Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

A personal portrait of Marilyn. IV

Tendo a ricordare Marilyn attraverso le foto, più che attraverso i fotogrammi.
E non perché non la consideri una grande attrice. Non c’entra nulla il giudizio critico. È solo un processo mentale. C’è stato un periodo dell’infanzia e dell’adolescenza che cercavo disperatamente le sue foto e me le studiavo fin nei loro minimi particolari: seguivo la curva delle labbra, mettevo a confronto i sorrisi, studiavo il tono dei capelli. Le luci della ribalta si facevano più miti, il volto di Marilyn diventava un continente da esplorare e ri-scoprire.
Mio nonno è uno che conserva tutto. Il suo stanzino, il suo scantinato sono pieni di casse del tempo che appena le aprivo potevo rileggere il mondo e un’Italia che non avevo mai conosciuto: mi bastava sfogliare le riviste. Un giorno trovai questo numero di Oggi. Apparteneva a degli anni in cui Marilyn era ancora viva. Per me fu un’esperienza del tutto nuova, leggere di lei senza quel retrogusto amaro e infelice, leggere semplicemente un gossip di un’attrice di successo. Analizzavo le rielaborazioni, le differenze delle stampe dei colori, rispetto al violento realismo delle immagini contemporanee su quelle riviste del nonno scoprivo un mondo diverso, il mondo in cui lei aveva vissuto e mi arrivavano le briciole del  suono degli applausi e delle grida dei fan di allora, come un segnale fioco ma chiarissimo che giungesse da una galassia lontana, una registrazione stellare morta nel momento stesso in cui io la ascoltavo, eppure vivissima nella sua riproduzione.
Il tempo s’era mangiato un po’ della copertina, i denti degli anni avevano affondato senza pietà scrostandone un po’ i colori, ma eccola lì, c’era lei in una foto a mezzo busto vestita di rosso, la testa reclinata e una mano allungata come rivolta a me. Rideva.
E poi gli anni passavano e dietro il sorriso, dentro gli occhi e lo sguardo della diva iniziavo a scorgere la solitudine di Norma Jeane. Fu proprio scoprendo che esisteva Norma Jeane prima di Marilyn che l’osservazione mutò, che tutto si capovolse. La scoperta più eclatante fu accorgermi di quanto numerose fossero quelle foto anti-divistiche. Da allora le mie immagini preferite di Marilyn sono quelle apparentemente più anonime, quelle catturate dai paparazzi o quelle comunque preparate ma che mostrano una Marilyn quotidiane, seduta nel suo appartamento a leggere un libro.

P.s. Uno dei futuri ritratti personali su MM sarà costituito da sole immagini.

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13 risposte a “A personal portrait of Marilyn. IV

  1. daddun 8 aprile 2009 alle 10:05

    Immagini spettacolari!

  2. Fanny60 8 aprile 2009 alle 12:59

    Quando ero più giovane, avevo un poster gigante alla parete tratto da Fermata d’autobus, che faceva il paio con quello di Alain Delon in cappotto e barba incolta tratto da L’ultima notte di quiete.. bel vedere e bei tempi!!

  3. NoodlesD 8 aprile 2009 alle 20:23

    Fanny io ho quel quadro proprio nella mia stanza! E un altro in b/n in cui Marilyn è alla finestra.

  4. utente anonimo 8 aprile 2009 alle 20:45

    mi domando su quest’ossessione dell’infanzia, anch’io l’ho vissuta così come l’hai descritta. quanto si è scritto e quanto poco siamo riusciti a dire su questo archetipo…
    pw

  5. utente anonimo 8 aprile 2009 alle 22:47

    Le foto di Norma Jean sono in assoluto le più belle e le più vere.
    Ciao Nood.

  6. utente anonimo 8 aprile 2009 alle 22:48

    Nood, sono testa bislacca: firefox è fuori uso. 😦

  7. NoodlesD 9 aprile 2009 alle 23:16

    pw, il bello dei miti è che sono inesauribili e sempre misteriosi.

    testabislacca, concordo

    grazie udipì! 😛

  8. souffle 10 aprile 2009 alle 21:19

    che post meraviglioso noodles.

    io adoro Marilyn, magari in modo diverso da altri, ma la trovo favolosa animale da celluloide.

    Meno stupida di quello che sembri.

    Ti confesso una cosa: quando, in Some Like It Hot lei canta I’m Through With Love, dichiarando che ha deciso di dire basta all’amore perchè soffre troppo (e Tomy Curtis decide di smettere di fare lo stronzo e di stare con lei, rivelandosi) io piango come una fontana. Sempre.

    Sono un povero cretino, lo so.

  9. NoodlesD 11 aprile 2009 alle 14:25

    souffle, be’ allora siamo in due. Io faccio anche di peggio. ormai ho la sensazione che ovunque veda Marilyn, qualsiasi cosa faccia, anche quando ci va sganasciare con le sue battute da svampita, be’ anche lì non posso far a meno di commuovermi lo stesso. Giorni fa guardavo delle foto di Cecil Beaton: foto normali, Marilyn sorride, eppure a me sembravano tristi e nostalgiche. E mi son commosso.

  10. MrDAVIS 11 aprile 2009 alle 15:36

    Io in camera appeso ho la foto più straordinaria che sia mai stata fatta ad una persona secondo me: Marilyn che fuma guardando verso il basso dalla cima di un palazzo. Quello sguardo è la cosa più bella che mai ho visto in vita mia.
    E sono proprio questi suoi sguardi che mi hanno fatto innamorare di lei: c’è una foto dal set di QUANDO LA MOGLIE E’ IN VACANZA in cui sbuca in accappatoio che è semplicemente deliziosa e un’altra mentre legge seduta tutta pensierosa in cui sarebbe da fissare x ore. La stessa Marilyn, 3 diverse Marilyn. Perchè lei era tutto fuorchè ordinaria: dentro sè aveva mille Marilyn diverse che solo i più attenti hanno saputo amare, conoscere ed adorare. E mi sneto fortunato di essere tra questi, con un pizzico di presunzione lo dico fiero.

  11. NoodlesD 13 aprile 2009 alle 21:44

    Davis!!! anche io ho quel poster!!! insieme a un posato da Fermata d’autobus. Marilyn è un caleidoscopio dell’eterno femminino. Non c’entra la bellezza oggettiva – che pure c’era. E’ il miracolo di essere un prisma di bellezza assoluta.

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