Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Che – L’Argentino (Che – Part One, Steven Soderbergh, 2008)

È un po’ prematuro scrivere di Che – L’argentino, visto che è solo la prima parte di un dittico che si preannuncia – dai recensori di Cannes – come un progetto dialogico, come due capitoli costruiti quasi in antitesi, quindi per comprende a pieno il lavoro di Soderbergh probabilmente dovremmo attendere maggio (quando uscirà appunto Guerriglia). Tuttavia, molto temerari, ci addentriamo nella giungla dell’azzardo e tentiamo di scrivere due cosucce a caldo, e magari poi rivederle a visione completa ultimata.
Che – L’argentino ha innanzitutto un merito evidente: ha il coraggio di affrontare uno dei più grandi miti culturali e politici del mondo contemporaneo e riesce pure a non tratteggiarlo come un santino. Anzi, Soderbergh racconta il suo Che sempre in mezzo alla folla, evita quasi sempre il primo piano, non si sofferma mai troppo sul volto di Del Toro, sfuggendo ogni rischio agiografico. Questo però rende il film a volte un po’ freddo (e la freddezza è uno dei talloni d’Achille del cinema di Soderbergh), un tantino discontinuo, si avverte a volte la sensazione che non si sappia dove stia andando a parare e che voli un po’ troppo superficialmente su alcuni snodi storici importanti. A ciò si aggiunge qualche sequenza in cui la questione cubana è snocciolata sotto i nostri occhi con un paio di dialoghi un po’ troppo illustrativi per essere convincenti e realistici.
Ma tutto sommato è un film che alla fine comunque affascina, merito anche della grande immedesimazione di Benicio Del Toro – premiato a Cannes – non solo attraverso un camaleontismo fisionomico impressionante, ma soprattutto con un’interpretazione dosata e minimale, senza strafare e senza piazzate. Scortato dalla regia e da questa interpretazione, viene fuori un Guevara quasi inedito eppure convincente, realistico, il Guevara uomo, vivo, e non ancora immacolato dall’incensamento delle magliette.

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17 risposte a “Che – L’Argentino (Che – Part One, Steven Soderbergh, 2008)

  1. famekimika 11 aprile 2009 alle 13:40

    ciao, sto mettendo su un piccolo negozietto virtuale dove poter esporre le mie creazioni in legno e non solo (collane, orecchini, oggetti da scrivania, portafoto, ciondoli, etc..), mi farebbe piacere se, quando hai tempo, volessi farci un salto giusto x curiosare! Basta cliccare sul mio link al blog.
    In caso contrario scusa il disturbo…

  2. utente anonimo 11 aprile 2009 alle 13:49

    nessuno t’amerò come…?

    sai benissimo che è solo una cazzata…perchè la scrivi ?

  3. MissPascal 12 aprile 2009 alle 17:00

    non ricordavo il particolare su tesi e antitesi per la prima e la seconda parte del film: ora sono ancora più curiosa. in effetti è certo prematuro dire qualsiasi cosa “esaurita” la sola parte cubana, aspettiamo il 30 per parlare, anche se qualcosa a me scapperà. e quel qualcosa non è la pipì. 😉

  4. pickpocket83 12 aprile 2009 alle 17:02

    Sentimenti ambivalenti di curiosità e pessimismo mi animano su questo film. Le tue parole comunque mi rassicurano un po’… Vedremo il da farsi. 🙂

    Intanto auguri di buona Pasqua da parte mia. A presto.

  5. testabislacca 13 aprile 2009 alle 0:51

    Ieri sono stata sul punto di andare a vederlo, poi ho ripiegati su Duplicity.
    Genere completamente diverso, ovvio.
    Spero tu abbia passato una buona giornata, Noodles.
    Notte.

  6. SLec 13 aprile 2009 alle 17:27

    Benicio, grandissimo, voto 10, il film 6, confuso?, troppo avanti e indietro, e poi Benicio è l’unico che ti ricordi, e molto, gli altri no, non riesce a essere un film corale.

  7. NoodlesD 13 aprile 2009 alle 21:36

    Miss, bellissimo il finale! attenderò con trepidazione ciò che ti scappa (che non è la pipì).

    pick, non sono proprio un difensore di Soderbergh, anzi per ire lo preferisco in versione cazzona (Oceans) a quella pseudo impegnata.

    testa, Duplicity com’è? mi incuriosiva…

    SLec, è vero alcuni personaggi secondari sono un po’ fumosi…

  8. WilliamDollace 14 aprile 2009 alle 0:18

    mi manca ancora ma temevo il peggio, invece. non sapevo nemmeno io dell’antitesi.

  9. valentinaariete 14 aprile 2009 alle 11:51

    Una noia mortale.

    Un personaggio che potrebbe essere un qualsiasi guerrigliero e non la figura storica affascinante che io conosco.

    Soderbergh non è assolutamente la persona adatta per un argomento del genere.
    Si vede che non conosce a fondo il personaggio e che ha trovato grosse difficoltà nel trattarlo.

    Si salva solo Del Toro che però non mi convince del tutto.

    Un’occasione decisamente sprecata!

  10. utente anonimo 14 aprile 2009 alle 21:46

    Non si salva nemmeno Del Toro perchè non ha una scena d’attore, un bel primo piano, è sempre in ombra o di striscio

  11. testabislacca 15 aprile 2009 alle 1:10

    Duplicity è un film intelligente. Tanto ben congegnato che non ci ho capito una beata.
    Del Toro mi attizza. Si può usare questo linguaggio da caserma nel tuo blog?
    🙂

  12. Ale55andra 15 aprile 2009 alle 11:10

    Del Toro attizza anche me e potrebbe essere l’unico motivo a spingermi a vedere questo film, ahah

  13. latendarossa 15 aprile 2009 alle 14:51

    Confesso che sono incuriosito, ma mi preoccupa un pochino sia il regista (leggendo diversi commenti, ho notato che tutti battono su questa “freddezza”) sia il fatto che si tratta della prima parte di un dittico (che poi ti dirò Guevara non è tra i miei personaggi “leggendari”).

  14. Cinemasema 15 aprile 2009 alle 16:03

    Avevo pensato di non vederlo (aspettando il DVD), ma adesso ho letto alcune recensioni interessanti compresa la tua (tesi-antitesi) molto invitante. Spero di trovare il tempo per vederlo al cinema.

  15. NoodlesD 15 aprile 2009 alle 20:29

    WD, devo dire che quell’affare dell’antitesi mi inciccia parecchio.

    valentina, ti dirò che quel taglio più realistico, poco mitico a me è piaciuto. Poi certo qualche freddezza e rapidità di troppo c’è. Ma tutto sommato m’è andato a genio.

    anonimo, secondo me quel rifiuto del primo piano è uno degli aspetti positivi del film.

    testa, si può usare eccome! spesso lo uso anche io nelle recinzioni.

    Ale, be’ Del Toro è un gran figo, c’è poco da dire. e anche un grand’attore.

    tenda, vai tranquillo: neanche a me il Che ha mai ispirato chissà quali escandescenze fansistiche.

    Cinema, dacci un’occhiata che poi sarei curioso di sentire il tuo parere su questo doppio lavoro.

  16. Spyker 17 aprile 2009 alle 20:13

    visto, e devo dire che mi è piaciuto solo in parte.
    il parallelismo tra i flash back e il “presente” 1964 era davvero interessante.
    lo stampo da documentario di guerra rendeva bene l’idea delle atmosfere che si vivevano, rendendo il personaggio stesso un personaggio spogliato da ogni romanticismo artificioso..
    non male, anche se i piani sequenza che costruivano la maggior parte del film mi hanno esaurito!

  17. Ivanatropinica 23 aprile 2009 alle 14:11

    Io l’ho visto l’altro ieri e mi è piaciuto molto.
    E soprattutto, come te, sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che Guevara fosse visto come un uomo tra gli uomini, senza troppi proiettori puntati addosso.
    Spero che questo film apra gli occhi a tutte quelle persone che pur dicendo di sostenerlo non hanno la più pallida idea di chi in realtà sia stato quest’uomo, sminuendone il grande “spessore umano”…
    Ciao!
    Ivana

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