Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Watchmen, Zack Snyder, 2008


Premessa: ho letto la graphic novel questa settimana per la prima volta e non sono proprio un gran consumatore di fumetti, ma non discuto il loro altissimo valore artistico, anche se l’inserimento da parte del Times dell’opera di Moore tra i cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1925 mi pare un po’ eccessivo e – beninteso – per dei cedimenti strutturali sul finale, intrinseci all’opera. Ma questa è un’altra storia, anche perché nulla toglie alla meravigliosa complessità della graphic novel di Moore, rivoluzionaria sotto molti aspetti. E, per intenderci, pure il film m’è garbato non poco. Molto calligrafico, ma al tempo stesso anche originale, come se avesse ripensato autonomamente le tavole e pur riproducendole letteralmente aggiungesse loro quel dinamismo che solo i 24 fotogrammi al secondo possono dare. Potrebbe sembrare una tautologia, ma non lo è affatto. Il film di Snyder ha il “difetto” di seguire a dei titoli di testa eccezionali, che presi a parte sono davvero un piccolo capolavoro (anche perché accompagnati da questa canzone): sintesi e rilancio della preistoria narrativa del fumetto attraverso il puro ripensamento cinematografico del disegno, che nel corso aggiunge nuove stratificazioni grazie agli elementi cinetici e sonori.
I miei dubbi sono sulla seconda parte e sul finale in particolare, che si discosta parzialmente, è vero da quello di Moore, ma il fatto è che a me neanche quello aveva convinto in pieno. E parlo, più che del finale in senso stretto, dello svelamento del mistero. La spiegazione dell’agire dei personaggi m’era sembrata, un po’ naif, contraddicendo quella che era stata la complessità dell’intreccio sino a quel punto. Forse il film sconta anche un problema di casting non proprio adattissimo, e non in senso assoluto, giacché gli interpreti sono bravi e convincenti, ma nella misura in cui infila nei costumi dei watchmen attori fisicamente troppo giovani. Sul finire degli ’80 a trentacinque anni uno poteva apparire come un quarantacinquenne (o almeno così appaiono nelle tavole del fumetto), il che apriva l’interessante discorso di Moore su degli eroi fuori dal giro e fuori forma. Malin Akerman sarà anche bravissima, ma sembra una quasi adolescente. Un po’ troppo per una che dovrebbe sembrare non solo trentacinquenne ma soprattutto più… vissuta. A livello d’immagine, non sembra avere un passato quasi decennale di difesa della giustizia.
Tuttavia, rileggendo questo papiro mi sembra di aver criticato troppo un film che in fin dei conti ho trovato interessante e che mi ha portato a dovermi ricredere totalmente sul suo regista. Le pacchianate di 300 qui si stemperano quasi del tutto in favore di uno stile visivo straordinario, molto più maturo, che gioca col ralenti, tipica rappresentazione cinetica del supereroe cinematografico, ripensandolo daccapo per inserirlo in un contesto in cui la violenza di Moore è ripresa in toto lasciando alla storia quel suo ineffabile sapore hard boiled, per cui i watchmen sembrano più faine braccate che segugi prepotenti. Hanno il fascino dei duri razionali, che accettano anche la sconfitta e il ritiro e che molto realisticamente guardano al proprio ritorno con molta resistenza. E soprattutto, danno vita a un apostolato variegato, un’umanità spigolosa e complessa che si affianca orgogliosamente alle maschere tragiche e contradditorie del comic movie moderno (Spider-Man e i Batman di Nolan).

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4 risposte a “Watchmen, Zack Snyder, 2008

  1. Spyker 13 marzo 2009 alle 20:58

    watchmen l’ho visto senza aver letto il comics, quindi non posso fare un raffronto. comunque il film mi ha letteralmente incantato.
    secondo me lo svelamento della trama non è un naif. anzi, ho trovato molto intrigante lo svelamento del villain e del suo piano, e soprattutto il ruolo in tutto questo del personaggio del Dr Manhattan. inoltre il finale è apocalittico, pieno di disillusione e che introduce questioni come se è possibile sacrificare qualcosa di piccolo per salvare qualcosa di più grande ( spero di non spoilerare XD).
    i personaggi sono formidabili e gli interpreti ancor di più. fortunatamente non hanno messo attori troppo “divizzati”. Secondo me poi Rorshach è unico nel suo genere, il personaggio più bello nella storia di questo genere di film…

  2. NoodlesD 15 marzo 2009 alle 14:07

    Il finale si discosta un po’, e in bene secondo me, da Moore.
    Sugli attori: sono bravissimi per carità. La mia critica era più che altro all’età degli attori, che non convinceva dovendo ritrarre uno degli aspetti più interessanti del concetto di Moore.

  3. Cinemasema 18 marzo 2009 alle 12:13

    In effetti dopo 300 ero un po’ restio a vedere questo film, e anch’io non ho ancora letto il fumetto. Però vedo che il film è giudicato abbastanza positivamente un po’ da tutti i blogger. Spero di poterlo ancora intercettare al cinema, Altrimenti attenderò l’uscita della versione casalinga.

  4. fmmasala 19 marzo 2009 alle 23:08

    Un appunto:il Nixon di F.Langella di Ron Howard batte quello di Watchmen 10 a 1!

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