Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Parlare al telefono, mi piace. Con determinate persone, certo. L’interlocutore è pura voce, una sineddoche sonora che ti evita qualsiasi distrazione del corpo, dei gesti dell’altro. C’è solo la sua voce e la tua. E mentre parli puoi – con un cordless – ruminare qualche passo di qua e di là.
Due giorni fa abbiamo parlato al telefono credo per due ore. Era qualche anno che non marcivo così tanto all’apparecchio. Sono tornato un po’ a quelle telefonate adolescenziali, sapete. In genere si parte sempre dal contingente, che spesso si traduce in un più o meno elegante inciucio su qualcuno/a. Poi però con lei spesso si finisce, così, di botto, a parlare che so di Ulisse e di Dante. E del mito di Ulisse all’interno della cultura umana. (Ha appena scritto una tesina sull’argomento). C’è uscito pure Kubrick alla fine, col suo bimbo delle stelle. Anche se, quando mi ha chiesto: ma tu il finale come lo interpreti? Eh, ho detto, ce l’abbiamo dieci ore pulite?
No perché l’assurdo è l’ora a cui stavamo parlando. Praticamente da vampiri. Da mezzanotte alle due. Più draculiani di così…
Poi chissà perché con certe persone alla fine finisco con toccare sempre gli stessi argomenti. Non che sia noioso. Semmai sono noiosi i miei argomenti, spesso, specie se riguardano me. Ma ormai ho sviluppato una sana (auto)ironia che mi permette di guardare alle mie miserie con un certo distacco. Spero non sia una falsa tregua, perché è piacevole. Mi fa sentire meglio. Come quando rinunci semplicemente a ottenere delle cose e inizi a osservarle con maggiore disincanto. Sarebbe una grande conquista. Ma dubito che duri.
Interlocutori come lei li adoro. Amiche come lei. Stavamo ragionando sul fatto che più si va avanti con gli anni più è difficile stringere vere amicizie, forti, durature, profonde. Come la nostra, appunto. Posso dire di avere tre amici veri. Non sono pochi certo, ma la cui conoscenza risale per tutti a anni fa ormai. Eppure mi sembra assurdo che non possano entrare altri amici in futuro nella mia vita. Però è come una di quelle cose che in teoria dici ma sì deve accadere, ma poi non riesci a credere che succeda praticamente. Come la risoluzione delle mie idiosincrasie. Come se qualcuno arriva a ti dice che gli alieni esistono; posso pure dire okay ci credo, non possiamo essere soli nell’universo… ma io però l’ufo non l’ho mai visto, capisci?

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11 risposte a “

  1. utente anonimo 15 marzo 2009 alle 12:58

    Stamattina mi sono svegliato con umore tranquillo. Dopo vari compiti di routine mi siedo davanti al pc e aggiorno i feed. Leggo il tuo post e si risveglia un certo dolore sottocutaneo.
    Quando leggo “Stavamo ragionando sul fatto che più si va avanti con gli anni più è difficile stringere vere amicizie, forti, durature, profonde.” mi prende una fitta che di sicuro non riuscirò a levarmi per tutta la giornata.. ormai è qui e mi sento sempre peggio.
    Sono arrivato quasi ai trenta e di vere amicizie non ne ho mai avute (imbarazzante leggerlo vero? come leggere di un uomo vergine a 40 anni!), mai sapute tenere per sociopatia e altri motivi. A quasi trent’anni sono praticamente depresso perchè telefonate come le tue non riesco nemmeno a immaginarle. Amicizie vere come avrei in fondo voluto non ci sono state e non ci saranno, e ancora non riesco ad accettarlo perchè per me è innaturale. Per te è assurdo che non possano entrare altri amici in futuro nella tua vita e hai ragione: le persone diventano conoscenti o colleghi e nulla più. È assurdo dover restare solo e non poter davvero condividere nulla.

    Non ho altro da dire (di patetico).

  2. MrDAVIS 15 marzo 2009 alle 13:00

    uh, le telefonate..a volte le amo, altre volte le odio. Ma quel tipo di telefonata di cui parli nel post è senza dubbio solo da amare.E’ come l’atto dell’innamoramento: sei li che parli e non ti accorgi di quanto ti sta succedendo.

  3. latendarossa 15 marzo 2009 alle 14:34

    Parlare al telefono, già. Quello che dici è verissimo. Quelle telefonate lì, che durano ore, e non ti stancheresti mai, e sembra che il tempo sia volato. Un po’ come quando ti innamori, come ha suggerito qualcuno prima di me.Qualcosa che non ti pesa, forse perchè come scrivi, sei (e ascolti) una pura voce. Mi mancano quelle telefonate, forse perchè mi manca la persona, che non mi chiama più.

  4. NoodlesD 15 marzo 2009 alle 15:20

    anonimo, in realtà le amicizie sono difficilissime da trovare, e temo che quelle forti e vere si consolidino nell’adolescenza o quanto meno tra i diciotto e i 23 anni, va, gli anni universitari. Anche se ciò non impedisce che nel futuro non ne nascano altre. L’amicizia è un sentimento prezioso, ma per questo anche raro. Non facile da gestire e da far crescere, anche perché devono incanalarsi tutta una serie di coincidenze e similitudini delle persone. E anche questo non assicura la durata.

    MrDavis, la similitudine con l’innamoramento è perfetta!

    tenda, anche a me mancavano un po’. Era da qualche tempo che non ci si faceva una bella chiacchierata del genere. Il bello però delle amicizie importanti è che restano lì, sei sicuro di loro, anche se non ti senti più spesso come prima – o che so scambi giusto due parole su msn ogni tanto ^^.

  5. utente anonimo 15 marzo 2009 alle 23:46

    io nemmeno ho avuto grandi amicizie in passato.gli amici importanti sono stati 3, direi, fino ai 20 anni.e pensavo anche io che sarebbero stati quelli e solo quelli, per tutta la vita.
    hai ragione quando dici che si fatica a stabilire rapporti profondi man mano che si cresce, ma io credo che siano possibili. difficili, ma possibili. e forse, proprio perchè così difficili da trovare e costruire, ancora più profondi dei rapporti che ci portiamo dietro dall’adolescenza..o no?

    bel post, aggiungo!
    rachele

  6. testabislacca 16 marzo 2009 alle 1:55

    Ti capisco perchè sono una maratoneta delle telefonate notturne, dal momento che soffro d’insonnia e ho amici che hanno lo stesso problema.
    Amici recenti, però, chè quelli veri sono sparsi per il mondo. E ho ancora abbastanza posto: per gli amici.
    O per gli alieni: chissà.
    A proposito: notte. 🙂

  7. Allitterata 16 marzo 2009 alle 18:32

    mi viene in mente la lunga telefonata in elizabethtown tra i due protagonisti, bello, le telefonate lunghe mi ricordano i sedici anni, la mamma che alzava dall’altra parte e urlava “basta, devi finire la versioneeee”. 🙂

  8. NoodlesD 16 marzo 2009 alle 18:49

    rachele, indubbiamente. anche se in teoria – sempre in teoria – uno dovrebbe riuscire a stabilire rapporti… anche col passare degli anni no?, altrimenti saremmo delle isole… mah.

    testabislacca, io più che d’insonnia soffro di ansia notturna ahah. o meglio, più che altro, mi piace star sveglio di notte. adoro dormire la mattina. è proprio un’inversione biologica.

    allitterata, alzare il telefono no, ma a volte a me infastidiva quando tipo entrava nella stanza e dicono hai finito? mi serve il telefono… e magari ad alta voce che l’interlocutore sente…

  9. testabislacca 17 marzo 2009 alle 0:56

    Purtroppo l’inversione biologica mi tocca molto da vicino. E da quando sono nata, con buona pace dei miei, che non riuscirono a chiudere occhio per due anni.
    Poi, si sa,ci si addomestica, o si tenta di farlo.
    Notte, Noodles.:-)

  10. mafaldablue 17 marzo 2009 alle 23:01

    io ho capito che stavo invecchiando quando ho cominciato ad essere impaziente a telefono.

  11. NoodlesD 18 marzo 2009 alle 2:18

    testabislacca, all’inizio di Insomnia di King c’era una citazione, non ricordo da chi, che recitava: Il mondo si divide in due categorie: chi può dormire e chi no.

    mafalda, dici che è una cosa di noi gggggiovani? LOL che poi ggggiovani, qua siamo alle soglie dei trenta. Non che siamo vecchi ma neanche ggggiovanissimi.

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