Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Two Lovers (id., James Gay, 2008)

Le persone guardano le foto. Non c’è bisogno che ci stiano anche dentro.

Ci sono dei film che – sin da subito – percepisci a livello cellulare prima che cuore e cervello seguano a ruota come salmoni nella corrente. Ed è il caso di Two Lovers, per cui mi è davvero difficile scrivere. Sui titoli di coda ero devastato, commosso, toccato nella parte più profonda. Ho sempre avuto un debole per i “piccoli” film d’autore, carichi di un amore così travolgente che riesci a scorgerlo in ogni fotogramma. Amore per una città, New York, che per me è l’America, il Cinema, Woody Allen. Il Sogno incarnato nell’Architettura e nell’Urbanistica. Gray ci spedisce cartoline inedite della città planando tra i grattacieli, anche se preferisce poi l’angusto spazio degli appartamenti. E anche quando sale sul tetto in realtà gioca con mura e insenature, scegliendo l’angolo stretto, ostacolando la visuale, anziché perdersi nel controcampo del panorama, in sequenze che sono un’affermazione d’amore per la tradizione americana, il tetto come luogo precipuo di svolte nevralgiche del racconto per immagini, da Fronte del porto a Radio Days. In fondo la trama del film di Gray si potrebbe definire più trita che classica, ma la regia, gli interpreti e la scrittura rendono tutto così nuovo e – soprattutto – così intimamente legato allo spettatore e (si intuisce) al regista, che non si può che commuoversi di fronte a tanta sincerità – a fine proiezione ho dovuto fare il pagliaccio con gli amici per celare la mia devastante commozione a quello sguardo finale, quegli occhi che hanno un guizzo e si perdono nel vuoto. Finale triste e felice insieme. Molte opere narrative, anche di valore, spesso ci hanno raccontato l’amore in modo poco realistico, a volte metaforizzando, altre volte ricorrendo sineddoticamente a scene madri (e parlo di film riusciti). Two Lovers racconta l’amore in modo realistico, non temendo di essere ruvido, quando serve. L’amore è carne e sangue, spesso angariato da dinamiche contraddittorie che non concedono nemmeno la scelta, ma che scelgono per te. Riuscitissima la scelta dei protagonisti. Phoenix in un ruolo agli antipodi dagli altri duri del cinema di Gray, introverso e impacciato e proprio per questo carico di un’umanità straziante. Gwyneth Paltrow che non mi è mai piaciuta più di tanto, ma quando azzecca un ruolo – ossia quando gliene affidano uno del tutto diverso da quelli suoi soliti (vedi alla voce Margot Tenenbaum) – è insuperabile.

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9 risposte a “Two Lovers (id., James Gay, 2008)

  1. fmmasala 2 aprile 2009 alle 17:02

    anche a me gli occhi alla fine mi hanno commosso, sono persi, gioia o disperazione? il finale è inquietante, cosa succederà dopo?

  2. souffle 2 aprile 2009 alle 19:38

    credo che il film abbia toccato ognuno in modo diverso ed è bello e giusto così per un film vero.
    Io che so quel che vuol dire essere lasciati e anche cercare Amore dove sai che non potranno dartelo mai, ho sofferto molto vedendo questo film.
    (ps scusa la parentesi biografica, noodles, ma io nel tuo blog mi sento a casa di un amico)

  3. Iggy 3 aprile 2009 alle 15:36

    In effetti la potenza di questo film è che lo senti dopo pochi minuti dalla fine, quando inizi a cucirlo addosso alla tua esperienza. Gray ha fatto un lavoro magistrale nel mettere in scena questa storia, davvero non so più che parole usare!

  4. Cinemasema 3 aprile 2009 alle 18:11

    Continuo a leggerne bene ovunque. Non sto più nella pelle. Dev’essere una continua interminabile emozione!

  5. AlDirektor 3 aprile 2009 alle 21:33

    Bel film, con finale perfetto e oltretutto terribilmente ambiguo. D’accordo sulla perfezione dei diversi contributi tecnici e artistici e sulla bravura di Gwyneth Paltrow.

  6. MrDAVIS 4 aprile 2009 alle 22:18

    Delicato, sofferente, prezioso.Grazie Gray!

  7. daddun 8 aprile 2009 alle 10:06

    Le stesse emozioni alla fine del film le ho provate anch’io: è stato impossibile – almeno per me – rimanere indifferente alla storia di Leonard. Grandissimo film!

  8. MissPascal 11 aprile 2009 alle 11:34

    “dinamiche che scelgono per te”, verissimo. a lui va anche bene, no? l’amore per una inconsistente e incostante come gwyneth quanto può durare, su….anche io alla fine ho pianto, perché credevo che il viaggio di nozze, nell’ottica di “riciclo” in cui joaquin si mette, glielo facesse fare con i biglietti prenotati per l’altra.

  9. NoodlesD 11 aprile 2009 alle 14:23

    Miss, vero. E’ quello il punto secondo me. Il finale non è neanche banalmente negativo. E’ realistico. Nella vita spesso succede così, non che ci accontentiamo di una felicità di secondo grado, ma che capiamo quale sia la felicità, anche se non come ce la saremmo aspettata.

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