugno di sequenze da antologia, capitanate tutte da quella che mostra la prima volta questa nave Romulana, una specie di coda irta di artigli, un riccio di ferro che sbuca da un buco nero, immagine potentissima che vale da sola a comunicare l’oscura potenza del villain di turno. Villain che, ci tengo a scriverlo, sarà pure il fetente della situescion, ma che ha pure delle motivazioni realistiche, che fanno sorgere interessanti riflessi tra la sua tragedia e quella dei “buoni”: in un tempo circolare e modificabile i lasciti degli scomparsi possono diventare dannazione come istigazione all’emulazione.
Un’ultima nota, che c’entra poco col film. Come si notava da souffle, c’è una curiosa inversione di rotta nel cinema americano: le donne vengono messe in disparte, a trionfare sembra essere il modulo western più o meno esplicitamente omoerotico. Zoë Saldana fa la solita parte (convincente per carità) della tipa seria e studiosa e un tantino rigiduzza. Che ovviamente non si fila questo Kirk scapestrato e sciupafemmine ma si invaghisce del più chiuso e involuto Spock. Che sembra alimentare il solito stereotipo (maschile) sulle donne: cioè che loro scelgano sempre sull’onda del cuore, del cervello, dei sentimenti, si si come no e scelgono uno che ha una testa pericolosamente simile a una supposta , invece del figaccione in fondo pure capace e non stupido? Sì, certo.
Ah, Zoë Saldana è una gnocca da paura. E in quella tutina rende bene davvero. Poi si chiama Uhura: più che un nome sembra un gemito sessuale.
P.s. curioso che le tutine di JJ somiglino molto più ai “pigiamini” della serie originaria che a una loro evoluzione più tecnologica. M’è sembrato un interessante rielaborazione vintage naif.

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7 risposte a “Star Trek (id., J.J. Abrams, 2009)

  1. steutd 22 maggio 2009 alle 20:58

    concordo da “cloverfield” fino a “vintage naif”

  2. souffle 23 maggio 2009 alle 7:15

    tra l’altro Abrams gioca bene la carta dello “scontro” che aveva funzionato molto negli anni ’80 (Star Trek: l’ira di Khan), uscendo dalle secche dell’utopia e della “filosofia” in cui erano precipitate alcune storie trekkiane.
    E innesca il conflitto amoroso tra i due “amici” per la medesima donna, che, credo sarà la battaglia nella battaglia. ^^

  3. latendarossa 23 maggio 2009 alle 17:06

    Sì però come si fa a credere ad un altro Spock che non sia Leonard Nimoy? E una domanda: c’è il teletrasporto? No, perché se non c’è sono amareggiato.

  4. gbanks 23 maggio 2009 alle 18:37

    il mio approccio a star trek è stato lo stesso tuo: ammiratore ma non certo fan sfegatato.
    e fortunatamente è stato lo stesso di abrams, che in questo modo è riuscito a tagliare i rami secchi come meno dolore rispetto a quello che avrebbe fatto un appassionato cultore della saga.
    sul ruolo femminile, sto pensando che forse hai ragione: almeno, gli ultimi due hit incontrastati di hollywood sono stati questo e fast and furious, in cui le donne hanno un ruolo accessorio e vengono considerate alla stessa stregua delle automobili.
    bisognerà tenerle d’occhio in attesa di conferme.

  5. Cinemasema 24 maggio 2009 alle 11:33

    Sì, anche per me siamo davanti un nuovo avvio di saga (e da appassionato non vedo l’ora), un rinnovamento che ricostruisce un nuovo mondo trek più adatto all’intrattenimento contemporaneo. E se ricordo bene, prendendo come spunto il commento di Souffle, il secondo film trek (L’ira di Khan) era superiore al primo degli ormai 11 film trek. Questo lascia ben sperare e sono sicuro che i “difetti” visti da molti cinefili si ridurranno notevolmente. La Uhura di questo trek è davvero bellissima (anche più bella della Uhura della serie classica). Forse lo sai già, in The Terminal di Steven Spielberg Zoe Saldana interpreta la parte di una poliziotta trekkista.

  6. NoodlesD 24 maggio 2009 alle 15:53

    souffle, forse questo scontro ormonale è stato proprio scelto per invogliare a seguire il prossimo episodio e vedere come va a finire ahah.

    tenda, in realtà Nimoy c’è eccome… eeeh sì. ma non posso dire di più.

    banks, in realtà io non sono neanche ammiratore. a dire il vero non m’è mai piaciuto troppo. l’ho sempre trovato un tantinello naif.
    speriamo che questa cosa cambi rotta. dateci donne protagoniste!

    cinema, si me la ricordo. anche lì era fichissima e sposava il fattorino messicano. (Tra l’altro io trovo quel film di Spielberg bellissimo,una favola moderna).

  7. Ale55andra 25 maggio 2009 alle 10:22

    Cloverfield a me sembrò un buon film, non certo il capolavoro che è parso a tutti. Su Star trek si concorda alla grande.

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