Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Frozen River – Nemico pubblico n. 1

Melissa Leo è una di quelle attrici del sottobosco cinematografico americano che meriterebbe ben altro lustro vista la sua bravura. In Frozen river regge quasi da sola il film che, per il resto, mi ha convinto a metà ed è stato una parziale delusione (mi aspettavo molto, devo dire). È la versione negativa dell’opera-Sundance: basso costo, macchina a mano ma con una regia che non riesce a dare vera profondità alla storia e ai personaggi e butta via un colpo potenzialmente vincente offerto dal paesaggio che resta solo cartolina, sfondo della vicenda mai realmente mescolarato col dna della storia. Forse un regista più esperto sarebbe riuscito ad amalgamare meglio i due aspetti, ma nell’opera della Hunt si avverte una certa incompiutezza, salvata appena dalla breve durata.

Nemico pubblico n. 1 – L’istinto di morte (L’instinct de mort, Jean François Richet, 2008).


Sospeso tra polar autarchico e gangster movie all’americana, L’istinto di morte, prima parte di un dittico sulla vita e le avventurose gesta criminali di Jacques Mesrine, famoso “bandito” francese degli anni  70, trova il suo punto di forza in una regia martellante che non s’attarda a rimuginare ma immerge lo spettatore in una girandola infinita di eventi (il cui unico rischio, a volte, è di rendere un po’ troppo episodica la storia). A un incipit schizofrenicamente depalmiano, con tanto di splitscreen, segue uno stile più asciutto ma frenetico come la pioggia di proiettili di un’automatica. Ottima performance di Vincent Cassel, che da luogo a un personaggio a volte anche indigesto e discutibile, e ovviamente ci fa sempre piacere rivedere Depardieu, in qualsiasi salsa. E nel successivo capitolo ci sarà Ludivine!!!

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8 risposte a “Frozen River – Nemico pubblico n. 1

  1. UnoDiPassaggio 28 marzo 2009 alle 12:52

    E bellissima l’ultima inquadratura del primo film del dittico di Richet. Al viso di Cassel si sovrappone uno schizzo di sangue sul finestrino, una deformazione sensoriale quasi alla Francis Bacon. Nella bella sequenza iniziale Ludivine promette quello che manterrà, ne sono certo.

  2. Ale55andra 28 marzo 2009 alle 16:51

    A me Nemico pubblico n. 1 è piaciuto veramente molto, anche per tutti i motivi da te, e da me, citati. L’altro lo vedrò al più presto, forse domani o stasera.

  3. Asoka 28 marzo 2009 alle 19:33

    Ciao, mi permetto di invitarti a visitare Comublog, dedicato a tematiche quali diritti animali, vegetarianesimo, etc.

    Nel caso non fossi interessato, perdonami 🙂

    Buon viaggio comunque, gentile viandante e grazie per l’attenzione.

  4. NoodlesD 28 marzo 2009 alle 21:46

    UdP, concordo. Anche sul fatto che Ludivine manterrà le promesse. Le mantiene sempre.

    Ale, be’ anche a me è garbato parecchio.. ma non al punto d’andarlo a rivedere. anche perché devo ancora recuperare qualche altro film.

  5. Iggy 30 marzo 2009 alle 9:52

    Ma sai che non conoscevo la Leo prima di questo film? Cos’altro ha fatto, consigliami qualcosa

    Il film di Richet mi stuzzica, ma a questo punto preferisco aspettare l’uscita della seconda parte

  6. NoodlesD 30 marzo 2009 alle 16:32

    Era in 21 grammi e in Le tre sepolture di lee Jones (film che trovo molto bello davvero).

  7. Iggy 3 aprile 2009 alle 15:32

    Ma che vergogna! E pensare che li ho visti entrambi. Proprio non la ricordavo

  8. NoodlesD 3 aprile 2009 alle 16:35

    forse proprio perché certi attori si mimetizzano bene… hanno facce molto comuni che rendono benissimo per alcuni personaggi.

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