Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Nemico pubblico n. 1 – L’ora della fuga (L’ennemi public, Jean-François Richet, 2008)


Per una volta il (sotto)titolo italiano potrebbe non risultare campato per aria, anche se ci si potrebbe comunque accusare – come sempre – di illustrare l’ovvio. Ma il secondo capitolo delle gesta di Mesrine, in fede a quel titolo apocrifo, spinge più decisamente verso una regia nervosa, uno sguardo frammentato ed isterico. E lo fa, curiosamente, in una seconda parte che registra anche qualche momento di stasi in più, ma dove le (nuove) fughe sono comunque il motore dell’azione, che stavolta coinvolge persino la politica, anche se solo di striscio. Non conosco così bene la vita di Mesrine: dal film mi pare di capire che la sua adesione ai gruppi armati politici (siamo negli anni delle BR) sia dettata da una spinta vaga, dalla volontà di far collimare le proprie gesta con quelle di un ideale più grande. Ma al fondo, Mesrine resta un gangster come dimostra il confronto dialettico con il miliardario rapito: il suo unico motore è il denaro, non l’ideale. Nel film la questione politica è indagata dalla sua ottica per cui ne vien fuori un quadro un po’ troppo naif, che può essere giustificata – ma non del tutto – adducendo al film il punto di vista del suo personaggio.
A farla da padrone è ovviamente Cassel, anche a danno degli altri attori/personaggi, fagocitati dalla presenza febbrile di Mesrine, grazie a un’immedesimazione fisiognomica impressionante, con tanto di chili di sovrappeso che lo aiutano a gestire un personaggio via via sempre più inafferrabile (in tutti i sensi), sempre più invischiato nella sua stessa fame di azione da non poter (e non volerne) uscire più. Lo sguardo di Cassel si inabissa e al tempo stesso si fa iperattivo, assorbendo la cinesi impazzita degli eventi. Gli altri personaggi lo affiancano per qualche momento ma non sono che stazioni di snodo nella vicenda fatale del protagonista. Persino il grande Amalric (che ormai è ovunque, e la cosa ci fa piacere) deve limitarsi a restare sullo sfondo narrativamente, come complice, e cinematograficamente – ma ha l’umiltà del grande che si mette in disparte e gioca di sottrazione accettando un personaggio più in ombra.
E poi c’è Ludivine, che pure non ha proprio questa grande incidenza nell’intreccio. (Ma potevate mai pensare di uscire da questa recensione senza passare per lei? È come quei giochi di società, sosta obbligata). Ludivine che entra in scena e nel film con un’inquadratura truffautiana, un carrello che insegue le sue gambe e i tacchi che accarezzano l’asfalto come un danza sensualissima. Cinque minuti dopo la vediamo cavalcioni a Cassel, nuda e umidiccia, squisito peccato da cogliere all’istante. Sequenza inoltre che ci fa ben sperare: tempo fa aveva dichiarato che dopo essere diventata mamma non avrebbe più mostrato le sue grazie al pubblico, con grande disperazione del pubblico maschile. Pare che abbia cambiato idea. O forse l’intervista era posteriore all’uscita di L’ora della fuga, al che noi ce lo prendiamo nel secchio.


Inutile firmarsi. Si sa già.

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5 risposte a “Nemico pubblico n. 1 – L’ora della fuga (L’ennemi public, Jean-François Richet, 2008)

  1. NoodlesD 23 aprile 2009 alle 19:03

    http://cineb[..] Nemico pubblico n. 1 L’ora della fuga Noodles [..]

  2. Fanny60 23 aprile 2009 alle 20:43

    Ummadonna..dimenticavo che prima del 2 c’è questo.E’ reperibile in dvd?
    (troppi film da vedere…troppi..)

  3. Fanny60 23 aprile 2009 alle 21:06

    Intendevo dire che c’è una prima parte.. prima della ..seconda!
    sorry.

  4. utente anonimo 26 aprile 2009 alle 2:57

    Perdonami se intervengo probabilmente a sproposito in questo intervento.

    Mi presento: sono Drewes, autore del blog cinematografico “Angolo dei film” ( http://angolofilm.blogspot.com/ ).

    Mi piacerebbe poter effettuare uno scambio di link tra i nostri due blog, considerando che si occupano dello stesso tema.

    Che ne pensi? Spero di risentirti, in qualche modo.

  5. latendarossa 27 aprile 2009 alle 14:14

    E infatti ci sono, a corredo del post ben 2 dico 2 foto di Ludivine (alla quale va il mio apprezzamento) oltre alle 2 foto di Cassel. Voglio andare a vedere questo film!

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