Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Il dubbio (Doubt, Patrick Shanley, 2008)

In un’intervista Shanley ha dichiarato che con questo film si proponeva l’obiettivo di instillare il dubbio nel pubblico. Io i miei dubbi ce li ho avuti, ma temo non siano di quelli che il regista si aspettasse, a meno che non volesse instillare il dubbio sulle sue capacità registiche, no perché in quel caso ci ha preso in pieno. Il mio dubbio è sul film in sé, che non mi pare questa grande cosa, affossato da una regia statica e leggermente teatrale, con qualche “guizzo” che si esplica tutto in queste inquadrature oblique (che temo dovessero alludere all’ambiguità del giudizio e delle apparenze). Che poi, onestamente, a me tutti questi dubbi neanche venivano. Colpa di un personaggio (della Streep) così ciecamente sicura del suo pregiudizio da diventare una macchietta, senza contare poi il più che vago sospetto che agisse per motivi del tutto avulsi dai problemi etico-religiosi, ma molto più prosaicamente personali. Mi scuso con gli estimatori della Streep, ma io non son mai stato un grande fan del suo stile raggelante specie – come qui – quando da luogo a questi personaggi scavati nel marmo, con una scopa su per il culo, che a dire il vero, con l’avanzare della trama più che su per il culo la scopa la Streep sembrava avercela tra le gambe e che ci andasse a cavallo. Ho preferito indubbiamente i dubbi della sorella Amy Adams e quell’istrione di gran classe che è sempre Hoffman, che pure in un copione così prevedibile in fondo riesce a seminare qualche ambiguità grazie a sguardi, silenzi e piccoli gesti studiatissimi.
Anche quel finale che in teoria dovrebbe essere un coup de thèatre a me è sembrato un ulteriore macigno sul film. Anche perché, ed è questo il punto, durante il film tutta questa indecisione non mi pare che sia passata allo spettatore. Ho assistito a un dramma in cui i due contendenti litigavano su un affare che neanche esisteva, almeno da come ce lo presenta il film. Per cui i – presunti – ribaltamenti della – presunta – verità che avvengono durante il procedere dell’intreccio (e alla fine) sono risultati, almeno a me, del tutto telefonati.

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6 risposte a “Il dubbio (Doubt, Patrick Shanley, 2008)

  1. Sopravvivente 11 febbraio 2009 alle 0:02

    così ciecamente sicura del suo pregiudizio da diventare una macchietta…non ti ricorda qualcosa in questi ultimi giorni? 🙂

    il dubbio non ce l’hai? quindi sei sicuro che il prete sia colpevole? (o innocente?)

    la regia secondo me è quella che ci voleva, per il pezzo che è

    ciao 🙂

  2. MrDAVIS 11 febbraio 2009 alle 22:08

    Facendo finta di non aver letto quelle righe su SUA SANTITA’..non concordo.Su nulla.
    Il film non doveva trasmettere il dubbio nello spettatore, doveva scavare nella causa del dubbio, doveva far emergere la natura del dubbio, coem nasce, come si sviluppa e come, scavando lentamente, fa anche cadere il solido castello di certezze che un personaggio come quello della Streep.
    Streep che qui recita con il corpo e con quel volto scavato, quasi gotico: la sua entrata in scena è ripresa di spalle ma già comunica gelo e un carisma che altre attrici neanche con intensi primi piani si possono permettere.

  3. Iggy 12 febbraio 2009 alle 10:22

    Azz Noodles quanto veleno! Ahahah!

    Sono daccordo su alcuni punti, ma per me è un lavoro sicuramente sufficiente. Certo, fermandosi al caso che analizza è gestito male se l’intento era quello di creare “mistero” attorno alla figura del prete. Ma ci sono un paio di dialoghi che spiccano il volo e fanno riflettere su altro. Il cast è da applauso

  4. Cinemasema 12 febbraio 2009 alle 14:22

    Di questo film ho letto buone recensioni e altre meno buone. Però a questo punto sono curioso di vederlo.

  5. NoodlesD 14 febbraio 2009 alle 16:20

    Davis, eh lo so che tu sei un grande ammiratore della Streep, quindi mi aspettavo quel commento. Sarà, ma a me sembra tutto molto macchinoso, e questo non mi permette di applaudire alla regia.

    Iggy, non dico sia tutto male, ma certi scivoloni non li posso reggere, offuscano tutto il resto.

  6. testabislacca 14 febbraio 2009 alle 18:47

    Incredibile: nell’arco di mezzora ho letto due recensioni diametralmente opposte. 🙂
    Siccome non l’ho visto, taccio.

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