Noodles Journal

Solo il mio modo di vedere le cose

Milk (id., Gus Van Sant, 2008)

So che ultimamente quasi tutti guardano a Van Sant come a una sorta di guru totale del nuovo cinema, della rivoluzione o che so io. Forse la mia ignoranza mi impedisce di capire a pieno la grande portata del suo lavoro, anche se trovo Elephant un capolavoro dei nostri tempi. Ma poi, pur rispettando molte altre sue opere e riconoscendogli certo che sa il fatto suo, sono restio ad abbandonarmi a questo seguito di proselitismo messianico.
Milk è già più tradizionale, rispetto agli ultimi film. Forse un po’ troppo. In fondo segue il percorso del biopic in modo fedelissimo, a partire dal personaggio che rievoca, microfono in mano, la sua esperienza fino ad arrivare al momento clou e tornare dunque al presente della narrazione. Il fiore all’occhiello del film mi sembra soprattutto il cast, dominato da Penn e Brolin, in due ruoli opposti, in tutti i sensi. Opposti fra loro i personaggi che interpretano, opposti come persone e nel modo di affrontare le proprie emozioni: aperto e libero, Milk; chiuso e divorato dalle paure e dai dubbi Brolin. Il film però, prende un po’ troppo le parti del suo protagonista, sfiorando pericolosamente l’agiografia: Milk sembra perfetto, buono, compassionevole, ingenuo, sempre pronto a tendere la mano a chiunque. Un po’ troppo, insomma. Era pur sempre un politico (ora non vorrei citare Allen, eh…).
Detto questo, il film è comunque gradevole e scorre senza intoppi, affascinando e commovendo nei suoi punti nodali e nel finale, con la fiaccolata che sentenzia la vittoria del messaggio del suo protagonista. Però, insomma, più tradizionale e americano di così…

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9 risposte a “Milk (id., Gus Van Sant, 2008)

  1. parachimy 30 gennaio 2009 alle 0:48

    Io non sono un amante di Van Sant totale, però questo film secondo me è molto ben fatto perchè, a mio parere, la “necessità” del regista di trattare un messaggio così importante non ha eccessivamente bloccato il suo estro registico.

    Un saluto 🙂

    Chimy

  2. souffle 30 gennaio 2009 alle 8:27

    sul “tradizionale” possiamo discutere e tu avresti molte frecce al tuo arco (ma c’è una necessità se è un film così tradizionale), ma sul fatto dell’agiografia, non sono d’accordo.
    Milk ha una vita sentimentale disastrosa, come lui dice ha avuto 4 relazioni e 3 tentativi di suicidio (e poi il suo ultimo partner si è ucciso) è uno che ci prova continuamente coi ragazzi, che ci prova con gli etero (il suo avversario alla carica di parlamentare della California), era un commerciante non molto abile, diviene un politico che sa usare i media (l’episodio della cacca dei cani, l’incontro con il senatore alla presenza dei giornalisti, la marcia organizzata e il suo uscire a fare da paciere) a suo vantaggio.
    Credo siamo lontani dalla santificazione del personaggio.
    un abbraccio mio splendido noodles (sì ci sto provando con te). ^^

  3. latendarossa 30 gennaio 2009 alle 11:38

    …insomma, senza infamia e senza lode!

  4. NoodlesD 30 gennaio 2009 alle 16:04

    chimy, si indubbiamente. a me non è che non sia piaciuto eh. Più che altro reagivo anche a dei voti e commenti e recensioni… troppo celebrative.

    souffle, sì la necessità è uno dei motivi scusanti del film. E Senza dubbio Van Sant ha le sue ragioni. Per l’agiografico mi riferivo… come dire al candore del personaggio. Sembra sempre buono, sempre disponibile, sempre giusto… in quel senso lì parlavo di agiografia, non di vita come dire tutta splendente. In questa agiografia rientra anche quel suo continuo volontariato a salvare i giovinastri. (sono sempre lusingato dalle tue manifestazioni ^^).

    tenda, si e no. Nel senso che è cmq un bel film, commuove, e gli ttori son straordinari. mica niente.

  5. Cinemasema 30 gennaio 2009 alle 16:34

    Leggendo recensioni spesso positive mi ero convinto di trovarmi davanti ad un altro grande film di Van Sant (Gerry, Elphant). A questo punto sono curiosissimo di vederlo.

  6. cinescopio 30 gennaio 2009 alle 17:36

    concordo con Cinemasema..devo vederloper capire da che parte trovarmi..
    ely

  7. Iggy 31 gennaio 2009 alle 13:21

    Se non avessi visto il tuo voto sulla connection, parlerei di stroncatura. :))

    La penso come Souffle per quanto riguarda la resa del personaggio, e io per dire ho trovato Harvey Milk a tratti irritante. Di MILK mi è piaciuto comunque il non perdere mai di vista la persona e il messaggio a favore di altro. Nei biopic spesso accade il contrario.

  8. utente anonimo 31 gennaio 2009 alle 13:25

    Io invece mi sono trovata di fronte un film molto ben fatto. L’unica nota stonata credo sia proprio il finale (molto simile a Philadelphia tra l’altro) troppo [i]aulico[/i].
    Lisa

  9. NoodlesD 31 gennaio 2009 alle 13:32

    Iggy, si a rileggerla mi rendo conto che sembra quasi una stroncatura – cosa che non è affatto. A me è piaciuto, insomma. Solo non lo trovo così capolavoro come altri sostengono.

    Lisa, si il finale è molto americano ^^

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