Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Ecco, se mi chiedessero quale sequenza cinematografica vuoi portare sulla famosa isola deserta (ammesso che ne sia rimasta una non invasa dai “famosi”), avrei subito la risposta. Eccola qua.
E, sia ben chiaro, nel suo doppiaggio originario, voluto da Leone. Sono un difensore della lingua originale, sempre molto critico con (l’ultimo) doppiaggio nostrano, ma questo non si tocca. O meglio, non avrebbero dovuto toccarlo. Vero, Warner Europa? Spero che prima o poi qualcuno se ne accorga e faccia qualcosa a riguardo. Aver speso un’intera tesi sull’argomento neanche mi soddisfa. Avrei dovuto fare qualcosa di più concreto, che so legarmi al cancello della Warner per settimane…
Scusate, ogni tanto ho questi rigurgiti e devo assolutamente scriverne, se no do di matto. Tra me e questo film c’è qualcosa che non so spiegare, qualcosa che va oltre la cinefilia, l’amore per una storia, per un’atmosfera. I luoghi di C’era una volta in America mi appartengono, come se nella finzione delle sue sequenze, in quei sobborghi poveri del Lower East Side di New York avessi trovato, quasi quindici anni fa, una parte dei miei ricordi, della mia vita, del mio modo di essere, del «mio modo di vedere le cose».

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7 risposte a “

  1. utente anonimo 7 febbraio 2009 alle 8:17

    scusami, ma nell’ultimo commento ho inavvertitamente omesso la mia firma. se proprio volevi che tornassi pubblicando questo post, sei riuscito nel tuo intento ;-))
    comunque anche tra me e “once upon a time…” c’è qualcosa… siamo amanti da tanto!
    si sento di essere ricambiata, non è una velleità la mia, e poi come non corrispondere un amore grande come il mio per quest’opera d’arte:))))
    hai ragione, NOODLES, il cast, il tema, l’ambientazione, le musiche, la fotografia, il soggetto e la sceneggiatura, sembra smuovino dentro sensazioni remote e profonde…
    maria rosaria

    http//:oceanicapovolti.blogspot.com
    se ti andasse di fare un salto da me

  2. souffle 7 febbraio 2009 alle 9:54

    sono assolutamente d’accordo con lo scandalo del doppiaggio.
    Ricordo bene che lo scoprii con orrore da un mio caro amico appassionato di cinema come me che mi diede la ferale notizia.
    Non solo un doppiaggio lontano da quello “giusto” della versione originale, ma un doppiaggio sciatto, tirato via.
    Buon weekend Noodles.

  3. MissPascal 8 febbraio 2009 alle 11:21

    perdona la domanda, noodles, ma come la mettiamo con la violenza in macchina che ne segue?

  4. gbanks 8 febbraio 2009 alle 13:17

    quando per caso entrai nella sala dell’hotel excelsior del lido di venezia in cui questa sequenza (ma non è riduttivo chiamarla “sequenza”?) è stata girata, mi è preso un colpo.
    quando mi sono reso conto dove mi trovavo, del tutto incredulo, li ho visti ballare.

    hai perfettamente ragione.

  5. NoodlesD 8 febbraio 2009 alle 18:44

    maria rosaria, allora puoi capirmi, per me è lo stesso 🙂

    souffle, io attesi per molto tempo l’uscita in dvd e quando lessi – su ciak – che era stato ridoppiato fu una delusione terribile.

    miss, è vero, dopo c’è forse la scena più insostenibile di tutto il cinema di Leone. Ma ha perfettamente senso. Noodles è un violento, un gangster che idealizza la sua donna ma non riesce poi a dialogare con la parte criminale di se stesso. In quella scena ho sempre visto anche un’autopunizione. Nel momento in cui violenta Deborah, Noodles distrugge anche il suo sogno.

    gbanks, ci son stato un paio di volte a venezia ma non son mai riuscito ad andare all’Excelsior.. certo sarebbe un’emozione assurda vedere quella sala.

  6. AlDirektor 9 febbraio 2009 alle 21:49

    D’accordissimo sul discorso del doppiaggio (non si può omettere Ferruccio Amendola!!!), ancora più d’accordo sulla scena. E’ una delle scene dove miracolosamente tutto è perfetto ( come lo è il film da cui è tratta). Le musiche, la direzione, l’atmosfera, i dialoghi e le interpretazioni. Capolavoro.

    Chissà come mai questo nome per il blog: “Once upon a time in America”……. 😀

  7. utente anonimo 11 febbraio 2009 alle 4:54

    per me è lo stesso
    bellissimo lultimo periodo del discorso.
    sei un grande.ciao

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