Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Disastro a Hollywood (What Just Happened, Barry Levinson, 2008)


Accontentiamoci di una cosa: De Niro sembra essere tornato non dico agli antichi fasti, ma almeno a metterci un po’ di partecipazione quando recita, a non buttare lì smorfiette e battute come uno che ha ben altro da fare e va di fretta. Non resta molto altro però del film, e siamo necessariamente esigenti visto che dietro la mdp c’è Levinson che ci ha abituati a ben altre pellicole – magari non capolavori assoluti, ma perfetti meccanismi da commedia sì. Disastro a Hollywood – pessimo titolo, ma va? – è invece un film indeciso, che sembra non partire mai: si attende la svolta continuamente, ma la svolta non arriva; è una serie di quadretti ravvicinati, legati un po’ con lo sputo. Il lussuoso parterre d’attori (Willis, Tucci, Wright-Penn, Penn, Keener, Turturro) appare sprecato per una storia che non decolla e che fino all’ultimo non sa decidersi né per la commedia né per il dramma restando un innesto amorfo, sprecando anche qualche buona occasione – oltre che il potenziale degli attori. Alcuni – come Penn – fanno poco più di una comparsata, altri – Willis – restano congelati in personaggi che ripetono fino all’ossessione il loro vezzo. Ed è un peccato perché si sarebbe potuto sfruttare molto meglio il binomio realtà/cinema visto che proprio questi due interpretano se stessi, in una versione leggermente caricaturale che però non morde né diventa autoironica e stanca dopo neanche tre battute.

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12 risposte a “Disastro a Hollywood (What Just Happened, Barry Levinson, 2008)

  1. souffle 26 aprile 2009 alle 18:17

    purtroppo hai ragione, io sono stato fin troppo generoso. Il libro era decisamente meglio. Un saluto.

  2. Fanny60 26 aprile 2009 alle 18:37

    Cerco sempre di trovare qualcosa di buono in un film. Anche quando, oggettivamente, risulta difficile..
    mi sono interrogata,comunque, sul senso dell’operazione cinematografica in se(voluta da De Niro per la sua Tribeca)dopo il libro(di successo).

  3. Ale55andra 27 aprile 2009 alle 13:42

    Insomma, secondo me, al di là di alcune stereotipizzazioni di troppo (l’uomo che ha la vita privata e lavorativa incasinata…), a me il film è garbato, anche se non del tutto. Cioè tu hai perfettamente ragione, però qui e lì ci ho trovato qualche guizzo interessant e poi sinceramente dove lo vediamo più Bruce Willis così barbuto e imbolsito dare fuori di matto in quella maniera e Sean Penn essere ucciso insieme al suo fedele cane? Un pò di ironia sarcastica verso il mondo del cinema è presente, anche se sostanzialmente il colpo non viene mai affondato decisamente. Tutto sommato io non l’ho trovato così negativo come film.

  4. NoodlesD 27 aprile 2009 alle 17:53

    souffle, io il libro neanche l’ho letto. ma dpo aver visto il film non mi vien gran voglia…

    Fanny, verissimo, è proprio un film che da l’impressione di non andar da nessuna parte.

    Ale, brus è spettacolare con la barba… ma non c’è nient’altro, oltre alla barba.

  5. Memole7 27 aprile 2009 alle 19:02

    Non so perchè ma questa pellicola non mi attrae, forse per il titolo..non so.. o forse perchè ne ho sentito parlare non benissimo.

  6. testabislacca 27 aprile 2009 alle 23:22

    Che cosa penserai di me quando ti avrò detto che a me non è dispiaciuto?
    🙂
    A parte la pessima traduzione del titolo originale.

  7. Ale55andra 28 aprile 2009 alle 17:28

    Il titolo italiano è un’offesa al buongusto, ma vabè ci siamo abituati…

  8. NoodlesD 28 aprile 2009 alle 17:35

    testa, i gusti son gusti, figuriamoci. Anche atri miei amici l’hanno apprezzato.

    ale, ovviamente quel titolo non si può guardare.

  9. utente anonimo 2 maggio 2009 alle 14:08

    Perfettamente concorde.
    Anche (e soprattutto) sul maggior impegno profuso da De Niro. Ad anni luce dalle prove del suo periodo d’oro, ma almeno dignitoso.

    Un saluto,
    Mr. Hamlin

  10. Cinemasema 3 maggio 2009 alle 17:15

    Questo film mi era proprio sfuggito.

  11. AlDirektor 7 maggio 2009 alle 14:43

    Concordo con te. Un film che non graffia e non fa nemmeno ridere. Piena sufficiente ma nulla più. E De Niro non mi è piaciuto proprio.

  12. utente anonimo 14 maggio 2009 alle 15:35

    mentre guardavo il film pensavo ad un elettrocardiogramma piatto. Mi incuriosisce sapere come è andata la famosa anteprima, se anche là gli spettatori reagivano come quelli di Fiercing.
    Vale – Recensioni à Go Go

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