Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Revolutionary Road (id., Sam Mendes, 2008)

In genere scrivo sempre che un film deve tradire l’opera letteraria da cui viene tratto, per essere un grande film. E quasi sempre è così. Ma capita anche che una versione quasi calligrafica come quella di Mendes del romanzo di Yates sia anche l’unica possibile, o quanto meno una prova riuscitissima. Solo impostando il film sulle basi di un dramma da camera a due voci (marito/moglie), con un esiguo numero di comprimari, coro “tragico” delle vite dei protagonisti, poteva riuscire nell’impresa.
Revolutionary Road è il ritorno di Mendes alle sue atmosfere predilette, è il suo film dall’epoca del suo esordio. In effetti sembra quasi il prototipo di American Beauty: Alice e Frank sono in fondo i progenitori di Lester e Carolyn, una coppia sull’orlo del disastro matrimoniale, il cui menage è in netto contrasto con lo splendore e la tranquillità da cartolina della loro casa nel cuore di un quartiere residenziale come tanti altri. Mendes riduce al minimo le interferenze, predilige una regia spesso “invisibile”, lasciando ai primi piani degli attori il grosso del lavoro. Chiude i suoi protagonisti negli interni, ogni apertura sull’esterno è breve, come il respiro della fievole illusione di Alice e Frank di uscire dalla loro condizione e inventarsi una nuova vita, sognado che essa possa effettivamente aver luogo. Ovviamente fuori, ovviamente altrove, in un altro continente.
Di Caprio e la Winslet hanno affiatamento, lo si intuisce in ogni fotogramma, anche se, senza nulla togliere al buon Leo, al suo posto ci avrei visto un attore più spiccatamente virile, uno come lui diciamo. Ma è fuori discussione la loro capacità di dare vita a April e Frank con un’umanità e una verità a volte insostenibile; certo, questo è il tipo di film cui il doppiaggio fa da considerevole zavorra, quindi magari il giudizio finale deve attendere la visione in originale.

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14 risposte a “Revolutionary Road (id., Sam Mendes, 2008)

  1. MissVengeance 31 gennaio 2009 alle 17:06

    troppo facile metterci don draper dopo due stagioni intere di mad men a vederlo fare l’uomo medio.fico degli anni 60! scherzi a parte, secondo me di caprio è stata una scelta coraggiosa che poi si è confermata più che ottima

  2. cinescopio 31 gennaio 2009 alle 22:38

    ..ancora non riesco a vederlo ma presto lo farò, sono curiosa oltre che della trama anche dell’accoppiata già vincente..
    ely

  3. latendarossa 1 febbraio 2009 alle 12:06

    Se c’è Cheit Uinslet è già un buon motivo per andarlo a vedere, peccato ci sia Lionardo D.C.

  4. Ale55andra 1 febbraio 2009 alle 13:09

    La curiosità per il ritorno del regista, ma anche per il ritorno della coppia di attori, è veramente alta. Lo vedrò al più presto comunque.

  5. Iggy 2 febbraio 2009 alle 11:09

    Il film è bellissimo e per ora non riesco a formulare altro. Conferma Winslet a parte, volevo dire che per me la vera sorpresa del film è proprio Di Caprio, credo sia un’interpretazione matura la sua, come se ne vedono poche

  6. NoodlesD 2 febbraio 2009 alle 18:12

    Miss V, si lo so, son stato spudoratamente banale, ma leggendo il libro – anche in base alla descrizione di Yates – me l’ero immaginato così Frank ^^

    Tutti, sia chiaro non ho messo in dubbio le qualità di Leo, che stimo molto come attore e ch qui è bravissimo. Parlavo semplicemente di faccia proprio. Ci avrei visto uno più virile ecco tutto.

  7. MrDAVIS 2 febbraio 2009 alle 23:45

    Un elefante che ti cade addosso è meno pesante di questo film.mammia mia che ansia, che angoscia, che meraviglioso affanno avevo a fine film!
    Interpreti monumentali, regia delicata e violenta e una serie di sequenze da far gridare al capolavoro.

  8. mafaldablue 4 febbraio 2009 alle 13:12

    sto leggendo il libro!! Altrimenti nonn posso vedere il film. Molto bello.

  9. testabislacca 5 febbraio 2009 alle 22:22

    E dire che lo avevo scartato. Mi era bastato vedere una coppia sul cartellone per fare spallucce.
    Magari lo recupero sabato. 😉

  10. MissBlum 6 febbraio 2009 alle 15:36

    Io ho trovato la scelta di Di Caprio azzeccata proprio perchè il suo lato infantile anche in senso estetico conferisce una maggiore complessità al personaggio. Però se avessi letto il libro prima sono certa le cose sarebbero andate diversamente

    E poi sì, sono troppo importanti i dialoghi, c’è bisogno di vederlo in lingua originale.

  11. NoodlesD 6 febbraio 2009 alle 20:23

    Miss, si indubbiamente non hai torto. Forse era un’empasse mia, perché ormai avevo in testa un altro Frank.
    Per i dialoghi ci toccherà aspettare il dvd, almeno ringraziamo che c’è il dvd…

  12. lafantasianata 11 febbraio 2009 alle 9:22

    anche io voglio andare a vederlooooo!!!

  13. utente anonimo 22 febbraio 2009 alle 19:38

    di caprio come al solito non convince nei ruoli da adulto,ringrazi scorsese altrimenti a quest’ora farebbe l’attore di soap opera

  14. CineSerialTeam 13 marzo 2009 alle 16:57

    L’ho trovato perfetto in tutto, fuorchè nella sceneggiatura. Il che lo rende appena sufficiente.

    CST

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